Zingaretti

E alla fine Renzi prese il coraggio a due mani – cosa che non gli è mai risultata difficile – e ha annunciato la sua fuoriuscita dal Pd che lo ha visto segretario e che gli ha consentito di ricoprire la carica di Premier. Ma si può parlare di un gesto di profonda ingratitudine? A nostro avviso, no. Renzi é un leader politico europeista, moderno, capace, naturalmente proiettato nel futuro, dalle grandi capacità comunicative. Cosa ci stava a fare il fiorentino Matteo nel partito di Zingaretti e di Zanda? Nulla di significativo. Non c’era alcuna prospettiva per lui che di sinistra e di ideologico non ha mai avuto nulla. L’augurio che in molti si fanno è che possa dare vita ad una formazione di Centro, di ispirazione liberale e riformista, che dia voce e rappresentanza a tutto quell’elettorato che non vuole morire leghista o grillino e che confida nelle istituzioni democratiche, che crede nella Costituzione e nell’Unione europea, nelle eccellenze che l’Italia rappresenta, nella possibilità per il nostro Paese di ritornare sulla ribalta internazionale con il rispetto e la considerazione che merita. Saprà Renzi offrire una opportunità a questo elettorato moderato, stanco degli insulti e delle smargiassate sui social media, delle incompetenze esibite come medaglie al merito? Saprà Renzi costruire un partito plurale e libero da oligarchie di corto respiro? Riuscirà a dare al Mezzogiorno una reale possibilità di crescita e di sviluppo in un contesto di responsabilizzazione delle sue energie migliori? Potranno, i sostenitori di questa formazione politica, riconoscersi nel programma e nei valori costitutivi? Se davvero Renzi riuscirà in questa operazione che non è solo politica ma culturale e di rifondazione democratica, allora avrà successo. In caso contrario, si tratterà dell’ennesimo partitino che vuole dire la propria sulle nomine e sugli equilibri di Palazzo anziché volare alto per restituire autorevolezza e credibilità alla politica nazionale.

 

Nicola Zingaretti segretario del Pd “non l’ho escluso, e’ uno dei nomi che puo’ dare un contributo per la riscossa del Pd, ma non e’ il momento della scelta dei nomi. Stavolta per arrivare a scegliere un segretario dobbiamo prima rifondare il Pd, prima dei nomi dobbiamo riposizionare il partito”. Cosi’ il ministro uscente della Giustizia e componente della minoranza del Pd Andrea Orlando ad Agora’ sui Rai Tre.

Al via ieri la convention romana di Campo Progressista, nuovo soggetto politico di Giuliano Pisapia mentre al Lingotto si è svolta la seconda giornata di lavori.”Io non ho nessun avversario, lavoro per conto mio” ha risposto Pisapia a una domanda sul rapporto con Matteo Renzi, prima dell’avvio della manifestazione dal titolo ‘La prima cosa bella’. Pisapia ha battezzato al teatro Brancaccio un “soggetto politico-culturale a disposizione di chi crede in un centrosinistra aperto, largo”. Una forza che guarda “al civismo, all’ambientalismo, al dialogo interculturale e interreligioso. Che voglia passare dalle parole ai fatti e dare una casa alle decine di migliaia di realtà amministrative che lavorano insieme a livello locale, per cambiare il Paese”.Una chiara richiesta al Pd, poi. “Chiedo con rispetto – ha sottolineato – il giorno delle primarie dobbiamo sapere se loro vogliono costruire il centrosinistra o appoggiarsi ancora sul Nuovo Centrodestra, Alfano e Verdini. È un appello che viene dal cuore”. “Ncd – ha aggiunto – non è compatibile con il nuovo centrosinistra, o sinistra centro””.”L’idea che bastasse un leader – ha poi spiegato – è stata teorizzata a destra e a sinistra, ma si è mostrata fallimentare. Nessuno, neppure il più bravo può caricarsi di tutti i problemi dell’Italia. Promette miracoli”.L’ex sindaco di Milano ha fatto, ancora, l’elenco delle priorità che a suo parere la politica deve darsi. “Ci sono delle proposte di legge che devono diventare legge – ha sostenuto – lo ius soli, il fine vita e il reato di tortura”. Pisapia ha voluto ricordare così Stefano Cucchi e i fatti del G8 di Genova, ma anche l’impegno forte in Europa per una effettiva capacità di assistenza ai migranti. “Come Parlamento abbiamo fatto il possibile ma c’era chi voleva che li lasciassimo morire”. Bisogna trovare delle vie per convincere “chi cade nella paura”. Sui voucher, in particolare, ha detto: “Credo ci siano gli spazi per un punto di incontro positivo rispetto ai voucher di cui è stato fatto un abuso vergognoso. Se non si trova un accordo bisogna dare la parola ai cittadini con il referendum”. Presente alla convention anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, per la quale “tutto il campo della sinistra deve riuscire a dialogare” perchè “al di là dei personalismi” sui temi “c’è molto in comune”. Ha preso la parola anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Abbiamo bisogno di un popolo che si rimetta in cammino e riscopra la bellezza delle parole pluralismo ed unità – ha affermato Zingaretti – Abbiamo bisogno di leader che abbiano la capacita’ di tenere insieme queste due parole”, ha detto ancora”.In sala, ad ascoltare Pisapia, i fuoriusciti di Pd e Sinistra Italiana: da Roberto Speranza ad Arturo Scotto e Ciccio Ferrara. Non manca il sindacato con Maurizio Landini, c’è il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni e la prodiana Sandra Zampa, ora schierata per le primarie Pd con Andrea Orlando.

‘Per fortuna anche nel Lazio dall’87 a oggi c’e’ stato un calo del 55% del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, passata da 27mila circa a 9mila del 2015. Bisogna analizzare quanto, purtroppo, forse, questi dati sono anche figli del ricorso da parte di donne agli aborti clandestini perche’ non trovano una porta di accesso nel sistema”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ospite questa mattina della trasmissione radiofonica Radio Anch’io in onda su Rai Radio Uno, entrando nel merito dell’assunzione dei medici non obiettori all’ospedale San Camillo attraverso un bando pubblico. “Sicuramente – ha aggiunto – c’e’ un calo legato alla maturita’, alla prevenzione e all’informazione, dovremmo verificare e guardare bene se questo e’ un dato che indica la fuga alle vie illegali. Quello che va fatto e lo stiamo facendo per la prima volta dopo 11 anni, e’ investire su tutti gli aspetti della 194, che offrendo dei servizi territoriali come i consultori degni di questo nome, possano aiutare, sostenere, informare sulla contraccezione ed essere vicini alla donna o alla coppia che si trova di fronte a una scelta di questo tipo”. “Il Lazio commissariato nel 2013 ha potuto assumere su tutto il sistema 70 persone – ha concluso -, quest’anno visto che abbiamo messo i conti in ordine ne assumeremo 1700 e 90 nuovi operatori saranno interamente dedicati ai reparti maternita’ e ai consultori”.

“Voglio essere chiaro su una cosa: io aiutero’ Roma, noi aiuteremo Roma. Aiuteremo questa amministrazione comunale di Roma perche’ non e’ giusto che i problemi si scarichino sui cittadini: chi aspetta l’autobus, chi vuole la citta’ pulita, chi vuole un lavoro. A prescindere da chi governa, le istituzioni devono collaborare. L’ho detto sin dal primo giorno e lo dico oggi in un momento di difficolta’ per la giunta capitolina. Su questo massima collaborazione perche’ mi auguro che chi ha vinto le elezioni sia in grado di governare”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso di un intervento all’interno della trasmissione ‘Uno Mattina’. “Prevalgono in me il senso di amore per la citta’ e il dovere istituzionale. Se posso dire una cosa politica, non tanto alla Raggi ma al Partito 5 Stelle: un po’ piu’ di umilta’. Non cerchiamo un capro espiatorio, i poteri forti, balle sui nemici. C’e’ stato un problema che riguarda questo partito e mi auguro che venga superato e che Roma possa riprendere un ciclo virtuoso. Quindi, massima collaborazione, non infieriamo, perche’ e’ giusto che chi ha vinto le elezioni governi, pensiamo ai cittadini, pero’, un po’ di verita’ non fa male”.

Anche se Zingaretti dovesse rifugiarsi nel consueto silenzio, sara’ la Corte dei Conti a chiamarlo in causa per il raddoppio del numero dei dirigenti regionali assunti sotto la sua Amministrazione”. Lo scrive Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio commentando su Il Tempo l’inchiesta del quotidiano diretto da Gian Marco Chiocci sui dipendenti regionali. “Il governatore piange sempre sulla Regione che ha trovato, ma la sua e’ una Regione immobile, che non produce nulla per lo sviluppo, moltiplica solo la propria nomenklatura. Lo abbiamo denunciato a piu’ riprese in Commissione Bilancio e in Aula, ma l’assessore Sartore oltre che concordare con la nostra denuncia non poteva. Il suo famelico governatore, spinto da un segretario generale assunto in spregio a ogni regola di selezione pubblica – Andrea Tardiola – ha trasformato la Regione Lazio in una macchina da guerra politica. Peggio del Lazio – prosegue Storace – a costo medio per la dirigenza, sta solo la Campania. In tre anni i dirigenti sono diminuiti in tutte le regioni, solo nel Lazio sono aumentati. Se Renata Polverini ne aveva 44 a tempo determinato, la cifra e’ esplosa a 90 con Nicola Zingaretti. Chissa’ se l’inchiesta de Il Tempo e’ stata letta anche dal governo, dai ministri, da quelli che tagliano sui dipendenti pubblici al livello piu’ basso ma non si accorgono dei signori dei piani superiori. E’ di nuovo Roma ladrona”?  (immagine AlessandroParis/Lapresse)