Duma

La Francia ha cessato di essere una nazione “pienamente sovrana”. Cosi’ la leader del Front National Marine Le Pen durante la visita alla Duma. La Francia ha infatti “delegato alcuni dei suoi poteri, almeno quelli relativi ai negoziati commerciali e alle funzioni diplomatiche, all’Unione Europea” e l’Ue, dunque, e’ divenuta un avversario delle idee politiche dello stesso Front National. “Spero – ha proseguito – che la Francia possa ritrovare la sovranita’ e allora non ci saranno ragioni per prevenire la ripresa delle relazioni russo-francesi cosi’ da raggiungere la ‘velocita’ di crociera’ necessaria per il loro sviluppo”. “Non e’ un segreto per nessuno di voi che sto cercando di combattere per la Francia per riconquistare la sua sovranita’, liberta’ e una politica estera armoniosa e strategicamente solida come quella di Charles de Gaulle”, ha osservato. “Questa e’ la mia battaglia, la mia strategia, e oso sperare che la vittoria di Donald Trump acceleri questo processo e lo renda piu’ semplice”, ha concluso Le Pen. Lo riporta la Tass.

Russia al voto per rinnovare il Parlamento. Russia Unita, il partito creato da Vladimir Putin e guidato dal premier Dmitri Medvedev, stando ai sondaggi non dovrebbero esserci problemi per il governo. Ciononostante Putin è tornato a denunciare evidenti tentativi di “manipolare l’opinione pubblica” in vista del voto di domani. “Nel nostro paese – ha detto Putin – abbiamo visto che durante la campagna elettorale per le elezioni alla Duma ci sono stati tentativi di manipolare l’opinione pubblica, con riferimenti a questioni sì delicate, ma molto lontane da ciò che interessa veramente a milioni di russi”. Una dichiarazione alquanto sibillina, forse indirizzata alla Casa Bianca, che recentemente ha puntato il dito contro la mancanza di democrazia in Russia, ma che potrebbe anche essere riferita alle posizioni del variegato fronte interno d’opposizione, al cui interno militano candidati apertamente sostenuti, ad esempio, da Open Russia, l’organizzazione creata da Mikhail Khodorkovsky, l’ex oligarca trasformatosi in arci-nemico di Putin. Lo sforzo delle autorità, ad ogni modo, è adesso concentrato sul regolare svolgimento delle elezioni e nel Paese sono già presenti i rappresentanti dell’Osce che monitoreranno in quanto osservatori internazionali. E così, dopo tante accuse avanzate dalle opposizioni di non aver avuto realmente pari condizioni di accesso alla campagna elettorale, è la presidente della Commissione Elettorale Centrale, Ella Pamfilova, a togliersi i sassolini dalle scarpe. “Un partito – ha detto senza specificare quale – ha già preparato del materiale sulle violazioni alle elezioni e lo ha mandato ai suoi membri delle commissioni elettorali: ancora non ci sono state le elezioni e loro hanno già interi pacchetti di reclami da presentare”.