Umberto Bossi

Per Umberto Bossi l’introduzione del reddito di cittadinanza porterebbe ad un aumento delle tasse, oppure verrebbe messo a carico dell’Inps, mettendo a rischio le pensioni. Lo ha detto il senatore a Milano, durante l’incontro degli eletti della Lega alle politiche 2018. “Non hanno mai dichiarato dove prenderebbero i soldi – ha detto Bossi riferendosi al programma elettorale del Movimento 5 Stelle – Ricadrebbe tutta l’assistenza sull’Inps, che rischierebbe di fallire. Poi fa aumentare le tasse che sono già altissime”.

La Lega ha ricandidato Umberto Bossi alle prossime elezioni politiche “perche’ nella vita come in politica il rispetto e la riconoscenza valgono piu’ della convenienza elettorale. Ci sono alcuni valori che vanno oltre”. Lo ha detto a CorriereLive il leader del Carroccio, Matteo Salvini. “Gliel’ho comunicato io, con una telefonata durata una decina di secondi. Gli ho detto: ‘Sei candidato a Varese'”, ha aggiunto.

“L’autonomia e’ il contrario dell’indipendenza. Ci danno un po’ di soldi solo per non farci andar via. Ma il nord si sta deindustrializzando, le aziende chiudono. Quindi per necessita’ anche noi indipendentisti ci accontentiamo dell’autonomia che vuole Salvini”. Lo afferma Umberto Bossi in un’intervista al settimanale OGGI in edicola da giovedi’ 5 ottobre. “In concreto – prosegue – se la Lombardia avesse lo statuto speciale come Trentino, Friuli, Sicilia o Sardegna, recupereremmo la meta’ dei 57 miliardi annui di residuo fiscale che oggi lo stato trattiene. E l’economia ripartirebbe”. Sul referendum della Catalogna il Senatur aggiunge: “Lo stato-nazione, in Spagna come in Italia, e’ in crisi. Madrid ha tradito le aspettative. Lo stato centrale trasforma le democrazie in monarchie. Tutti ora pensano che il problema sia l’Europa. Ma in realta’ il problema e’ lo stato centrale”.

Due anni e tre mesi di carcere e una multa da 800 mila euro. È questa la condanna inflitta al fondatore e padre nobile della Lega Nord, Umberto Bossi, dal Tribunale di Milano per le irregolarità nell’uso dei fondi del partito. Il ‘Senatur’ è stato condannato perché tra il 2009 e il 2011 avrebbe fatto fronte a diverse spese personali, tra cui la ristrutturazione della villa di famiglia a Gemonio, con i soldi dei rimborsi elettorali al suo partito. Condannato anche il secondogenito di Bossi, Renzo, a un anno e sei mesi e a pagare un’ammenda di 500 mila euro.Molte le spese che il ‘Trota’ avrebbe coperto attingendo alle casse della Lega. Tra queste anche diverse multe, la retta dell’università Kristal in Albania dove avrebbe preso la laurea a tempo di record. A due anni e sei mesi, invece, è stato condannato l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, che domani mattina tornerà in aula davanti al Tribunale di Genova per affrontare un altro processo sui fondi del Carroccio.”Ci aspettavamo questa condanna, ma è solo il primo grado e andiamo avanti. La Lega non mi ha pagato né le multe né la laurea in Albania”, è stato lo sfogo di Renzo Bossi dopo la lettura del verdetto da parte del giudice monocratico Marialuisa Balzarotti. “Non ho nulla da rimproverarmi – ha aggiunto – ho creduto nel progetto del partito fino in fondo” ma se si andasse a votare domani, “vorrei vedere prima i programmi”.”Sono innocente da ogni accusa — si era giustificato in aula il ‘Senatur’ — mi sono sempre occupato di politica, sono sempre stato lontano dagli affari economici del partito. C’è qualche indizio, è vero, ma sono meri sospetti non adeguatamente supportati”. Francesco Belsito, anche lui presente in aula, ha parlato di sentenza “ingiusta”. Nell’ambito della stessa inchiesta, il figlio maggiore di Bossi, Riccardo, aveva optato per il rito abbreviato e era stato condannato a un anno e otto mesi per appropriazione indebita. In conto al Carroccio lui aveva messo i conti, astronomici, del carrozziere e persino gli alimenti all’ex moglie.

“Il Mattarellum va bene, sono d’accordo”. Così ha risposto Umberto Bossi a chi gli ha chiesto un commento sulle parole di Matteo Renzi che ieri ha sostenuto in alcune interviste a testate nazionali che con la Lega il Pd avrebbe i numeri in Parlamento sulla legge elettorale per una modifica che torni al Mattarellum. “Nonostante in commissione alla Camera sia Forza Italia che Ap si siano detti contrari a quella legge elettorale, facendo mancare i numeri”, per Renzi, come ha sostenuto a Corriere live “Pd e Lega sono a favore” e quindi la partita non è chiusa. L’ex premier ha aggiunto: “Gli altri vogliono dire no al Mattarellum? Votino”.

Salvini, “e’ come Umberto Bossi, uno stratega visionario. Io sono piu’ un tattico…”, Parisi, “lo osservo con interesse, ma sbaglia quando attacca i partiti”. Il governatore Lombardo, Roberto Maroni – intervistato da Repubblica – concede al manager “un’apertura di credito, del resto sono un curioso di natura. Ma voglio vedere cosa dira’ alla convention di settembre”. In ogni caso, quando Salvini “dice no alle ammucchiate condivido”. Sulla Lega formato Fronte Nazionale proposta dal segretario e’ scettico: “Aprire al Sud e’ un’opportunita’ e insieme un rischio. Venti anni fa fui spedito da Bossi al Sud per fare la Lega Italia Federale, quel progetto non ando’ bene” perche’, a suo avviso, “aggregare le forze autonomiste e territoriali con un patto federativo e’ corretto. Il rischio e’ che l’investimento al Sud depotenzi il messaggio nordista. Quasi ovunque vada alle feste del partito vedo il simbolo della Lega e poi le bandiere con lo slogan ‘prima il Nord’, quello del mio congresso del 2012”. Ritiene la coalizione del centrodestra, necessaria: “Se si vota nel 2018, o ancor piu’ ovviamente nel 2017, non si puo’ andare da soli, non c’e’ partita con il M5S”, e per la scelta del leader “io sono fautore delle primarie, le ho utilizzate anche al congresso della Lega”

“Berlusconi ha scelto solo una persona per organizzare il suo partito. E li’ mi fermo. Ma in seguito dovra’ ascoltare anche gli alleati”. Lo ha detto il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi a commento della decisione annunciata oggi da Silvio Berlusconi di conferire a Stefano  Parisi un incarico di rilancio di Forza Italia . “Salvini – ha spiegato Bossi dai microfoni di Radio Radicale – ha gia’ detto di non essere d’accordo con questa iniziativa. Ma nel suo partito ognuno fa quello che vuole. Se Berlusconi ha solo in mente di riorganizzare il suo partito va bene. In politica il problema sono i programmi. Non e’ mai la persona”. Bossi e’ convinto che il ministro dell’Interno Angelino Alfano e’ intenzionato a riaprire il dialogo con Berlusconi? A questa domanda Bossi risponde: “Penso proprio di si’. Anche Berlusconi – ha affermato – potrebbe essere interessato. Ma Berlusconi deve anche pensare che e’ necessario ascoltare gli alleati”. Il dialogo precluderebbe la riapertura del confronto con la Lega Nord? “Con Salvini sicuramente! Pero’, buona norma vuole che e’ necessario coinvolgere anche gli alleati. Berlusconi lo sa. E al momento opportuno lo fara’ perche’ Berlusconi e’ tutto, tranne che uno stupido”.

“Io a Roma mi asterrei”. Umberto Bossi prende le distanze da Matteo Salvini, che per il ballottaggio delle amministrative nella Capitale si è già schierato per Virginia Raggi. Bossi, interpellato dalla Dire, non condivide l’opinione di chi vede nei Cinque Stelle i tratti della Lega Nord delle origini. “La Lega si batteva per la libertà del nord oppresso. Per lo stato federale contro il centralismo. Loro si battono per valori anche giusti, come l’onestà. Ma per noi viene prima la libertà. Perché senza la libertà non puoi garantire neppure l’onestà'”, spiega Bossi.