Australian Open

Il calcio e altre discipline sportive ci hanno abituato, ad intervalli regolari, a vittorie e successi internazionali. Con il tennis é stata tutta un’altra storia. Sarà perché si tratta di uno sport individuale o perché di grandi talenti ne nascono uno ogni cinquant’anni. Di fatto, l’ultima vittoria di un italiano in un torneo del grande slam risale al 1976 con Adriano Panatta che si impose al Roland Garros. Da allora, più niente. E’ per questo che la vittoria di Jannik Sinner agli Internazionali di Australia assume una forza e un significato di alto valore. Se poi consideriamo che il giovane altoatesino aveva perso i primi due set che ha ribaltato la situazione aggiudicandosi gli altri tre set consecutivi, si capisce bene come questo successo non possa che configurarsi con gli elementi dell’unicità. Non possono che essere menzionati l’umiltà del giocatore, la sua semplicità, la sua simpatia e una eleganza dentro e fuori dal campo che ne aumentano ancor di più il fascino. Chapeau

Roger Federer conquista gli Australian Open, primo slam della stagione, superando Rafael Nadal, dopo cinque set spettacolari chiusi con il punteggio di: 6-4, 3-6, 6-1, 3-6, 6-3. Lo svizzero aveva ottenuto l’ultima vittoria a Wimbledon nel 2012. Il primo pensiero di Roger Federer dopo il trionfo negli Australian Open è rivolto a Rafa Nadal. “Quando ci siamo visti alla tua accademia 4-5 mesi fa non avremmo mai pensato di poter essere in finale, sono felice per te – ha detto Federer – Mi andava anche di perdere oggi da te. Il tennis è uno sport difficile, non c’è il pareggio. Oggi avrei accettato volentieri anche il pareggio”.

La tennista Maria Sharapova è stata sospesa per due anni per essere risultata positiva al Meldonium nel corso di un test antidoping a gennaio agli Australian Open. La squalifica è stata imposta dalla Federazione Internazionale di Tennis. L’atleta 29enne del tennis russo ha detto che presenterà appello commentando: “Mentre il tribunale ha concluso correttamente che non ho violato intenzionalmente le regole antidoping, non posso accettare una sospensione ingiustamente dura di due anni”.