Casapound

“Se gli esponenti di Casapound sono impresentabili in politica? Dal mio punto di vista assolutamente si’, parliamo di gruppi neofascisti che in alcune realta’ – almeno della mia citta’ – hanno avuto e hanno rapporti pericolosi e discutibili”. Cosi’ Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico, a Radio Radio. “La politica ha tutte le sue responsabilita’ ma mesi fa, quando denunciai il fatto che a Ostia Casapound era collegata esplicitamente al clan Spada, non era un’ossessione mia. Era chiaro tutto, si sapeva chi fossero e lo sapeva anche Casapound. Allora non e’ che io abbia trovato grande solidarieta’ dal resto delle forze politiche ne’ grande attenzione dai media”, ha concluso Orfini.

“Dopo l’incredibile esclusione della nostra list dalla tornata elettorale non possiamo che astenerci di fronte al teatrino dei miserabili candidati alla Presidenza della Regione”. Lo ha fatto sapere CasaPound Sicilia con una nota. “Non ci convincono da un lato una sinistra stracciona che ha governato negli ultimi anni con i risultati che tutti conoscono, dall’altro il M5S che comicamente prova ad amministrare Roma, figurarsi cosa combinerebbero in Sicilia”, aggiungono.

Se CasaPound mi invitasse? Farei un po’ fatica a discutere con CasaPound… Questi movimenti sono andati oltre la provocazione. Quando uno fa politica, deve avere rispetto per l’altro. Le diversità esistono e vanno rispettate, ma quando mi trovo di fronte ad una forza politica che ha come obiettivo quello di fomentare la violenza verbale e che porta avanti un’ideologia che non rispetta la nostra Costituzione, faccio veramente fatica. Hanno rispolverato manifesti fascisti contro gli immigrati. Questo va oltre la provocazione. Per confrontarmi con qualcuno che non la pensa come me ci deve essere rispetto, se fosse un confronto civile direi di sì, ma nel caso di alcuni movimenti ci penso due volte… Io non ho intenzione di farmi imporre un modo di confrontarsi da qualcuno che ha solo interesse a fare del male con la violenza verbale. Io rifiuto chiunque venga da me con l’intenzione di poter utilizzare la violenza verbale e non un confronto civile. Io ho il diritto di rifiutare questo confronto, perché pretendo che la mia non violenza venga rispettata”. Così Cecile Kyenge, europarlamentare del PD, intervenuta ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

“Sala falsario, dimettiti!”. E’ la scritta apparsa stamane in varie zone di Milano dove CasaPound ha affisso una serie di striscioni per chiedere le dimissioni del sindaco Giuseppe Sala, dopo l’apertura dell’indagine su Expo. L’azione segue il blitz della scorsa settimana, a Palazzo Marino, sfociata nel caos con scontri tra esponenti del movimento e dei centri sociali. “Sala deve dimettersi – afferma Massimo Trefiletti, responsabile milanese di CasaPound -. E’ inaccettabile che il sindaco, con la copertura dei consiglieri di maggioranza, non senta il dovere di rispondere ai milanesi delle proprie responsabilità e del tradimento del patto che aveva contratto con loro in campagna elettorale, quando prometteva onestà e trasparenza”. Dopo il blitz in Consiglio comunale, sottolinea la portavoce milanese del movimento, Angela De Rosa, “il sindaco si è preoccupato solo di ‘blindare’ il Palazzo”, ma “non accettiamo lezioni di democrazia e dialogo da chi tenta di negare la nostra legittima agibilità politica e continueremo questa battaglia politica senza farci intimidire da minacce di repressione”, concludono De Rosa e Trefiletti.