Ars

Il deputato ed ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio (Ncd) è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per corruzione. La sentenza e’ stata emessa dal gup del Tribunale di Palermo, con rito abbreviato. L’esponente politico dopo la lettura del verdetto ha accusato un lieve malore. I fatti contestati risalgono agli anni compresi tra il 2002 e il 2010, quando era esponente di Forza Italia e aveva la delega di assessore regionale al Turismo, e riguardano i lavori alla sua villa di Collesano, nel palermitano, in cambio di fondi europei che sarebbero stati erogati in maniera illegittima a due imprenditori. Cascio, alla luce della condanna, verra’ sospeso da deputato dell’Ars, cosi’ come previsto dalla legge Severino.

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone interviene su una questione che ha gia’ causato diversi problemi ed equivoci: “Certi sciocchi pregiudizi sono proprio duri a morire. E forse ad alimentarli avrà influito anche la campagna pro Brexit. Qui a Bruxelles, dove mi trovo per la riunione del bureau del Comitato delle Regioni, al contrario, quando qualche collega inglese scopre che sono siciliano mi dice ‘Sicilia? Very, very beautiful'”. Ha commentato così il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, la notizia secondo la quale in alcune scuole del Regno Unito gli studenti, all’atto dell’iscrizione, vengono distinti in base alla provenienza, dividendoli tra ‘italiani’, ‘italiani-siciliani’ e ‘italiani-napoletani’. “Mi auguro – ha continuato Ardizzone – si tratti solamente di qualche sporadico e isolato episodio, ma comunque bene ha fatto l’ambasciatore italiano a Londra, Pasquale Terracciano, a protestare ufficialmente con il Foreign Office, sottolineando che l’Italia è unita da oltre 150 anni, oltre a chiedere l’immediata rimozione di questa indebita caratterizzazione pseudo-etnica”.

“A che titolo il presidente dell’Associazione magistrati interviene sul tema Ponte sullo Stretto, e con termini così trancianti? Il merito (ponte si o no) si può discutere, ma è inaccettabile sostenere che porta dal nulla al nulla”. Lo ha detto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone commentando le parole di Davigo. “Ricordiamo al dottor Davigo che con o senza ponte le due città Reggio e Messina sono state fiorenti città della Magna Grecia così come la Sicilia e la Calabria, due Regioni splendide per cultura e culle di antiche civiltà – dice – Non ci aspettiamo le scuse, ma che almeno chiarisca il significato di quel nulla”.

“In Aula all’Ars in queste ore si stanno celebrando i funerali di un governo senza anima e senza vergogna. Che poi a pagare il prezzo del pressappochismo politico siano l’università Kore, Taoarte, il Brassgroup e l’edilizia sociale danno solo il segnale dell’insensibilità di una maggioranza destinata ad essere ricorda nei necrologi come la peggiore della storia della Sicilia”.
Giusi Savarino, portavoce di #DiventeràBellissima

La mostra “Tormenti e incanti” dedicata al pittore Antonio Ligabue resterà aperta fino a domenica 18 settembre a palazzo Reale, sede dell’Assemblea regionale siciliana. Il presidente e il direttore generale della Fondazione Federico II, Giovanni Ardizzone e Francesco Forgione, hanno deciso di prolungare la permanenza delle opere nella Sala Duca di Montalto visto il successo con cui è stata accolta l’esposizione. Sono 195mila le persone che dal giorno dell’inaugurazione, il 19 marzo, hanno visitato la mostra promossa in collaborazione con la Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri. “I dati – afferma il presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II, Giovanni Ardizzone – ci danno ragione e confermano un vero e proprio boom, con un aumento di visitatori soprattutto ad agosto. Si conferma così vincente la formula del biglietto unico tra Palazzo Reale e offerta culturale in un luogo che da un anno è stato anche dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità”. Per informazioni e costi si può consultare il sito web della Fondazione Federico II (www.federicosecondo.org<http://www.federicosecondo.org>), quello dedicato alla mostra (www.ligabueapalermo.it) o la pagina Facebook (antonioligabueapalermo.it).

Voltare pagina e rivoluzionare il sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia. A chiederlo è Antonio Venturino (Pse), vicepresidente vicario dell’Assemblea regionale siciliana, che interviene sull’emergenza legata alla raccolta e alle discariche che da giorni vive la Sicilia.
“Bisogna mettere fine una volta per tutte agli Ato, che già da tre anni sono in liquidazione – afferma il deputato – e alle nuove Srr titolari del servizio senza poteri e strumenti per gestirli, e voltare pagina una volta per tutte, partendo anche dalla riscossione della Tari oggi pagata solo dalla metà dei siciliani”.
Sottolinea il componente del Consiglio di Presidenza dell’Ars: “Città e strade siciliane come una vergognosa discarica, fondi inutilizzati e soluzioni che sembrano lontane. Cittadini e amministratori locali assillati. Il governo regionale, che ha importanti responsabilità su questa emergenza senza fine, istituisce l’ufficio per la differenziata cercando come fa, ormai da tempo, di buttare fumo negli occhi ai siciliani”.
E continua: “Poco è stato fatto, perciò condivido gli attacchi al governo quando si parla di mancanza di strategia”.
Aggiunge Venturino: “Le risposte passano da leggi chiare, omogenee e giuste e non già dai comportamenti schizofrenici del governo Crocetta che prima parlava di termovalorizzatori e oggi decide di puntare sulla differenziata, spiegando che servono gli impianti di biostabilizzazione per ridurre i rifiuti”.
E mentre si discute, “il sottosegretario Davide Faraone ritiene che la soluzione sia quella di commissariare tutto e tutti, mentre Crocetta avrebbe dovuto affrontare la questione fin da subito dialogando più con i cittadini siciliani che con gli “stakeholder” della gestione dei rifiuti in Sicilia”, invece di lasciare “mano libera alla burocrazia regionale dove tutto resta impantanato”.
Venturino racconta un esempio di inerzia della burocrazia e cita l’ampliamento della discarica di contrada Costa di Gigia, nel comune di Augusta, la cui capacità di conferimento autorizzata è terminata il 30 giugno 2014. “Una vicenda afferma il parlamentare – che si trascina dal 2011 e che vede la società ‘Greenambiente’ attendere oggi una sentenza del Cga con il rischio che la Regione debba pagare i danni due volte a causa dell’inerzia della pubblica amministrazione”.
Spiegano intanto dalla scocietà ‘Linea Ambiente’: “Avevamo chiesto alla fine del 2011, conformemente alla pianificazione regionale, l’ampliamento della discarica di Costa Gigia per un volume di smaltimento di rifiuti urbani di circa 600 mila metri cubi per garantire il fabbisogno di smaltimento nel comprensorio siracusano, prima dell’entrata a regime dell’impiantistica pubblica già finanziata che gli Ato Siracusa 1-2 dovevano realizzare al fine di poter smaltire in discarica rifiuti inorganici”.
La Sicilia vive una continua emergenza perché conferisce gran parte dei rifiuti direttamente in discarica, essendo indietro con la raccolta differenziata.
“Se la programmazione del 2011 fosse stata perseguita – continuano da ‘Linea Ambiente’ – se fosse iniziata la raccolta differenziata da parte dei Comuni e si fossero realizzati gli impianti pubblici finanziati, probabilmente la Regione non sarebbe in questa situazione”. Conclude Venturino: “Mi auguro che tutti questi problemi siano stati legati agli iter burocratici farraginosi e non ad altro, con la divisione di responsabilità di due assessorati, Territorio ed Energia. Oggi però serve un Piano strategico condiviso con impianti e tecnologie all’avanguardia. Se il presidente Crocetta vuol tornare ad essere il presidente dei siciliani deve cominciare a dare risposte immediate non soltanto sui rifiuti, ma anche su infrastrutture, trasporti, turismo e snellimento delle procedure burocratiche”.