Bruxelles

Le relazioni con Cuba, il migration compact e la Siria: saranno questi alcuni punti del Consiglio Affari esteri (Cae) del 12 dicembre che discutera’ anche, piu’ in generale, delle relazioni tra Ue e Africa. Sara’ proprio questo il primo punto in agenda dell’incontro di lunedi’ prossimo, che verra’ presieduto dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Secondo quanto riferito oggi a Bruxelles da un funzionario Ue, tra i punti in agenda anche l’ipotesi di introdurre sanzioni alla Repubblica democratica del Congo. Bruxelles ha gia’ espresso la sua preoccupazione per la “deteriorata situazione politica e di sicurezza” del paese, e nel Cae di ottobre i 28 avevano condannato i violenti scontri tra polizia e manifestanti del 19 e 20 settembre a Kinshasa, che avevano causato oltre 50 morti.

Sale la tensione tra il governo italiano e Bruxelles. All’origine dello scontro, la politica di austerity e i parametri sui vincoli di spesa, e cosi il confronto con l’Europa sulla manovra italiana torna di nuovo ai massimi livelli politici, con un duro botta e risposta tra il presidente della Commissione Ue Juncker e il premier Renzi a segnalare una distanza di vedute ancora molto marcata. Juncker se la prende con il Governo che accusa “a torto” la Commissione di reiterare l’austerità del passato. Accusa che non lo tocca: “in realtà me ne frego” delle accuse sulla continuazione delle politiche di austerity, commenta il presidente. Renzi invece ribadisce che i soldi per l’edilizia scolastica “li mettiamo fuori dal patto di stabilità, vogliano o meno i funzionari di Bruxelles”. Nel mezzo, il commissario Moscovici  e il ministro dell’economia Padoan che tentano, in un ennesimo bilaterale dopo l’Eurogruppo, di avvicinare le posizioni prima del giudizio europeo sulla stabilità 2017 in arrivo la prossima settimana. Juncker è infastidito dalle critiche che continua a ricevere da parte italiana, nonostante l’aiuto ottenuto sulla flessibilità: “L’Italia non smette di attaccare la Commissione a torto e questo non produrrà i risultati previsti”, ha detto parlando ai sindacati europei. L’Italia, prosegue, “non può più dire, e se lo si vuole dire lo si può fare ma in realtà me ne frego, che le politiche di austerità sarebbero state continuate da questa Commissione come erano state messe in atto in precedenza”.

Chiarire entro giovedi’ prossimo a quanto ammontano le “spese eccezionali” per migranti e terremoto inserite nel documento programmatico di bilancio e, in particolare, perche’ le cifre sul deficit nominale e strutturale contenute nel Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) si scostano in modo cosi’ “sostanziale” dagli impegni presi la scorsa primavera. Queste le principali richieste avanzate dalla Commissione europea all’Italia nella lettera che i commissari per l’euro e gli affari economici, Valdis Domrovskis e Pierre Moscovici hanno inviato oggi al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan proprio mentre il premier Matteo Renzi minacciava il veto al bilancio Ue se dall’Europa non arrivera’ un aiuto concreto per affrontare l’emergenza migranti. Nelle due pagine scarse della missiva si osserva innanzitutto che ?il cambiamento pianificato nel saldo strutturale per il 2017? e’ ?negativo e ben al di sotto dello 0,6% del Pil o piu’ raccomandato dal Consiglio” lo scorso luglio. Da qui, in sostanza, la necessita’ di “chiedere ulteriori informazioni su diversi punti al fine di valutare se l’Italia rispetta le condizioni in base alle quali e’ stata riconosciuta una flessibilita’ addizionale per il 2016?. Nel testo della lettera non si fanno cifre sul disavanzo programmato per quest’anno, ma il riferimento di Bruxelles e’ al target dell’1,8% indicato per il deficit nominale lo scorso maggio e ora salito al 2,3% nel Bdp. Oltre all’Italia, lettere con richieste di chiarimenti sono state inviate dai commissari europei ad altri sei Paesi – Belgio, Cipro, Spagna, Portogallo, Finlandia e Lituania – per i quali e’ stato ritenuto necessario acquisire maggiori informazioni prima di procedere a una valutazione complessiva del rispetto, da parte delle manovre sotto esame, delle regole previste dal Patto di stabilita’ e dell’obiettivo di bilancio a medio termine. La Commissione Ue ?intende continuare un dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare a una valutazione finale? del Dbp, scrivono in chiusura della lettera Dombrovskis e Moscovici e ?i nostri servizi sono pronti a fornire assistenza? nel corso del processo di valutazione in atto. La comunicazione ricevuta da Bruxelles e’ ?assolutamente normale?, e’ stato la prima reazione di Padoan, secondo il quale ?la manovra sara’ mantenuta?. Anche perche’, ha spiegato durante la registrazione del programma “Politics”, senza le spese per terremoti e migranti ?il nostro deficit sarebbe meno del 2%, una cifra bassissima?. Dal canto suo il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, ha paventato la possibilita’ di qualche limitata correzione. ?Piccoli ritocchi possono essere sempre possibili – ha detto – grandi stravolgimenti no?. Un invito a non drammatizzare la dialettica in corso tra Roma e Bruxelles e’ stato lanciato anche dal presidente del gruppo dei socialdemocratici all’Europarlamento, Gianni Pittella, secondo il quale si sta facendo ?molto clamore per poco. Sono sicuro – ha aggiunto – che alla fine si trovera’ un accordo’

Dovrebbe arrivare a Roma tra oggi pomeriggio e domani la lettera della Commissione europea sulla manovra finanziaria dell’Italia. Si tratta, scrive oggi Repubblica, di “una richiesta si informazioni sulle falle della legge di bilancio che implicitamente suggerirà le modifiche richieste al governo per chiudere la partita sui conti: le eccessive coperture una tantum che non garantiscono la tenuta di bilancio e lo sconto sul deficit per circostanze eccezionali che per Bruxelles il governo ha quantificato in modo troppo generoso”. Per il quotidiano: “La Commissione è pronta a riconoscere l’aumento delle spese sui migranti il prossimo anno rispetto al 2016, mentre sul sisma accetta di scorporare dal deficit la ricostruzione delle zone colpite il 24 agosto ma non il piano per mettere in sicurezza tutte le zone a rischio catastrofe del Paese”. La Commissione, è il ragionamento, non approva “il deficit 2017 al 2,3% previsto dalla finanziaria e chiede che venga limitato di un decimale”. Nelle prossime ore una lettera della Commissione europea dovrebbe arrivare anche a Francia, Olanda, Spagna, Belgio e Portogallo.

Un’esplosione è avvenuta nella notte davanti all’Istituto nazionale forense e di criminologia di Bruxelles, nella zona di Neder-Over-Heembeek. Ha detto la portavoce della Procura di Bruxelles, Ine Van Wymersch: “Probabilmente non si tratta di terrorismo. E’ un atto criminale“. I media belgi hanno riportato che non ci sono feriti. Poco prima delle 2.30 un’auto è entrata nel parcheggio dell’istituto sfondando tre barriere di protezione e successivamente un ordigno è esploso vicino ai laboratori. I vigili del fuoco hanno lavorato fino alle prime ore del mattino per domare le fiamme. In Belgio il livello di allerta antiterrorismo resta alto da marzo.

Violenti scontri a Bruxelles tra le forze di polizia e un corteo di manifestanti contro l’austerità. Gruppi di teppisti respinti con cannoni ad acqua. Chiuse due stazioni della metro per ragioni di sicurezzaPer sedare gli animi la polizia ha dovuto fare ricorso a lacrimogeni e cannoni ad acqua e solo dopo vari tentativi é stato raggiunto l’obiettivo di disperdere i manifestanti. Una decina di teppisti a volto coperto ha attaccato la polizia durante la manifestazione alla Gare du Midi a Bruxelles, con immediato lancio di petardi, di pietre, di bottiglie. Le forze dell’ordine hanno risposto con cariche e usando un cannone ad acqua e spray al peperoncino. Imponente il contingente di poliziotti impiegati nel corso della manifestazione, a fronte della tensione che nelle ultime settimane interessa il Belgio e Bruxelles in particolare. Otto persone e due agenti di polizia sono rimasti feriti negli scontri al corteo alla stazione di Midi di Bruxelles. A causa degli scontri la polizia ha deciso di chiudere le stazioni della metro Porte de Hal e Lemonnier per ragioni di sicurezza. Sono stati chiusi anche il tunnel della Porte de Hal e del boulevard du Midi nei due sensi. Cresce la preoccupazione nella capitale belga, crocevia di tensioni sociali, politiche ed economiche e luogo di recenti attentati terroristici.