Legge elettorale, Delrio al Pd: accordo prima del referendum

“L’elezione indiretta dei nuovi senatori non sarebbe uno scandalo. Basti guardare al Senato francese e quello tedesco. Ma siamo pronti a lavorare, come ha detto il premier, sulla proposta della minoranza Chiti-Fornaro. Che prevede due schede: una per l’elezione dei consiglieri regionali, una per i senatori”. Così il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio in una intervista al Corriere della Sera. “Matteo Renzi – continua il ministro riferendosi ai contrasti interni al partito democratico – ha fatto una grande apertura alla minoranza sull’elezione diretta. Quindi dico che, per il bene del Paese, ci sono le condizioni per trovare un accordo”. E prosegue: “Fa tremare i polsi l’idea che non troviamo un’intesa. Vorrei trasmettere agli amici della minoranza del Pd il grido che arriva dai territori. Bisogna abbassare i toni, anche nella maggioranza, e trovare un’intesa. Perché se non si trova, un No al referendum può mettere a rischio l’unità del partito”. Delrio propone “un accordo con ordine del giorno vincolante in Parlamento, prima del referendum. Per me la politica non è fatta di ricatti e minacce – afferma – ma di strette di mano”. A Virginia Raggi, che, come altri promotori del No al referendum, sostiene che non si puo’ fare contemporaneamente il sindaco di Roma, il sindaco della citta’ metropolitana e la senatrice, Delrio replica che “e’ lo stesso lavoro fatto in due sedi diverse. Molte questioni sono intrecciate in Comuni, citta’ metropolitane e Senato”.

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