critico tv

Salvo Guercio con le sorelle Kessler
Salvo Guercio con le sorelle Kessler

In Italia siamo tutti esperti di calcio e di tv, tutti allenatori e critici televisivi. Molti di noi, ovviamente, non sono né l’uno né l’altro. Ci lamentiamo dei programmi definiti trash ma, di nascosto, li seguiamo. Salvo Guercio, palermitano, è unanimemente riconosciuto tra gli autori televisivi piu’ capaci e lungimiranti. Parla di ciò che conosce, e si vede subito. 10notizie ha il piacere di esordire nello spazio delle interviste, con la sua.

Si parla sempre più spesso della funzione dell’autore televisivo. Qual è esattamente il vostro ruolo?

‘Strutturare una puntata di un programma televisivo non è semplice, come può apparire a chi fruisce del programma a casa, seduto in poltrona. Innanzitutto devi decidere come e cosa vuoi raccontare. Nel caso specifico di un programma di intrattenimento – questo è ciò di cui mi occupo – devi innanzitutto scegliere, con i colleghi e con l’azienda che commissiona il programma, a chi farlo presentare. Quindi devi adattare la cifra stilistica di ciò che vuoi scrivere o raccontare, alla personalità del conduttore. Un esempio: ho lavorato dieci anni con Pippo Baudo, e non potevo certo prescindere dalla sua personalità, forte e talvolta ingombrante, ma con uno stile personale immediatamente riconoscibile’.
….e dopo questa prima fase?
‘Si procede dunque con la scrittura del programma, decidendo gli ospiti, i brani musicali e i numeri di varietà, e cercando di creare una struttura narrativa e drammaturgica unitaria in cui tutto appaia legato, e strutturando a tal scopo una scaletta in cui si compongano opportunamente in sequenza i vari momenti del racconto. Infine, dopo aver costituito l’ossatura, la struttura, si procede alla scrittura dei testi e degli snodi tra un numero e l’altro, e si decidono gli eventuali filmati da trasmettere (nel mio caso preferisco montare ogni singolo filmato personalmente), e si decide come “vestire” insieme al regista le canzoni ed i balletti’.
Che momento vive oggi la televisione italiana? Ci sono nuove idee, nuovi format? In quale direzione ci si muove? È corretto ancora oggi affermare che quella italiana è una TV superiore a molte altre sotto il profilo della qualità?
‘Oggi purtroppo la TV italiana vive, a mio parere, un momento di crisi, specie per quanto riguarda i programmi di intrattenimento. Troppi i format acquistati all’estero e pochi i programmi originali pensati e ideati da noi autori. C’è poca voglia di rischiare e l’offerta è numerosissima, anche a causa del proliferare dei canali, tematici e non solo. Per questo la qualità, ovviamente, è scesa in modo notevole: non molto tempo fa, per preparare un programma si impiegavano mesi, si provava e si riprovava, finchè la macchina non era perfettamente rodata. C’erano pochi canali e tutte le energie venivano convogliate nella realizzazione di pochi prodotti di ottima qualità. Oggi il tempo a disposizione è poco, i mezzi non sono più quelli di una volta, si prova uno o due giorni se va bene. A cio’ si deve aggiungere che anni e anni di lottizzazione spesso ti costringono a confrontarti con referenti che non sempre hanno la conoscenza del mezzo e la capacità di gestirlo’.

La Tv si vede in streaming su Tablet e smartphone, con collegamenti vari e rapidi. E ormai non c’è programma che non sia collegato ai social network, proprio mentre è in onda. Questo nuovo approccio alla televisione ha cambiato qualcosa per voi autori?
‘La conseguenza é che ci possono criticare con più ferocia e in tempo reale! ( e qui Guercio ride…). C’è una maggiore velocità nella fruizione del prodotto e anche noi che lo strutturiamo non possiamo prescinderne. I tempi sono cambiati, i ritmi dei programmi di intrattenimento sono cambiati. Basta guardare Milleluci, Canzonissima o Studio Uno e confrontarli con i varietà di oggi per rendersene conto. Attenzione: non sto proponendo una visione passatista del mezzo; il ritmo mi piace e cerco di mantenerlo quando preparo un programma. L’importante è tenere alto il livello del racconto e conservare un minimo di approfondimento, per non trasformare il programma in una sequela forsennata di proposte ritmate ma superficiali e prive di spessore’.

La nuova TV è rivolta ai ‘pubblici’ piuttosto che ad un pubblico. Spettatori che ormai acquistano ciò che desiderano vedere. È la TV on demand. Questo può cambiare in peggio in termini di offerta qualitativa?
‘L’eccessiva offerta, come ho detto prima, ha abbassato la qualità, Si è diffusa l’errata convinzione, anche attraverso l’uso spropositato dei social, che tutti possono fare tutto e anche i nostri cachet si sono abbassati parecchio ( e in questo caso Salvo Guercio fa un sorriso tra l’amaro e il divertito). Arriva uno che fa la stessa cosa che fai tu a un costo molto inferiore e senza l’adeguata preparazione culturale, ma va bene uguale – secondo alcuni – tanto non se ne accorge nessuno. E invece c’è un pubblico per nulla distratto, che rivela attenzione e sensibilità. Devo comunque constatare che il livello della cultura popolare del nostro paese continua a scendere. E’ drammatico, é una cruda verità, lo so, ma questa è la situazione attuale’.

Crisi dei talk show: se ne parla da qualche anno. Quali sono i motivi?
‘La gente è stanca di parole. Vuole fatti. O, in assenza di essi, vuole sognare ed evadere dai problemi di tutti i giorni con uno show ben fatto come quelli di Fiorello’.

In Italia, come all’estero, la televisione risulta ancora il mezzo più utilizzato dai cittadini per informarsi, secondo la relazione annuale diffusa da Agcom nel 2015. Secondo Lei c’è pluralismo informativo nel nostro Paese?
‘No’.

Informazione TV, infotainment: è un binomio ancora vincente?

‘Io credo molto nell’infotainment. E’ il futuro dell’intrattenimento in TV. La gente vuole appassionarsi a un racconto, vuole che gli si spieghi quello che sta vedendo, vuole imparare, vuole conoscere. Gli fai ascoltare Mia Martini? Vuole conoscere e scoprire cosa c’è dietro Mia Martini, dietro la sua storia bella e tormentata. Gli fai vedere la Carrà che canta “Com’è bello far l’amore da Trieste in giù”? Va benissimo, ma gli devi raccontare anche che quella sigla andava in onda nei giorni del sequestro Moro, che la Carrà voleva che la RAI sospendesse il programma e che non le fu concesso, devi fargli vedere il brano tratto da “Buongiorno notte” di Bellocchio in cui i rapitori di Moro nel covo di via Montalcini guardano la Carrà proprio in quel programma, mentre nella stanza accanto Moro trascorre i suoi ultimi giorni. Si può intrattenere e raccontare, puoi fare cultura anche con il varietà, non è necessario per forza mettere contro ‘grassi contro magri’ in un’arena di urla e strepiti, mentre la telecamera indugia per 40 secondi sul sedere di una sedicente Madre Natura che sale le scale…'(il riferimento a Ciao Darwin, il programma televisivo di Paolo Bonolis e Luca Laurenti, su Canale 5)

 

Salvo Guercio (Palermo, 1º gennaio 1969) è un autore televisivo italiano. Ha inziato come programmista e regista di clip musicali per Rai 1 nel 1994. Il suo primo programma come autore è Cocktail d’amore su Rai 2 (2001/2003): una rivisitazione in chiave ironica degli anni settanta e ottanta. Programma del quale è anche l’ideatore. Con questa trasmissione, voluta da Carlo Freccero e firmata insieme a Marco Giusti, Guercio di fatto ha rilanciato la carriera di Amanda Lear. Successivamente è autore di diversi programmi con Mike Bongiorno, Milly Carlucci, Paolo Limiti, Mike Bongiorno, Mara Venier. Lavora per diversi anni con Pippo Baudo, con il quale firma diverse edizioni di “Domenica in”. Attualmente collabora con Massimo Giletti per la realizzazione dei suoi speciali serali e per una serie di puntate speciali dell'”Arena”.