droga

Un fenomeno ben conosciuto ma che ora viene perseguito nel migliore dei modi. E’ quello dell’ingresso di droga e telefonini all’interno del carcere Ucciardone di Palermo. Il nucleo investigativo regionale Sicilia della polizia penitenziaria, con il coordinamento di Roma, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Palermo, nei confronti di cinque persone, tra cui un agente di polizia penitenziaria già sospeso dal servizio, accusate di corruzione e commercio di sostanze stupefacenti. Fra gli arrestati anche due detenuti. Secondo quanto emerso dalle indagini, condotte insieme agli uomini del Reparto della Casa di Reclusione Ucciardone ‘Calogero Di Bona’, l’agente in servizio presso l’istituto palermitano avrebbe accettato somme di denaro per introdurre uno smartphone e due miniphone all’interno del carcere. I tre cellulari erano destinati a un detenuto condannato dalla Corte di Appello di Palermo per l’omicidio di Andrea Cusimano nell’agosto del 2017. L’agente ‘infedele’ avrebbe ricevuto la somma di 500 euro. La consegna dei telefonini è stata però fermata dall’intervento della polizia penitenziaria che sequestrato i dispositivi. Intercettazioni telefoniche e ambientali hanno anche permesso di acquisire prove sulla vendita di droga all’interno del carcere. Uno degli arrestati avrebbe trattato telefonicamente con un detenuto nel carcere di Augusta la vendita a complici in libertà di una partita di circa 5 chilogrammi di sostanza stupefacente. Droga e telefonini venivano lanciati all’interno del carcere da alcuni complici che si trovavano sulle strade circostanti. Le attività di intercettazione hanno anche svelato l’esistenza di un vero e proprio commercio di miniphone e di sim-card all’interno dell’Ucciardone, con l’esistenza di tariffari sia per l’introduzione tra le mura del carcere sia per la loro successiva rivendita ad altri detenuti. Uno dei detenuti indagati avrebbe promesso all’agente infedele la somma di 1.500 euro per l’introduzione di telefonini in carcere; l’altro avrebbe offerto ad un altro agente una somma di denaro per lo stesso scopo.

Le polizie di tutto il mondo lo cercavano da cinque anni perché doveva scontare 25 anni per traffico di stupefacenti dal Sud America verso l’Europa. Christiam Jairo L. T., peruviano di 34 anni, ieri sera è stato catturato in un residence a Grottaferrata, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro. Il trafficante è stato arrestato in esecuzione di un mandato di cattura internazionale, a fini estradizionali, emesso il 27 gennaio 2012, dal Tribunale peruviano di Callao, dovendo espiare la pena massima prevista dal codice penale peruviano di 25 anni di reclusione per reati in materia di stupefacenti. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro sono riusciti a smascherarlo grazie al coordinamento informativo con la direzione centrale servizi antidroga. Il trafficante è stato tradotto presso la casa circondariale “Regina Coeli” in attesa di estradizione.