Di Pietro

L’ex magistrato Antonio Di Pietro è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Francesco Vergovich “Roma ogni giorno”. Di Pietro ha dichiarato che “Mani pulite è stato l’accertamento diagnostico di un tumore sociale che aveva colpito l’economia e la politica, che non erano più trasparenti. Però, scoperta la malattia, si è mandato al macero il radiologo e ci siamo tenuti il tumore”. “All’epoca – ha aggiunto l’ex magistrato – c’era esasperazione e c’era una speranza di cambiamento, dopo 25 anni c’è l’amarezza, la desolazione e la constatazione che alla fine non solo nulla è cambiato, ma il sistema si è ingegnerizzato e nell’eterna lotta tra guardia a e ladro il ladro la fa sempre franca”. Di Pietro ha inoltre affermato: “Dopo 25 anni sarei ben felice se si potesse fare una rivisitazione storica di cosa è successo in questi 25 anni: come nasce l’inchiesta, come si sviluppa, come viene fermata, da chi. La cosa più umiliante è quando attraverso la delegittimazione vieni messo in condizione di non fare quello che vuoi fare anche rischiando la pelle. Ciò che più mi amareggia è vedere la desolazione dell’opinione pubblica che vede che nulla cambia e non ha più fiducia nelle istituzioni”.

Ho sentito Grillo. E’ sereno, allegro e a modo suo se la ride, anche se amaramente”. Lo ha rivelato Antonio Di Pietro ai microfoni di Agora’ Estate (Rai Tre) in merito al cosiddetto ‘caso Roma’. “Grillo – ha continuato Di Pietro- la pensa come la penso io. All’inizio a Roma ci sono state delle difficolta’, ma molti adesso stanno ingigantendo la situazione”. Sulla crisi del Movimento 5 Stelle, per l’ex pm di mani pulite “Casaleggio era il vero motore e realizzatore del Movimento, la sua mancanza si sente e si vede”.