alimentazione

Le esportazioni di cibo e bevande dall’Italia negli Stati Uniti sono aumentare del 6% nel 2017 per un totale che per la prima volta arriva a 4 miliardi di euro, il massimo di sempre. E’ quanto emerge da una proiezione della Coldiretti sulla base di una analisi degli ultimi dati Istat relativi al commercio estero. “Il vino – precisa la Coldiretti in un comunicato – risulta essere il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta. Anche se a preoccupare è ora il rafforzamento dell’Euro nei confronti del dollaro la politica di Trump non ha frenato fino ad ora il Made in Italy negli Stati Uniti Gli Usa – sottolinea la Coldiretti – si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna”. Il successo sul mercato nordamericano ha trainato dunque le performance del Made in Italy agroalimentare all’estero con le esportazioni che toccano per la prima volta i 41 miliardi di euro nel 2017 per effetto di un incremento del 7% rispetto allo scorso anno.

Recuperare e promuovere gli stili alimentari delle singole regioni italiane come modelli di dieta sostenibili utili ad affrontare emergenze sanitarie e patologie in crescita come l’obesità. Puntare, in sintesi, sulla dieta mediterranea regionale. E’ l’obiettivo della 17ma edizione dell’Obesity Day ‘Salute In-forma’ la campagna di informazione e sensibilizzazione sull’obesità promossa ogni anno il 10 ottobre dall’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione clinica – Adi, attraverso la sua Fondazione. “Nell’area del Mediterraneo la ricerca di cibo, rappresenta da sempre un percorso di intelligenza, creatività, gusto della bellezza e socialità – dichiara Giuseppe Fatati, presidente Fondazione Adi – Elementi che fanno delle singole diete mediterranee regionali modelli alimentari dal basso impatto ambientale, che contribuiscono alla sicurezza alimentare e ad uno stile di vita sano per le generazioni attuali e future”. Durante l’Obesity Day gli esperti Adi focalizzeranno la loro attenzione sul concetto di ‘mediterraneità’, ovvero un approccio alimentare caratterizzato da: spazio (la cucina), tempo (il tempo dedicato al cibo), economia (corretto utilizzo delle risorse), relazioni (identità storiche e appartenenza), cultura (coltivazioni adatte ai luoghi e alle esigenze del gruppo familiare) e politica (la teoria dello stato e il territorio).

Un villaggio itinerante dedicato alla corsa e all’alimentazione, un intero weekend riservato al benessere, 10 città coinvolte. Da marzo a ottobre 2017, da nord a sud della penisola, andrà in scena il Road Show Runcard, la nuova iniziativa nata dalla sinergia tra Fidal, la Federazione Italiana di Atletica Leggera, e Fida, la Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione di Confcommercio – Imprese per l’Italia. A disposizione di sportivi, bambini e famiglie ci sarà un intero villaggio, allestito con spazi per il gioco e l’attività sportiva ma anche con angoli dedicati alle degustazioni alimentari di prodotti tipici. Perché se il cibo sano è il più grande alleato di ogni sportivo, le piccole produzioni tutelate dal marchio dop e dai consorzi sono particolarmente congeniali a uno stile di vita all’insegna del benessere e dello sport. Il road show partirà, il 26 e 27 marzo, da Amatrice, la cittadina in provincia di Rieti duramente colpita dal terremoto del 24 agosto. Una scelta dal significato simbolico ma non solo, visto che proprio alle popolazioni ferite dal sisma sarà destinata una parte dei ricavi della vendita delle Runcard Box. La scelta di iniziare da Amatrice è stata fortemente voluta dal Vicepresidente Fida Riccardo Guerci, fra i promotori dell’accordo Fida-Fidal in cui il Road Show Runcard si inserisce.