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“Noi abbiamo bisogno di campioni europei per affrontare la sfida globale e confrontarci con la Russia, gli Stati Uniti, la Cina e l’India. Non abbiamo bisogno di campioni nazionali”. A dichiararlo in un’intervista al Gr1 il Presidente del parlamento europeo Antonio Tajani parlando del caso Stx Fincantieri. “La globalizzazione – sottolinea – impone un cambiamento e la direzione giusta per una forte politica industriale europea è puntare su realtà europee”.

Giovedì 27 aprile “il Parlamento europeo ringrazierà ufficialmente la brigata ebraica che partecipo’ alla liberazione dell’Italia dall’oppressione nazista”. Lo annuncia Fulvio Martusciello europarlamentare e presidente della Delegazione per le relazioni con Israele del Parlamento europeo. “L’Italia e’ grata a quella brigata e il Parlamento europeo il 27, nella delegazione che affronterà il tema dell’antisemitismo in Italia e a Napoli, lo dirà chiaramente”, dice Martusciello.

“La ripresa dell’eurozona continua a procedere a un ritmo moderato ma costante” e “ha dimostrato un notevole resistenza agli sviluppi avversi e alle incertezze che derivano dall’ambiente globale”. Così il presidente della Bce Mario Draghi durante la plenaria dell’Europarlamento. Draghi ha ricordato che “la disoccupazione nell’eurozona sta stabilmente diminuendo” e che “oltre 4 milioni di posti di lavoro sono stati creati dal 2013 ad oggi, quando la situazione era al suo punto peggiore. La domanda interna si è rafforzata e la crescita reale del Pil ha registrato dati positivi per 14 trimestri consecutivi”, ha detto il numero uno della Bce. Il presidente dell’Eurotower ha anche sottolineato la necessità dell’attuazione delle riforme. “L’attuazione delle riforme strutturali deve essere accelerata in modo sostanziale”, ha detto Draghi e questo “riguarda in particolare le azioni delle politiche per aumentare la produttività e migliorare l’ambiente per le imprese”.

‘Lezione’ di Mario Draghi, presidente della Bce in audizione al Parlamento europeo ‘Concentrarsi più sulla qualità che sulla quantità della spesa, perché di flessibilità già ce n’è molta, sebbene nelle regole Ue ci sia un’asimmetria. E soprattutto “andare incontro alle aspettative dei cittadini”, concentrandosi sui loro bisogni reali, ristabilendo la fiducia tra i 28 e completando l’Unione economica e monetaria. Perché anche se la Bce è intenzionata a fare uso di “tutti gli strumenti”, la politica monetaria da sola non è sufficiente. Questo il suo messaggio lanciato all’Europarlamento, rafforzato dal monito del collega Benoit Coeuré a Roma a proseguire le riforme e a non forzare le regole. “Nelle regole esistenti c’è già molta flessibilità”, per questo “i Paesi che non hanno spazio fiscale dovrebbero pensare di più alla composizione del bilancio piuttosto che alla sua dimensione”, ha detto Draghi senza giri di parole rispondendo a all’eurodeputato Marco Valli (M5S) su investimenti e regole del Patto di stabilità. “Se guardiamo, molti di questi Paesi negli ultimi 10-15 anni prima della crisi hanno aumentato la spesa ma la crescita è rimasta stagnante o molto molto piccola”, ha ammonito ‘tranchant’. Nessun riferimento diretto, ma il messaggio va in tandem con quello di Coeuré: “servono ulteriori riforme strutturali, in Italia come in altri Paesi dell’eurozona”. E quelli “che hanno margini di bilancio dovrebbero usarli saggiamente; ma altri, che non hanno questo spazio di manovra, non devono forzare le regole”. Queste, però, ha riconosciuto lo stesso Draghi, hanno “un’asimmetria intrinseca”, in quanto i Paesi che non hanno margine non sono autorizzati a fare nuova spesa mentre “chi ce l’ha non è obbligato a usarlo se non vuole”, leggi la Germania.