aborto

‘Per fortuna anche nel Lazio dall’87 a oggi c’e’ stato un calo del 55% del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, passata da 27mila circa a 9mila del 2015. Bisogna analizzare quanto, purtroppo, forse, questi dati sono anche figli del ricorso da parte di donne agli aborti clandestini perche’ non trovano una porta di accesso nel sistema”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ospite questa mattina della trasmissione radiofonica Radio Anch’io in onda su Rai Radio Uno, entrando nel merito dell’assunzione dei medici non obiettori all’ospedale San Camillo attraverso un bando pubblico. “Sicuramente – ha aggiunto – c’e’ un calo legato alla maturita’, alla prevenzione e all’informazione, dovremmo verificare e guardare bene se questo e’ un dato che indica la fuga alle vie illegali. Quello che va fatto e lo stiamo facendo per la prima volta dopo 11 anni, e’ investire su tutti gli aspetti della 194, che offrendo dei servizi territoriali come i consultori degni di questo nome, possano aiutare, sostenere, informare sulla contraccezione ed essere vicini alla donna o alla coppia che si trova di fronte a una scelta di questo tipo”. “Il Lazio commissariato nel 2013 ha potuto assumere su tutto il sistema 70 persone – ha concluso -, quest’anno visto che abbiamo messo i conti in ordine ne assumeremo 1700 e 90 nuovi operatori saranno interamente dedicati ai reparti maternita’ e ai consultori”.

“Perche’ nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facolta’ di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario”. Così scrive Papa Francesco nella lettera apostolica Misericordia et Misera firmata dopo la messa conclusiva dell’Anno Santo. “Vorrei ribadire con tutte le mie forze – continua il Pontefice – che l’aborto e’ un grave peccato, perche’ pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre”. Con la decisione di Papa Francesco di estendere la facoltà – eccezionalmente introdotta con il Giubileo della misericordia – di tutti i sacerdoti di assolvere quanti hanno compiuto il “peccato grave” dell’aborto, si aggiornerà anche il diritto canonico. A spiegarlo è stato il responsabile dell’anno santo, mons. Rino Fisichella. Con l’assoluzione, ha detto l’arcivescovo, “viene meno la scomunica laetae sententiae” in cui incorre chi “procura” aborto. Il provvedimento riguarda, oltre la donna pentita di avere abortito, “medici, infermieri, chi sostiene l’aborto”, che si pentano. “Il peccato riguarda tutti, e dunque anche il perdono è onnicomprensivo, riguarda tutti gli attori”.