Così uno dei politologi più attenti e autorevoli, Piero Ignazi, in una intervista a L’Unita’. “Rimane sottotraccia l’appartenenza ai due schieramenti destra e sinistra, ma siamo davanti ad un tripolarismo. C’è una disponibilità più ampia a provare nuove formazioni, e a scegliere l’opzione del non voto senza sensi di colpa. Oggi tutti i partiti in Europa, mantengono un distacco nei confronti della società. Sono come rinchiusi in una cittadella dello Stato e del potere e non riescono a intercettarne domande, bisogni, paure. E questo perché’ sono sempre meno partiti tradizionali, che avevano altri problemi da superare ma che sapevano leggere la società grazie a una struttura radicata nei territori, che fossero conservatori o socialisti. Mentre oggi i partiti sono scatole vuote, utilizzate solo per scegliere i candidati. Serve invece un dialogo continuo con i cittadini. L’Italicum mi pare una pessima legge perché governare senza avere il consenso dei cittadini non è mai una buona cosa. Occorre puntare al modello elettorale francese, con collegi uninominali e doppio turno. Al secondo accederanno i partiti che superano una determinata soglia. Un sistema semplice che davvero permette di ridurre la distanza tra cittadini e politica”.





