finanziamenti

“Le Regioni in ritardo di sviluppo continueranno ad avere l’attenzione e il sostegno che meritano coerentemente con i principi della politica di Coesione. Ho ottenuto rassicurazioni in tal senso dalla Commissaria Cretu che ho incontrato proprio per discutere del futuro dei finanziamenti europei in regioni come la Sicilia”. Lo dichiara Michela Giuffrida, membro della Commissione per lo sviluppo regionale al termine dell´incontro bilaterale con la Commissaria europea per le politiche regionali Corina Cretu. “Ho chiesto alla Commissaria – spiega Giuffrida – se la distinzione tra regioni a basso reddito e regioni a bassa crescita, contenuta nel documento che la Commissione ha recentemente pubblicato, non presti il fianco a strumentalizzazioni distinguendo di fatto tra un´Europa di serie A e un´Europa di serie B, e rischiando di emarginare proprio queste Regioni dal contesto europeo. La Cretu – sottolinea Giuffrida – ha annunciato che la Commissione si impegnerà ad individuare nuovi indicatori per valutare la situazione socio-economica delle Regioni. Il PIL come unico indicatore – aggiunge l’eurodeputato – non è sufficiente, perché é evidente che sono molti altri i fattori che misurano e determinano la crescita, dal tasso di disoccupazione agli svantaggi ambientali e strutturali, come la condizione di insularità. Si sta quindi lavorando ad una nuova proposta capace di fotografare in modo più efficace il livello di sviluppo di un territorio”. (fonte Adnkronos)

Il gruppo Cassa depositi e prestiti approda nel Sud Italia ed apre una nuova sede territoriale a Palermo. Primo nel Mezzogiorno, l’ufficio è operativo da oggi e si rivolge ad enti locali, imprese, banche altri stakeholder con l’obiettivo di erogare finanziamenti e supportare l’economia della regione, in linea con il ruolo di Istituto Nazionale di Promozione di Cdp. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’obiettivo strategico, previsto dal Piano Industriale 2016/2020, di avvicinare Cassa depositi e prestiti al territorio. L’apertura dell’ufficio di Palermo segue quelle recenti di Bologna, Torino e Venezia, che si affiancano alle sedi centrali di Roma e Milano.

Italia in zona retrocessione sul fronte dei finanziamenti agricoli comunitari. Al 31 dicembre 2016 infatti è in fondo alla classifica – precede solo Malta – tra i 28 Paesi Ue, con appena il 6,2% dei fondi Psr 2014-2020 erogati ai beneficiari, contro una media europea più che doppia (14,2%). Lo sostiene, nel prossimo numero in uscita domani, il settimanale ‘L’Informatore Agrario’, che ha elaborato le statistiche Ue sullo stato dell’arte della politica di sviluppo rurale. Il quadro che ne emerge è sconsolante, con il solo Veneto tra le regioni virtuose che registra una media superiore a quella comunitaria (15,6%) e diverse aree del Paese ancora praticamente ai nastri di partenza (Friuli Venezia Giulia, 0,76% e Valle d’Aosta, 0,67%) o pesantemente indietro nonostante abbiano un organismo pagatore proprio (Piemonte, 4,9%). Le ‘gravi inadempienze gestionali’, denunciate in una nota da Agea, sono ormai un problema atavico del Belpaese che si ripercuote sulla competitività del settore, se è vero che anche tra i 28 programmi relativi ai vecchi Psr 2007-2013 non ancora chiusi (e non saldati) ben 15 sono italiani.