compensi

“Apprezzamento per l’iniziativa di Lucia Annunziata che, con estrema correttezza e con grande linearita’ professionale, ha ufficializzato – con una lettera ai vertici di Viale Mazzini e indirizzata anche ai membri della Commissione di Vigilanza Rai – la richiesta di adeguare il suo compenso al tetto di 240 mila euro, prima dell’1 aprile e indipendentemente da qualunque decisione che verra’ presa in merito all’applicazione della legge che prevede il tetto per gli stipendi stabilito – per giornalisti, manager, collaboratori, star e artisti – dalla legge n. 198 del 2016. Bene Lucia Annunziata, molto meno bene i silenzi sull’argomento del direttore generale Campo Dall’Orto e della presidente Maggioni”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “In queste ore e in questi giorni – prosegue – si inseguono voci sgradevoli in merito a possibili trucchetti che i vertici di Viale Mazzini potrebbero utilizzare per aggirare in modo inaccettabile la legge, e sforare impunemente il tetto previsto di 240 mila euro. Diffidiamo preventivamente chiunque abbia a mente l’uso di simili porcherie. Vigileremo, anche dalle parti del Mef, e denunceremo eventuali violazioni delle norme in vigore”, conclude Brunetta.

“La Rai deve poter essere presente sul mercato senza limitazioni, questo e’ fondamentale anche per dare forza alla nostra missione”. Lo ha affermato il dg della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, sulla questione dei tetti alle retribuzioni in vigore da aprile, nel corso dell’audizione davanti alla commissione di Vigilanza dove si è trattato il rinnovo della convenzione di servizio pubblico. “Oltre alla risorse – ha inoltre sottolineato – per noi e’ importante avere una coerenza tra missione, risorse e modalita’ di azione”. E sulle risorse ha dichiarato: Per “organizzare e pianificare la trasformazione, l’importante e’ avere una prospettiva pluriennale delle risorse dentro quadri certi di riferimento: tanto piu’ gli obiettivi sono chiari, tanto e’ piu’ facile verificarne l’adempimento”.

“Il dibattito sulla Rai e sul tetto ai compensi degli artisti mi sembra inserirsi perfettamente nell’epoca della post verita’. E’ stato detto di tutto e c’e’ stato persino qualche ardimentoso che si e’ spinto a sostenere che il Cda ha “scelto” di applicare il suddetto tetto”. Lo scrive Monica Maggioni, presidente della Rai, in una lettera al Corriere della Sera. “La realta’ e’ che invece in tutti questi mesi il Cda ha detto che una applicazione lineare di un tetto, imposto per legge – prosegue – avrebbe comportato un indubbio danno all’azienda escludendola da qualsiasi dinamica di mercato, intaccandone la centralita’ rispetto al sistema dei media e proiettandola verso la marginalita’”. “Stiamo assistendo a un dibattito che sconta una evidente deriva populista che rischia di minare il valore del Servizio pubblico – dice ancora la presidente della Rai -. Quando si deve criticare la Rai ci si rifa’ spesso alla Bbc. Ebbene, nel Regno Unito non si e’ mai nemmeno ipotizzato di stabilire un tetto agli stipendi dei talenti artistici”. “Siamo alle battute finali nel percorso verso la Convenzione che portera’ in seguito alla ridiscussione del contratto di servizio – spiega ancora la Maggioni -. Come ci vogliamo arrivare? Sulla scorta delle battute da bar su “quelli che straguadagnano” e finalmente vengono puniti, o facendo uno sforzo costruttivo per preservare un valore del Paese?”. “Il facile messaggio ‘li abbiamo puniti’ forse porta qualche manciata di voti (ed e’ tutto da dimostrare), ma lascia solo macerie. Piu’ difficile ma sensato e’ invece stabilire le regole del gioco di un Servizio pubblico che non sprechi risorse ma possa stare sul mercato. Eppure la politica migliore deve riprendersi in mano una dimensione progettuale, anche sulla Rai”.

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, in merito alla pubblicazione dei compensi dei dipendenti e dei collaboratori Rai, comprese le star. “Solo attraverso indiscrezioni di stampa – scrive Brunetta – e’ possibile apprendere alcuni degli emolumenti milionari delle star della tv: il contratto in assoluto piu’ ricco e’ quello di Antonella Clerici che lo scorso 18 ottobre avrebbe rinnovato l’esclusiva con la Rai, per il biennio settembre 2016-agosto 2018, a fronte di un compenso pari a 3 milioni di euro lordi; Flavio Insinna incasserebbe 1 milione e 420 mila euro in un anno e Michele Santoro, per il suo ritorno in Rai, percepirebbe una retribuzione di 2 milioni e 700 mila euro per tre programmi”. Il capogruppo azzurro a Montecitorio chiede di sapere “quali iniziative di propria competenza i vertici Rai intendano assumere al fine di rendere ufficialmente noti i compensi percepiti dai conduttori, giornalisti e dalle cosiddette star della tv in modo da applicare in maniera integrale il principio di trasparenza, cosi’ come previsto dalle disposizioni di legge”.