Israele cambia legge su Gerusalemme. Ira dei Palestinesi

“E’ una dichiarazione di guerra”. Così l’amministrazione palestinese ha reagito al voto con il quale i deputati israeliani hanno cambiato la legge su Gerusalemme, rendendo più difficile la sua divisione nell’eventualità di un accordo di pace. L’emendamento è stato approvato dalla Knesset alle prime ore del mattino, con 64 voti favorevoli e 51 contrari, riferiscono i media israeliani. La legge su Gerusalemme, originariamente approvata nel 1980, vieta di cedere parte del territorio della città santa ad entità straniere, compreso un futuro stato palestinese. Fino a ieri bastava però una maggioranza di 61 voti sui 120 della Knesset per abolire questa prescrizione. Ora servirà invece una maggioranza qualificata di 80 voti, molto difficile da raggiungere. Proposta dal partito di governo Focolare Ebraico, con l’appoggio degli altri membri della coalizione guidata da Benyamin Netanyahu, la legge ha subito provocato una dura reazione da parte palestinese. Il voto della Knesset su Gerusalemme “equivale ad una dichiarazione di guerra contro il popolo palestinese e la sua identità politica e religiosa”, ha dichiarato Nabil Abu Rudeineh, portavoce del leader palestinese Mahmoud Abbas, citato dall’agenzia Wafa.

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