colonnelli Berlusconi

Una Brexit italiana mancata, che invece avrebbe spaventato l’Europa, e un centrodestra vuoto di idee. E’ la riflessione di Giuliano Urbani, ex ministro azzurro e politogolo, consegnata oggi in una intervista su Libero. Berlusconi “doveva fare anche lui la Brexit” e “sfidare l’Europa”, afferma Urbani. “Avrebbe dovuto combattere, era in condizione di fare imposizioni all’Europa”. E aggiunge: “Avremmo potuto minacciare una versione italiana della Brexit e allora sì che avremmo messo paura a qualcuno. Non come Renzi che oggi va chiedere flessibilità ad una Ue costruita sugli standard tedeschi che pur di non danneggiare la Germania non ce la concedera’ mai”. Nessuna ridiscesa in campo per l’ex ministro, ma solo “una riflessione” che tocca vari temi, tra cui il referendum e il rilancio del centrodestra. Sulla consultazione relativa alla riforma costituzionale Urbani ha deciso di dire Sì pubblicamente sia per le posizioni sulle riforme del genere “dichiarate da una vita”, sia perché il No “darebbe una spinta verso il peggioramento del Paese”. E in una Europa in crisi serve un “governo forte”. Pensando al passato, dichiara Urbani: Noi “fallimmo per mancanza di massa critica, in termini di consenso sia in Parlamento sia nel paese”. E continua: Ho provato a fare almeno tre riforme elettorali e non me n’è riuscita nemmeno una”. Ricorda le proposte saltate sul sistema francese a doppio turno, il cancellierato tedesco con base proporzionale, con il presidente del consiglio eletto; l’altro sistema alla francese di Maccanico. Tutte bocciate. E sul centrodestra, afferma l’ex ministro: il problema del centrodestra non è certo Parisi. “Il problema – afferma – è che centrodestra non esiste più come schieramento. Da una Parte Salvini e la Meloni, dall’altra Forza Italia. Ma cosa hanno in comune? Niente”. Difficile immaginare il futuro. “Non c’è nemmeno la speranza che avevi con la leadership di Berlusconi –ammette – che oggi per età e logoramento è diventata improponibile”. Defilatosi Silvio, sono rimasti i colonnelli che, è la riflessione di Urbani, “temono Parisi e gli fanno la guerra sia perché vedono minacciata la propria rendita di posizione sia perché tra loro e Parisi c’è il vuoto”. Un “vuoto di idee”.