Ernesto Carbone

“Le parole di Salvini sono fuori dal mondo. Se in grado si difenda nel processo e non si rifugi dietro il mantra del complotto. Se ha elementi li esponga: si costituisca parte civile contro Belsito per il danno che, secondo i magistrati, ha causato. Lo quereli visto che oggi afferma che Salvini era informato, al pari di altri esponenti della Lega, di cosa accadeva”. Lo afferma Ernesto Carbone (Pd). “Si tratta, certamente, di una sentenza di primo grado, ma alle sentenze pur non definitive si risponde con gli argomenti e i fatti, non con proclami stralunati. Alla Lega e’ stata applicata la legge. La stessa procedura e’ adottata anche per gli altri cittadini. In ballo ci sono 48 milioni che sarebbe meglio venissero resi agli italiani. Resta poi aperta la questione politica sollevata da Belsito e, come detto, dalla mancata costituzione di parte civile da parte di Salvini stesso. Nodi sui quali vi e’ solo silenzio e il tentativo di spostare l’attenzione su questioni che nulla hanno a che vedere con il merito della vicenda”, conclude.

“Essere garantisti non e’ un concetto astratto. C’e’ scritto nella Costituzione, articolo 27. Per questo mi fa ridere chi, come Speranza o Cuperlo, dice di Lotti: “Sono garantista, ma…”. Svendono un valore fondante della sinistra per colpire Renzi, ma non mi meravigliano: e’ gente abituata a cambiare spesso idea…”. Lo afferma a Repubblica Ernesto Carbone del Pd. Alla domanda se quanto emerso dall’inchiesta Consip non sia sufficiente per suggerire un passo indietro di Luca Lotti, Carbone replica: “Parliamo di politica o giustizia? Se parliamo di giustizia, ho gia’ detto. Se parliamo di politica, allora chiedo agli ex amici come Speranza: davvero il problema e’ un avviso di garanzia a Lotti? In questa vicenda, almeno a leggere i giornali, non c’e’ nulla: ne’ corruzione, ne’ giro di denaro, nulla. Chi militava nel nostro partito fino a tre giorni fa, oggi strumentalizza un’inchiesta: mi sembra un atto umanamente molto basso”.

“Insomma la Raggi con i Marra aveva siglato un patto d’acciaio? Se corrispondesse al vero quanto oggi riportato da un quotidiano, ovvero il rapporto rinnegato dalla Raggi stessa con Marra e di conseguenza con il fratello, stipendio compreso, invece sarebbe strettissimo. Un dettaglio non da poco visto che la Raggi nel rapporto all’Anac aveva dato un’altra versione”. Lo afferma Ernesto Carbone, deputato e membro della segreteria Pd. “Insomma se il contenuto della chat riportato oggi fosse vero, la Raggi avrebbe raccontato il falso e il suo rapporto con Raffaele Marra sarebbe stato determinante per lo stipendio del fratello. Ogni giorno che passa sembra sempre piu’ evidente che la verita’ politica sul rapporto tra Marra e la Raggi deve ancora essere scritta”, conclude.

“Sulla vicenda Muraro i conti non tornano, alla pari dei tempi. I vertici dei 5 stelle, a cominciare da Grillo e dalla Raggi, pur sapendo da luglio che l’assessore era indagata, l’hanno lasciata al suo posto. Perche’ una difesa all’apparenza? C’era qualche cosa di ancora piu’ grave su cui la Muraro doveva lavorare? Di certo non si trattava dell’interesse dei cittadini. I pompieri piromani a 5 stelle ci risparmino la buffonata del finto “Aventino” e rispondano della copertura politica e morale data alla Muraro”. E’ quanto afferma Ernesto Carbone, della segreteria nazionale del Pd.