Alemanno

“Da quando e’ scomparsa An non c’e’ piu’ un riferimento politico per il Sud”. Lo dice Gianni Alemanno, segretario del Movimento per la sovranita’, a Napoli in occasione dell’Assemblea per il Centro-Sud. Secondo Alemanno, “per ridare centralita’ politica al Sud occorre costituire la Macroregione meridionale, coordinando Campania, Basilicata, Puglia Calabria, Molise e Abruzzo, per poi unificarle con una specifica riforma istituzionale”. “E’ il modo per riequilibrare la richiesta di maggiore autonomia delle Regioni del Nord – osserva – che sara’ sancita dai referendum indetti dai governatori leghisti”. “La Macroregione deve essere dotata di una Banca del Mezzogiorno che garantisca le risorse per gli investimenti infrastrutturali e l’accesso al credito di famiglie e imprese, compromesso dalla scomparsa di istituti di credito nel Sud”. “La Macroregione deve intavolare un grande negoziato con l’Ue – conclude – per ottenere la fiscalita’ di vantaggio per il Sud e la piena utilizzabilita’ dei Fondi strutturali oltre i vincoli burocratici e quello del patto di stabilita’, che di fatto rende sempre piu’ irraggiungibili queste risorse”.

Oggi a Roma seconda e ultima giornata del congresso fondativo del Movimento nazionale per la Sovranita’. Dopo gli interventi di rappresentanti di Fi, Lega e Idea, la relazione conclusiva di Gianni Alemanno, ieri indicato come leader della formazione nata dalla fusione tra Azione Nazionale e La Destra di Francesco Storace. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio inviato a Storace e Alemanno, riferendosi al congresso fondativo della destra sovranista, scrive: “I temi che avete posto al centro della vostra agenda si collegano a grandi questioni che sono attualmente oggetto del dibattito politico e appare positivo il vostro intento di offrire alla opinione pubblica, con l’azione della nuova formazione, un contributo in termini di programmi e di valori nel quadro dei principi democratici”.

“Abbiamo letto con attenzione l’intervista di Silvio Berlusconi sul centrodestra e crediamo che sia tempo di smettere di litigare all’interno del centrodestra”. Lo hanno detto Storace e Alemanno parlando all’Assemblea regionale del Lazio, organizzata in vista del Congresso nazionale di Azione Nazionale e de La Destra. “Noi auguriamo di cuore a Berlusconi di ottenere giustizia dalla corte di Strasburgo e di tornare in campo pienamente sulla scena politica – hanno aggiunto – Ma nessuno puo’ trattare con sufficienza le questioni poste da Matteo Salvini, a cominciare dalla critica all’Euro, indispensabile per uscire dalla crisi economica. L’unica strada per ritrovare l’unita’ senza fare mediazioni al ribasso rinunciando ad idee forti, e’ quella di organizzare le primarie del centrodestra. Con questo strumento sara’ il popolo del centrodestra a scegliere non solo il leader ma anche la linea politica del nostro schieramento.”

Gianni Alemanno ha presentato in una conferenza stampa a Montecitorio il nuovo soggetto politico che nascera’ dall’unione tra Azione nazionale e da La Destra di Francesco Storace. ll congresso fondativo si terra’ a Roma il 18 e 19 febbraio. Alemanno ha annunciato che il movimento si basa sulla “piena rivendicazione della sovranita’ nazionale e popolare”, ed ha invitato a partecipare le tante anime della destra, ad iniziare da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che domenica scorsa ha organizzato la manifestazione “Italia sovrana” con l’obiettivo di difendere l’identità del Paese e del made in Italy. “Siamo pronti ad affrontare le elezioni con le nostre gambe, se le soglie rimarranno al 3%”, ha dichiarato l’ex sindaco di Roma, “ma ci auguriamo che ci sia un processo di aggregazione con le forze sovraniste” che oltre a Fratelli d’Italia, guardi alla “Lega di Matteo Salvini e ai conservatori e riformisti di Raffaele Fitto”. A Giorgia Meloni si è rivolto anche Storace invitando la presidente di FdI al congresso di fondativo che si terra’ a metà febbraio. Il nuovo movimento non ha ancora un nome ne’ un simbolo. La scelta sarà affidata a un sondaggio sul web.

“Gli offrii di entrare al Gabinetto del ministero dell’Agricoltura come assistente e quando poi arrivai in Campidoglio mi chiese di tornare a lavorare vicino a me. Gli affidai il Dipartimento delle Politiche abitative, ma era diventata una persona ingestibile e pretendeva di entrare nel Gabinetto. Dopo un anno della nostra amministrazione, se ne ando’ prima in Rai e poi alla Regione Lazio con la Polverini”. L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno in un’intervista a Presadiretta nell’inchiesta “Il sacco di Roma” in onda oggi su Rai3 alle 21,15 parla di Raffaele Marra, l’ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi arrestato a meta’ dicembre con l’accusa di concorso in corruzione. Alemanno ammette di aver avuto contatti con Marra anche quando questi era nella squadra della sindaca Raggi: “Quando vedevo che veniva utilizzato per creare un collegamento tra la destra e l’amministrazione Raggi, io l’ho chiamato e gli ho detto ‘se vuoi faccio una dichiarazione in cui dico che tu non c’entri niente con noi’, come poi ho fatto”.

“Votare subito si puo’: approvando immediatamente una legge maggioritaria gia’ collaudata come il Mattarellum. A questa legge e’ sufficiente aggiungere le preferenze nella quota proporzionale, per il resto collegi e meccanismi tecnici sono gia’ pronti. Le voci giornalistiche dicono che Matteo Renzi sta manovrando sott’acqua in questa direzione, lasciando la Camera dei Deputati libera da impegni legislativi cogenti. Se questo fosse vero sarebbe la prima volta che Renzi sta facendo qualcosa di buono per l’Italia. La nostra Nazione me non puo’ rimanere ferma per un anno sotto il peso dei vincoli europei, dell’invasione migratoria e del pericolo fondamentalista. Noi saremo in piazza insieme a Matteo Salvini, a Giorgia Meloni e a tutti coloro che alla luce del sole e sena nessun compromesso vogliono elezioni subito per salvare l’Italia da un governo inutile come quello di Gentiloni”. Lo dice Gianni Alemanno, Azione Nazionale.

“La crisi infinita del Monte dei Paschi e’ la punta dell’iceberg della non sostenibilita’ del sistema finanziario e bancario italiano. Sono due anni che il ministro Padoan cerca di tranquillizzare cittadini e risparmiatori, ma le sue previsioni vengono sistematicamente smentite dai fatti, mentre la lista delle banche che entrano in crisi continua ad allungarsi”. Lo dice Gianni Alemanno, di Azione nazionale, che aggiunge: “La realta’ e’ che le sofferenze bancarie, unite alla perdita di ogni margine di profitto creata dalla depressione, sta mettendo in una condizione di default quasi tutte le banche italiane, nella totale mancanza di controlli e di prevenzione da parte della Banca d’Italia e del governo. Se l’Italia non si riappropria della sovranita’ monetaria e della possibilita’ di nazionalizzare tutte le banche in crisi, rischiamo di avere la Troika in casa come e’ gia’ successo alla Grecia. Senza una svolta di vera sovranita’ nazionale, ogni intervento con fondi dello Stato italiano rischia di essere sanzionato in qualsiasi momento dalla Bce e dalla Commissione europea, aprendo appunto la strada alla troika. Padoan e Visco devono immediatamente riferire al Parlamento, perche’ non e’ possibile che tutto questo avvenga senza che la politica e la stampa, salvo poche eccezioni, si confrontino con la realta’”.

“Questa era una crisi annunciata. Tutta l’opposizione grillina, così come tutta la loro campagna elettorale, è stata incentrata su affermazioni astratte, non considerando che un conto è fare opposizione, un altro è prendersi la responsabilità di governo”. Così l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno a proposito della precoce crisi che investe la giunta di Virginia Raggi”. Alemanno si dice sorpreso dalle “profonde divisioni del Movimento 5 Stelle, con correnti e veleni tipici dei vecchi partiti. Tutto questo, unito all’inesperienza, può andare a far sbattere la Raggi molto prima del previsto. Quello che emerge chiaramente è che il Movimento 5 Stelle è totalmente privo di classe dirigente ed è costretto a ‘prendere’ un po’ ovunque. Una vera armata Brancaleone”. Con Raffaele Marra, Alemanno afferma di non avere “più rapporti dal 2010, salvo qualche telefonata di auguri per le feste. Ma non posso accettare l’idea che un funzionario pubblico sia marchiato a vita solo perché ha collaborato per un periodo con me”. Quanto al Pd, l’ex primo cittadino dice che gli piacerebbe che “facesse un serio esame di coscienza e si assumesse le proprie responsabilità nell’aver lasciato dopo tre anni di Marino una città allo sbando. Penso anche che i romani, guardando alle ultime tre amministrazioni, a quella Alemanno, a quella di Marino e a questa della Raggi, comincino a fare dei paragoni e a riabilitare tutto il lavoro che in cinque anni di governo abbiamo fatto”.