Expo

“Sala falsario, dimettiti!”. E’ la scritta apparsa stamane in varie zone di Milano dove CasaPound ha affisso una serie di striscioni per chiedere le dimissioni del sindaco Giuseppe Sala, dopo l’apertura dell’indagine su Expo. L’azione segue il blitz della scorsa settimana, a Palazzo Marino, sfociata nel caos con scontri tra esponenti del movimento e dei centri sociali. “Sala deve dimettersi – afferma Massimo Trefiletti, responsabile milanese di CasaPound -. E’ inaccettabile che il sindaco, con la copertura dei consiglieri di maggioranza, non senta il dovere di rispondere ai milanesi delle proprie responsabilità e del tradimento del patto che aveva contratto con loro in campagna elettorale, quando prometteva onestà e trasparenza”. Dopo il blitz in Consiglio comunale, sottolinea la portavoce milanese del movimento, Angela De Rosa, “il sindaco si è preoccupato solo di ‘blindare’ il Palazzo”, ma “non accettiamo lezioni di democrazia e dialogo da chi tenta di negare la nostra legittima agibilità politica e continueremo questa battaglia politica senza farci intimidire da minacce di repressione”, concludono De Rosa e Trefiletti.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala sarà sostituito nelle sue funzioni dalle vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo e della Città Metropolitana, Arianna Censi. Sala ha deciso di autosospendersi in seguito all’iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta sui lavori della piastra di Expo 2015. A dare l’annuncio è stato il sindaco Sala, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertole’, e alle vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e della Citta’ Metropolitana Arianna Censi. “La mia assenza e’ motivata dalla personale necessita’ di conoscere, innanzitutto, le vicende e i fatti contestati – scrive il primo cittadino – pertanto, fino al momento in cui mi sarà chiarito il quadro accusatorio, ritengo di non poter esercitare i miei compiti istituzionali”. Sala ha aggiunto: “La prossima settimana mi presentero’ al Consiglio del Comune di Milano e della Citta’ Metropolitana per riferire in merito”, ricordando di avere appreso da fonti giornalistiche della sua iscrizione nel registro degli indagati.

Mafia: undici arresti a Milano, “Favoriti clan per Expo. Undici persone, tra cui un avvocato, sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Milano con al centro reati tributari, riciclaggio e associazione per delinquere con l’aggravante della finalità mafiosa. Al centro dell’inchiesta c’è il consorzio di cooperative Dominus Scarl specializzato nell’allestimento di stand, il quale ha lavorato per la Fiera di Milano dalla quale ha ricevuto in subappalto l’incarico di realizzare alcuni padiglioni per Expo tra cui quello della Francia e e Guinea equatoriale. Secondo le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm Paolo Storari e Sara Ombra, le società del consorzio erano intestate a prestanome di Giuseppe Nastasi il principale indagato, arrestato con il suo collaboratore Liborio Pace e l’avvocato del Foro di Caltanissetta, Danilo Tipo, ex presidente della Camera penale della città siciliana. Le società coinvolte ricorrevano a un sistema di fatture false per creare fondi neri. Il denaro era poi riciclato in Sicilia dove gli indagati avevano legami con la famiglia di Cosa Nostra dei Pietraperzia. Il Gico della Guardia di Finanza sta effettuando un sequestro preventivo per circa cinque milioni di euro.