La quota di titoli di Stato detenuta dai risparmiatori scende a 94 miliardi e con essa la percentuale che era al 20% prima della crisi e al 35% prima dell’avvento dell’euro. Il privato, a causa del rendimento quasi nullo, é costretto a investimenti più rischiosi come possono essere i fondi comuni e i fondi pensione. E’ infatti del 5% la quota che le famiglie italiane detengono di titoli di Stato, ossia 94 miliardi su 1860 miliardi complessivi. Questo dato non é comunque da ritenere totalmente negativo perché rivela una nuova cultura e capacità di investimento da parte degli italiani che prima si affidavano automaticamente a questa forma di risparmio garantito. I tassi che i titoli assicuravano erano compresi tra lo zero e il 2%. E’ quindi in atto una vera e propria rivoluzione nel panorama del risparmio da parte degli investitori privati italiani, che devono diversificare non solo per una loro eventuale attitudine ma anche e soprattutto per necessità.





