costi

Accontentato per il momento i sindacati con l’accordo in extremis sullo slittamento del rinnovo del contratto, i vertici di Alitalia stanno stringendo sul piano industriale per la compagnia. Il piano, come ribadito dall’ad Cramer Ball a meta’ febbraio, e’ atteso entro la fine del mese: i primi giorni della settimana saranno quindi dedicati alla condivisione tra i soci di tutti i punti prima dell’ufficializzazione, mentre non e’ ancora stata convocata una riunione del cda. Timing non ancora definito ma una manciata di ore quelle che restano comunque per delineare i dettagli del nuovo, ennesimo, salvataggio di Alitalia. Secondo quanto si apprende, un maggiore taglio dei costi che potrebbe far salire di parecchio la cifra di 200 milioni l’anno previsti a regime, costituirebbe una delle parole chiave della revisione del piano che viene seguita passo passo dagli advisor industriali e finanziari Roland Berger e Kpmg. Una riduzione della spesa che non potrebbe superare i 160 milioni previsti per quest’anno, ma che potrebbe superare a regime i 250 ed anche oltre. Una cifra ancora maggiore infatti sarebbe auspicata dai soci bancari che preferiscono la strada di minori spese sicure, anche se non facili da mettere a punto, rispetto ad un aumento dei ricavi su cui gravano variabili e incertezze. Sui contenuti per il resto si ribadisce quanto gia’ annunciato: la rinegoziazione della joint venture transatlantica, che regola rapporti tra Usa, Italia, Canada e Messico con l’analisi dei singoli scenari a seconda dell’andamento dei negoziati; due diversi modelli di business, uno per il lungo raggio ed uno con una formula ‘ibrida’ sul breve e medio raggio, per essere “competitivi con le low cost senza diventare una low cost” ed un netto aumento dei ricavi di tutto il capitolo delle vendite a bordo che per Alitalia sono intorno ai 6 euro a passeggero e che si punta a raddoppiare. Nulla di nuovo per ora sul tema delle alleanze ed in particolare quella con Lufthansa che non va aldila’ delle intese commerciali. Certo e’ che per Ball e la sua squadra i margini di errore questa volta sono praticamente impossibili. Dopo la ricapitalizzazione di dicembre scorso, a fine marzo i soci potrebbero essere chiamati ad immettere nuova liquidita’ nelle casse della compagnia e fortissima attesa c’e’ anche da parte del governo che molto si sta spendendo sulla vicenda (e fonti di Alitalia compagnia esprimono grande apprezzamento per l’attenzione dell’Esecutivo), e dei sindacati. Il nodo occupazionale infatti resta caldissimo con esuberi tra i 1.600 ed i 2.000. dipendenti, senza contare gli effetti sull’indotto. “Bene sul contratto ma ora serve il piano perche’ quale sia il destino di Alitalia e’ ancora tutt’altro che chiaro e ci piacerebbe anche capire se questo governo ha una politica dei trasporti”, dice infatti Susanna Camusso. La leader della Cgil rispondendo ad una domanda su un ipotetico intervento pubblico sostiene: “non lo escludo ma vorrei capire perche’ non si puo’ fare nulla per Alitalia perche’ e’ aiuto di stato e si puo’ invece finanziare le compagnie low cost nei piccoli aeroporti”.

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, in merito ai costi del programma “La vita in Diretta”. Scrive il capogruppo dei forzisti: “Come riportato dalle maggiori testate giornalistiche a giugno 2016 Marco Liorni e Cristina Parodi sono stati confermati come conduttori per la stagione 2016/2017 del programma ‘La vita in Diretta’ in onda su Rai 1 dal lunedì al venerdì dalle ore 14:05. Come previsto anche nelle precedenti edizioni, ogni venerdì la conduzione del programma ha un doppio studio con Cristina Parodi collegata da Milano e Marco Liorni da Roma. Cristina Parodi, in diverse interviste, ha dichiarato che quella del venerdì sarebbe diventata ‘una giornata diversa, la giornata glam’ quando, in realtà, da Milano la giornalista tratta argomenti di stringente attualità con ospiti che potrebbero essere intervistati anche negli studi di Roma”. Continua Brunetta: “La scelta di mantenere due studi separati, per la conduzione della puntata del venerdì, comporta di fatto un raddoppio dei costi di produzione della trasmissione poiché è necessario impiegare, allo stesso tempo, risorse umane e strumentali in due studi separati sottraendole alla programmazione della tv di Stato”. Brunetta chiede di sapere “se i vertici Rai non intendano chiarire con urgenza quanto riportato e quali iniziative di propria competenza intendano assumere al fine di evitare l’evidente spreco di risorse nella doppia conduzione nella giornata di venerdì del programma ‘La vita in diretta’”.