Adnkronos

Ci sono regioni italiane che, dal 2010 al 2020, non hanno mostrato nessuna capacità di resilienza, il cui livello occupazionale è rimasto vicino a quello della crisi dei debiti sovrani. E’ quanto si legge nello studio ‘Occupazione in Italia: un’analisi di lungo periodo’ che l’Eurispes ha realizzato per Adnkronos/Labitalia in vista del primo maggio. Appartengono a questo gruppo le Regioni che hanno perso il maggior numero di posti di lavoro negli ultimi dieci anni. Nel gruppo ci sono la Liguria, che ha perso 22,76mila posti di lavoro (-3,65%); la Valle d’Aosta, con -2,58mila occupati (-4,56%); e la Sicilia, che è la regione dove i livelli occupazionali sono diminuiti più significativamente, sia in termini assoluti -93,25mila sia in termini relativi -6,47%.

“La nostra è una legislazione che ha quasi 90 anni, che è stata modificata anche con le esperienze tragiche dei tempi del terrorismo ed è una delle più stringenti d’Europa ma un’arma è sempre un’arma. Bisogna essere sani soprattuto di mente, saperla usare e non avere precedenti. Riteniamo che i capisaldi della nostra legislazione siano corretti”. Lo dice all’Adnkronos il presidente dell’Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili Stefano Fiocchi, all’indomani dell’approvazione della riforma della legittima difesa e della presentazione da parte di 70 senatori della Lega di una proposta di legge per facilitare l’acquisto di armi per la difesa personale. Quanto alla proposta di legge, si tratta di “un’iniziativa di cui non so i contenuti”, chiarisce. “In ogni caso, chiunque non abbia precedenti, abbia l’idoneità al titolo e l’idoneità psicofisica può comprare una pistola e tenersela in casa”, continua. “La nostra è sicuramente una delle legislazioni più restrittive tant’è che quando c’è stato il recepimento delle direttive europee la legislazione italiana non ha subito grandi alterazioni – aggiunge – riteniamo per questo che i tre requisisti per l’acquisto di un’arma non potranno essere modificati”, aggiunge. Anche perché il recepimento da parte dell’Italia della normativa europea, spiega, non consente di andare oltre i tre capisaldi. Quanto alla riforma sulla legittima difesa, Fiocchi sottolinea: “Ha due grossi cardini: la difesa è sempre legittima e ha corretto un’altra stortura, il risarcimento del danno”. “Per quanto riguarda la vendita di armi e munizioni non cambia nulla”, aggiunge. “Non abbiamo registrato alcun aumento delle vendite ma questo lo avevo sempre detto, anche perché la legge sulla legittima difesa non modifica la modalità di acquisto delle armi”, conclude.

“Gli ultimi arresti (inchiesta Montante, ndr) evidenziano ancora una volta come la forza della mafia stia soprattutto in un’economia infiltrata e al tempo stesso nell’esistenza di quella borghesia mafiosa che costituisce uno schermo, un’interfaccia con la politica e tutte le forze della nostra società. Quella parte della società inquinata deve convertirsi. Il bene è in tutti noi, si tratta solo di tirarlo fuori e far comprendere come vivere nel rispetto dei valori sia sicuramente la strada per un cambiamento è un miglioramento della nostra vita e della nostra società”. A dirlo all’Adnkronos è stato Federico Cafiero De Raho, Procuratore nazionale antimafia.

”E’ ancora troppo presto per fare delle previsioni. Si tratta di un target distante dalla politica che dovrà essere conquistato dai partiti. Tutto dipende dal livello di emotività che avrà la campagna elettorale, questo inciderà non poco sull’andare o meno a votare. I giovanissimi devono avere un sogno, devono riconoscersi in un progetto, in una emozione che possa dare valore al loro voto. Se la campagna sarà fredda ci sarà un allontanamento”. Lo dice Antonio Noto, direttore della Ipr Marketing, in merito al voto dei giovanissimi in vista dell’appuntamento elettorale del 4 marzo. Per Noto non è ”scontato” che il Movimento Cinque Stelle sia la scelta automatica dei nuovi elettori. ”Finora la storia è stata questa – afferma il direttore della Ipr Marketing all’Adnkronos – Se in media siamo a un 30%, tra i giovanissimi si arriva anche al 40-45%. Ma dopo cinque anni anche i Cinque Stelle non sono più una novità e anche loro dovranno riconquistarsi i consensi. Rispetto ai leader politici la partita è ancora più aperta. ”Non ci sono leader particolarmente graditi a questo target distante, ripetiamolo, dalla politica. Si tratta comunque di un segmento elettorale aperto alla novità, vedremo se la politica avrà i mezzi e i modi per conquistarlo”. Di certo la comunicazione si giocherà sui social network ma, avverte il direttore della Ipr Marketing, ”non basta semplicemente parlare sui social network per arrivare ai giovani. I social sono un canale di comunicazione, poi bisogna vedere come si interviene, qual è la credibilità. Finora il M5S è riuscito attraverso i social a creare una sorta di comunità, in cui le persone potevano riconoscersi”.