beni confiscati

Sull’ipotesi di utilizzare i beni confiscati per rispondere alle esigenze abitative delle persone sgomberate da edifici occupati, interviene Don Ciotti, presidente di Libera: “Credo che sia importante valutare anche questa possibilita’ – sostiene – che gia’ e’ stata attuata da diversi Comuni in Italia, di fronte alle esigenze abitative e alla storia di tante persone che vivono in una condizione di maggiore fragilita’”.
In un’intervista a Radio Vaticana, Don Ciotti ha spiegato che “gia’ molti Comuni, soprattutto le grandi realta’, lo stanno applicando. E quindi ben venga, nel rispetto delle regole, per tutti coloro che sono in una condizione di emergenza nel nostro Paese”.
Il presidente di Libera ha ricordato che “gia’ nel 2015 il ministero delle Infrastrutture aveva stanziato una quota proprio per la sistemazione, per mettere in grado le realta’ locali di poter usufruire di beni confiscati proprio per offrire opportunita’ abitative alle persone piu’ in difficolta’”.

Centouno immobili confiscati alla mafia sono stati consegnati ai sindaci di diversi comuni delle province di Palermo e Trapani dal prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Si tratta di fabbricati, appartamenti e terreni da destinare per finalità istituzionali e sociali. Nel corso della cerimonia nella sede dell’Agenzia a Palermo, Postiglione ha consegnato alla direzione regionale Sicilia dell’Agenzia del demanio altri quattro immobili che saranno mantenuti al patrimonio dello Stato e destinati ad alloggi di servizio e pertinenze delle forze dell’ordine.