Boccia

“Una Piccola Industria che deve crescere, che condivide le nostre proposte di politica economica e ha dimostrato anche questa volta di fare sistema, di essere un elemento di identita’ forte per Confindustria, una fucina di ceto dirigente”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia dopo l’elezione di Carlo Robiglio alla presidenza di Piccola Industria, sottolineando “con orgoglio il ritorno alla spirito della riforma Pirelli che prevedeva gia’ la Piccola Industria in un’ottica di inclusione e poneva al centro dell’attenzione la questione industriale”.

Credo che la Commissione Europea abbia avuto tutto il tempo per fare convegni, riflettere ed elaborare una proposta che metta finalmente sullo stesso piano, dal punto di vista fiscale, il mondo online e quello offline. Dalla Commissione e dall’Ecofin del 15 settembre servono risposte e proposte concrete, non l’elenco di buone intenzioni corredato dall’immancabile documento finale in cui si rinvia tutto per la consueta gioia dei vertici delle Over the Top”.Cosi’ Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera che dal 2013 si batte per una webtax globale e per il superamento del concetto di non stabile organizzazione che le multinazionali del web continuano a difendere. ” Rinviando come sempre ogni decisione e nascondendosi dietro la regola dell’unanimita’ degli stati, anche oggi richiamata nel dibattito, l’Europa si e’ ridotta ad essere il colabrodo fiscale dell’economia al tempo del digitale. Bene la prese di posizione di Francia e Germania, anche se l’Italia per gettito recuperati in questi anni anche attraverso l’applicazione del ruling e delle procedure attivate ha ottenuto grazie alle inchieste della GDF, della procura di Milano e dell’agenzia delle entrate i risultati migliori di tutti in Europa. E mentre in Francia molte multinazionali del web continuano a dichiararsi non stabile organizzazione, in Italia hanno dichiarato di essere stabili e oggi iniziano a pagare le imposte come tutte le imprese, a partire da Google. Chi dice risolveremo tutto in sede internazionale deve dimostrare di avere un’idea di come si fa. Fino ad oggi questa dichiarazione ha coinciso con la volonta’ di prender tempo. La strada maestra resta quella del superamento definitivo del concetto di ‘non stabile organizzazione’. Lo spartiacque e’ questo: chi vuole tenere in vita questo concetto che corrisponde con l’idea di pagare le imposte dove si preferisce (dirette e indirette) fa da sponda allo strapotere delle Over the Top. Chi vuole superarlo fa gli interessi dei contribuenti italiani ed europei per una moderna equita’ fiscale. Tutto il resto e’ ipocrisia e danni che si sommano ogni giorno sui bilanci degli Stati membri”.

“Piu’ investimenti, piu’ export e piu’ occupazione — sia pure in termini non ancora soddisfacenti — ci dicono che la strada imboccata e’ quella giusta. Siamo un grande Paese, con enormi potenzialita’ come dimostrano proprio i dati dell’inversione di tendenza. Ma dobbiamo capire che siamo in un momento nel quale non si deve dare un pochino a tutti di quel minimo che ci siamo guadagnati, ma servono impegno e sacrificio per investire sul futuro”. A dirlo e’ il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in una intervista al Corriere della Sera. “Il Jobs act dimostra come assunzioni a tempo indeterminato abbiano comportato anche un aumento dei consumi in parallelo – aggiunge Boccia -. E’ normale che chi ha un lavoro stabile pensi al mutuo, a comprarsi un auto. E’ per questo che abbiamo bisogno di iniziative forti sul fronte del lavoro e dei giovani. Tema che entra nell’elenco delle priorita’ ma che invece e’ il problema piu’ urgente”. Quindi una richiesta al mondo della politica: “chiediamo alle forze politiche – dice Boccia – non di sospendere il confronto elettorale, che e’ il sale della democrazia, ma di mettere in sicurezza in modo condiviso la legge di stabilita’ e i provvedimenti per spingere l’economia accogliendo l’invito del Capo dello Stato”.

Confindustria ha “in atto un confronto serrato con il Governo” per la proroga delle misure di super e iper ammortamento delle spese sostenute dalle imprese indicati nel progetto Industria 4.0. Lo ha detto a margine della assemblea annuale dell’Anie il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Ci aspettiamo una proroga perche’ non sono incentivi – ha sottolineato – Li consideriamo strumenti di indirizzo delle scelte della industria italiana. Se vogliamo puntare su una industria ad alto valore aggiunto ad alta intensita’ di investimenti nonostante le criticita’ che abbiamo come Paese, e ricordiamo che il nostro Paese paga il 20% di cosiddetto Global tax rate di tasse in piu’ rispetto alla industria tedesca, dobbiamo usare strumenti selettivi e premiali”. “Non sono incentivi come se fosse una parentesi”, ha proseguito il presidente di Confindustria sempre in riferimento agli ammortamenti in vigore definendo “un errore” da parte del Governo l’eventuale cancellazione. “Non si puo’ avere una idea di politica industriale un anno e poi smontarlo l’anno dopo: se lo ritiri perche’ troppo costoso non va bene, perche’ ha effetti sulla economia reale”. Mini proroga limitata a un altro anno? e’ stato chiesto a Boccia: “Secondo me dovrebbe essere in sistema strutturale che invita l’industria italiana a fare un salto di qualita’. Siamo ancora in una fase di transizione di una parte della industria italiana. Dobbiamo aiutarla ad andare avanti e quella che va avanti molto bene va stimolata ad accelerare”.

“Come spesso accade alla fine di ogni legislatura, ci ritroviamo con uno sfarinamento dei gruppi parlamentari e la nascita di nuovi partiti politici in preparazione della imminente campagna elettorale. Una fragilita’ della politica che si riscontra anche questa volta nello sfarinamento dei partiti centristi di inizio legislatura, nella rottura dolorosa a sinistra e in un centrodestra completamente diviso su tanti temi a partire da quello cardine dell’Europa, il M5s ancorato a posizioni che hanno portato Farage e il Regno Unito alla Brexit e un Pd che, con il suo congresso, rappresenta forse l’unica grande opportunita’ di confronto e di democrazia per la politica italiana e per l’intero Paese”. Cosi’ Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e sostenitore di Michele Emiliano al Congresso Pd, a Tagada’ su La7.

“Se ieri c’è stata la scissione del Pd? Stiamo aspettando le risposte di Renzi”. Così Francesco Boccia, deputato della minoranza Pd, oggi a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1: “Ieri non ci siamo ritrovati su temi rilevanti, come la scuola, il lavoro, l’Europa, le riforme. Anche uno come Orlando ha detto: facciamo una conferenza programmatica, votiamo su questi temi e capiamo qual è la posizione univoca del partito”. Quanto può durare la conferenza programmatica? “Anche un mese. Fai votare la nostra base su questi temi, ricompatti il partito sui grandi temi e consenti ai renziani ortodossi, poco inclini all’autonomia, di esser più liberi, perché il ‘capo’ non si potrà più arrabbiare se votassero contro il jobs act, ad esempio”. E le primarie? “A fine giugno o ai primi di luglio”. E se Renzi non fosse d’accordo né con la conferenza programmatica né con le primarie a giugno “allora ciò significa che questo non è più il Pd, e che la scissione l’ha fatta lui, Renzi”. E valuta l’intervento di Emiliano: “Ieri era un’assemblea di mediazione, Michele non poteva andare lì e ribadire la distanza con Renzi. Non bisogna mandare il cervello all’ammasso: tutti vogliamo salvare un progetto politico durato 20 anni. Solo che io ieri mi aspettavo un cenno o da Renzi o da Orfini, che purtroppo non è arrivato. Domani andremo alla direzione Pd e vedremo”. E se Renzi proseguirà andando avanti per la sua strada? “Ci guarderemo in faccia e decideremo il da farsi”. Entro domani sera, quindi, si saprà se avverrà la scissione? “Sì, almeno per quanto mi riguarda”. Sarà così anche per Emiliano, Speranza e gli altri? “Immagino di sì. Non penso che vogliano prendere una decisione prima di aver sentito come va a finire”. Poi Boccia ha lanciato un appello a Matteo Renzi: “Se non ha in simpatia Emiliano, Rossi e Speranza, potrebbero rispondere alla richiesta del ministro Orlando sulla conferenza programmatica?”. Quindi ha tacciato come “fantapolitica” la notizia d una cena tra Berlusconi ed Emiliano. In caso di scissione del Pd già si parla del nome del possibile nome per il nuovo partito: Nuova Sinistra: “Non mi piace, non porta bene e mi ricorda il Nuovo Centrodestra, che non ha portato bene”.

La spending review è “fallita”. Per trovare le risorse necessarie a finanziare le misure della legge di Stabilità occorre puntare sulla lotta all’evasione fiscale, con un occhio ai giganti del web che devono pagare le tasse. Così il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, in diretta ad Agorà, su Rai Tre. “Le risorse per la legge di bilancio si possono trovare soltanto in due modi: o tagliando la spesa pubblica, e la spending review è stato un vero fallimento di Gutlgeld, e aumentando la lotta all’evasione fiscale. Io – ha detto Boccia – ho condiviso la politica di riduzione delle imposte del Premier e continuerò a sostenerla ma se un pezzo di mondo continua a non pagare le tasse, come il mondo delle multinazionali digitali, poi non possiamo lavarci la coscienza pensando di recuperare in Europa un po’ di flessibilità e mettendo qualche bonus qua e là. Con i bonus – conclude il presidente della commissione Bilancio – non si va da nessuna parte. Servono misure strutturali, sia di riduzione delle imposte sul lavoro che di aumento delle pensioni minime”. Per quanto riguarda le misure per la crescita, Boccia è convinto che “se vogliamo dare una sterzata alle politiche economiche del nostro Paese, dobbiamo puntare tutto sulla riduzione delle imposte su lavoro e imprese e chiedere un sostegno a Bruxelles per un vero programma di investimenti pubblici che dovrebbero assestarsi intorno al 3,5%, mentre in Italia siamo fermi al 2%”.

Confindustria dice sì al referendum costituzionale. Per l’associazione degli industriali Il referendum non deve essere una “questione pro o contro Renzi” perché la riforma “serve a garantire governabilità e stabilità, precondizioni determinanti per portare avanti quella stagione di grandi riforme economiche che servono al Paese “. E’ il commento di Vincenzo Boccia, intervenuto agli incontri nel ‘salotto dei due mondi’ di Paolo Mieli. Il presidente degli industriali ha aggiunto: “A chi ci accusa di fare politica rispondo che Confindustria ha il dovere di prendere posizione quando le scelte della politica hanno conseguenze importanti sull’economia reale. Esattamente il caso del referendum costituzionale”. Per Confindustria intanto ci sono anche “aspettative su appuntamenti più immediati, a partire dalla legge di stabilità”.