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Mosca ha il diritto di ridurre ulteriormente il numero dei diplomatici americani in Russia, anche se per il momento non lo farà. E’ quanto ha detto il presidente russo Vladimir Putin, parlando con i giornalisti al termine del vertice dei Brics a Xiamen, in Cina. “Se parliamo in termini di piena parità, non ci dovrebbero essere 455 diplomatici americani a Mosca, ma piuttosto 155 in meno – ha chiarito il presidente, riferendosi al fatto che dei 455 diplomatici russi rimasti negli Stati Uniti, 155 sono accreditati alle Nazioni Unite – Così, ci riserviamo il diritto di prendere una decisione anche sul numero dei diplomatici americani, ma al momento non lo faremo. Terremo gli occhi aperti su come la situazione si sviluppa ulteriormente”. Secondo Putin, è nel diritto degli americani di ridurre il personale nelle missioni diplomatiche russe, “ma quello che c’è di diverso in questo caso è che stato fatto in un modo incivile e questo non mette i nostri partner americani in buona luce”. “E’ difficile – ha continuato nella sua reprimenda contro Washington e, pur senza nominarlo, contro Donald Trump – avere un dialogo con chi confonde l’Austria con l’Australia. Non c’è niente che possiamo fare al momento, questo è il livello di cultura politica di una certa parte dell’establishment americano”.

Putin ha annunciato l’espulsione di 755 diplomatici americani. Il presidente lo ha detto in un’intervista esclusiva con il canale televisivo Rossiya 1. Un’azione “causata delle politiche di Washington”, e presa dopo che “gli Usa hanno fatto una mossa che non è stata provocata da niente, solo per peggiorare le relazioni russo-statunitensi”, ha detto Putin riferendosi alle recenti sanzioni Usa contro Mosca.
Il Dipartimento di Stato americano intanto ha espresso il suo rammarico per la decisione di Mosca di tagliare la presenza diplomatica statunitense in Russia aggiungendo di pensare che sia valutata la possibile risposta a questo passo.