E’ morto Zeichen, un grande poeta. Fa nulla, andiamo avanti

Tanti anni fa un giornalista chiese ad Alberto Moravia il motivo del suo scetticismo nei confronti degli scienziati e dei preti. Lui rispose che non tollerava coloro che pensavano di avere le risposte ultime al dilemma della vita e della morte, e che preferiva proprio per questo i poeti e gli artisti, che non hanno simile presunzione, ma che ci vanno molto piu’ vicino perché ci fanno sentire, piuttosto che capire. Nei giorni scorsi é venuto a mancare un grande poeta, Valentino Zeichen. Era gravemente malato e della sua malattia parlava così «la vivo come un’appendice del romanticismo». Aveva 78 anni, era romano di adozione, nato a Fiume e frequentatore di baracche e di periferie. Era sicuramente uno dei grandi poeti europei, intensamente romano ma con una cultura cosmopolita. Come é stato scritto ‘era un aristocratico in volontario esilio nel sottoproletariato romano, di cui condivideva la durezze e il disincanto, ma anche in perenne tournée nei salotti della buona borghesia, da cui si attendeva – e otteneva – il giusto tributo in termini di ospitalità. Era poverissimo ed elegantissimo’. La nostra epoca non é fatta per la poesia e per i poeti, e proprio per questo é squallida. Nell’era delle immagini a portata di clic, le immagini della poesia sembrano lente, superate, fuorvianti. Ovviamente é l’esatto contrario. Quando muore un grande poeta, dovremmo essere a lutto, perché si spegne la voce di chi può aiutarci a guardare con lucidita’ il mondo, noi stessi, la vita. E invece non succedera’ nulla. Avanti con un’altra immagine. Per essere poeti occorre anche vivere come tali. Zeichen era un poeta. ‘POESIA’  Si dice che la poesia manchi di vero slancio/ che non sappia più volare/ poiché non più sorretta/ dai grandi angeli alati. Che farci? È un mondo/ di poeti atei che volano/ preferibilmente in aereo.
‘AL CUCCIOLO’ Scoppierà la guerra/ e noi ci arruoleremo/ nei soldatini di piombo/ sotto l’arco di trionfo; sfileremo alla berlina/ dietro l’ampia vetrina/ d’una antica cartoleria. Amore, pazienta che/ metta a letto la poesia. Zeichen viveva da poeta perché lo era. Altri fanno i poeti perché non lo sono.

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