Furlan

“Il monito dell’Ue sul fatto che la lunga fase di incertezza politica aumenti i rischi per il nostro paese è giusto e pienamente legittimo”. Ad affermarlo è la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al Consiglio Generale della Fisascat Cisl la categoria del commercio, terziario, turismo e servizi. Come Cisl, rileva, “continuiamo a dire alla politica di rispondere all’appello alla responsabilità tante volte lanciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in queste giornate. La politica deve rendersi responsabile del futuro del paese ed iniziare da subito a lavorare seriamente per dare all’Italia un governo che dia certezze e prospettive e che ci rappresenti a livello europeo per attuare quelle politiche di sviluppo necessarie al bene comune”. Oggi, sottolinea Furlan, “non abbiamo un Governo in un momento molto delicato sul piano nazionale ed internazionale. Ma è necessario a giugno avere un esecutivo in grado di contribuire a cambiare l’Europa con autorevolezza e dignità, capace di rafforzare i segnali di crescita che sono ancora troppo deboli e che rischiano di disperdersi nonostante i tanti sacrifici degli italiani. Per questo mi auguro che i partiti la smettano con i loro balletti. Abbiamo bisogno di serietà e di risposte chiare. Per quanto ci riguarda non faremo mancare nella nostra azione sindacale al Presidente della Repubblica Mattarella il nostro pieno sostegno e quel senso di responsabilità che devono saper dimostrare tutti i partiti ed i corpi sociali”, conclude la leader della Cisl.

“In questi anni di crisi il Paese ha sofferto moltissimo, soprattutto le famiglie più povere. Abbiamo dei segnali positivi nell’economia e nell’occupazione. Ma tutto questo non è ancora sufficiente”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando i dati Istat diffusi oggi e i dati di Bankitalia su povertà e diseguaglianze pubblicati ieri. “L’aumento della povertà ed il livello di disoccupazione soprattutto nel Mezzogiorno rimangono le vere emergenze del Paese di cui deve occuparsi la politica con la collaborazione delle parti sociali”, ha sottolineato Furlan. “Non va mollata la presa. Bisogna continuare a crescere e rendere la crescita funzionale per nuovi posti di lavoro”, ha aggiunto la sindacalista.

“Credo che siano referendum legittimi che affrontano sicuramente temi anche importanti e sentiti dai cittadini, ma che forse in questo momento potevano essere invece superati da un dibattito politico, coinvolgendo anche le parti sociali, senza arrivare alla consultazione referendaria”. Lo dice la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan a Castelnuovo del Garda a margine di una iniziativa organizzata dalla Cisl Lombardia insieme alla Cisl Veneto in vista della consultazione referendaria del prossimo 22 ottobre. “Speriamo che il referendum serva ad aprire un discorso serio sulle competenze istituzionali dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. E’ evidente che non ci saranno cambiamenti. Ma il giorno dopo il referendum ci auguriamo possa avviarsi una discussione seria che coinvolga anche le parti sociali ed il sindacato in particolare”. La Furlan afferma che “per fare scelte di questo genere bisogna coinvogere non solo tutti i soggetti istituzionali ma anche quelli sociali da Trento a Palermo, evitando di far diventare questo tema un elemento di propaganda politica. La Cisl e’ sempre stata per un federalismo solidale e cooperativo che rendesse piu’ forte e coeso lo stato nazionale, in modo da rendere regioni, province e comuni in condizione di alzare il livello di qualita’ dei servizi ai cittadini. Il fai da te non ha funzionato. Lo abbiamo visto purtroppo sul tema dell’energia, quando lo stato non svolge un ruolo di tutela e di garanzia del bene comune di un paese. I referendum del 22 ottobre in Lombardia ed in Veneto costeranno tra l’altro ai cittadini circa 60-70 milioni di euro. Forse erano risorse che potevano utilizzarsi meglio se pensiamo che in Lombardia il costo del referendum e’ esattamente quanto costa l’intero impianto sociale in tutta la regione. Quella del federalismo e dell’autonomia e’ una partita che per tanto tempo e’ stata sullo sfondo della discussione e del dibattito politico nel nostro paese. La legislazione spesso si e’ tradotta in immobilismo e ricorsi continui che certamente non hanno fatto bene. Il tema del rapporto Stato-Regioni nel nostro paese credo debba essere affrontato in modo serio, compiuto, con un dibattito generale che coinvolga anche le forze sociali rappresentative del lavoro. In ogni caso il referendum e’ legittimo ed i cittadini di queste due regioni, Lombardia e Veneto, potranno esprimersi liberamente”. La leader della Cisl rivolge poi un appello alle regioni sul tema dello sblocco dei contratti del pubblico impiego. “Se vogliamo elevare la qualita’ dei servizi pubblici, innovare nelle prestazioni ed alzare anche i salari dei lavoratori nel settore pubblico non serve cambiare la costituzione. Occorre ridare il ruolo centrale alla contrattazione nazionale, aziendale e territoriale. Se le regioni Lombardia e Veneto ci sosterranno nella nostra battaglia per sbloccare la contrattazione pubblica- conclude- sarebbe un bel segnale positivo ed un esempio per tutto il paese”.

“Quando si parla di economia vedo molto tifo da stadio e poco ragionamento. Oggi, dopo una lunga crisi finalmente vediamo i primi dati positivi, dal Pil all’occupazione, ma anche per quanto riguarda l’export e il Made in Italy”. Cosi’ Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, intervenuta alla Festa dell’Unita’ di Trieste a un dibattito con il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato. “A mio modo di vedere manca un sistema di crescita capace di coniugare sviluppo economico e lotta alle disuguaglianze. In questa ottica – ha aggiunto – ritengo necessaria una coalizione tra le parti sociali e la politica”. Sulla legge di bilancio ha detto: “Elementi cardine devono essere equita’ sociale e qualita’ del lavoro e della formazione dei lavoratori, mi auguro di vedere uno sforzo della politica in questo senso”.

Bisogna migliorare le condizioni di vita delle famiglie, dando piu’ spazio alla crescita, attraverso le due leve: la politica redistributiva e la riduzione della pressione fiscale a favore delle aree sociali medie e basse del lavoro dipendente, dei pensionati e del lavoro autonomo. La ripresa degli investimenti pubblici stornati dal calcolo del deficit, nell’ambito di un Piano di investimenti europei assai piu’ efficace del Piano Junker”. E’ quanto sostiene la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, commentando i dati del Barometro nazionale Cisl. “Occorre migliorare la qualita’ del Lavoro – osserva Furlan – favorendo il lavoro stabile. Bisogna rafforzare i redditi dando piu’ spazio alla contrattazione innovativa e alla partecipazione, lavorare per una coesione sociale che sostenga l’inclusione nel lavoro e nelle opportunita’. Serve anche una ragionata e intelligente politica industriale, che sia una visione condivisa fra Governo e parti sociali – conclude – sul posizionamento competitivo della manifattura italiana nel mondo e sulle strategie del suo sviluppo, del suo rafforzamento, della sua innovazione, della sua produttivita’ che ogni attore, per il suo ruolo, dovra’ gestire”.

“Sul tema impresa 4.0, noi partiamo un po’ in svantaggio rispetto ad altri paesi ma abbiamo anche capacita’ e qualita’ per recupare il tempo perso, il nostro paese manca di una politica industriale da troppo, troppo tempo”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenendo al confronto “QuattroPuntoZero. Prospettive e sviluppo del lavoro e della societa’” nel corso del congresso nazionale della Cisl. “Il fatto che noi oggi rivendichiamo e siamo a disposizione, a coniugare insieme alle altre forze sociali, e in un proficuo dialogo con il governo, come dobbiamo impostare e gestire questa opportunita’ importante di cambiamento, la dice lunga su come la Cisl si posiziona – ha aggiunto Furlan -. Il nostro paese, sui temi come quello del lavoro, tende a dividersi in tifoserie e occupare meno tempo su quali siano le proposte. In questi ultimi anni abbiamo cercato di dare tutti insieme una svolta importante, il cambiamento in parte si e’ gia’ realizzato, dobbiamo continuare ad accompagnarlo”.

“C’e’ un sistema paese sempre affannato nell’emergenza a seguito di terremoti ed altre calamita’ naturali e sempre in ritardo nel programmare quegli interventi che permettono invece di affrontare non piu’ l’emergenza ma i problemi con un respiro molto diverso”: lo ha affermato stamani a Perugia la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, secondo cui questa “e’ un po’ la cartina di tornasole del sistema Italia”. Nel capoluogo umbro per il congresso nazionale della Filca Cisl, il sindacato delle costruzioni della Cisl che anche sul tema della ricostruzione post terremoto sta discutendo proprio a Perugia in questi giorni, Furlan ha detto ai giornalisti che “giustamente l’impostazione della nostra categoria e’ quella di dire che e’ ora di cominciare ad essere un paese che previene il disastro dell’evento naturale: che non si puo’ impedire, pero’ si possono mettere in sicurezza il territorio e tutto quello che hai costruito”. Per Furlan, su questo tema c’e’ “una responsabilita’ anche parlamentare della politica, visto che non c’e’ una legge nazionale degna di questo nome per affrontare le conseguenze degli eventi sismici: per cui di terremoto in terremoto abbiamo bisogno di una serie di decreti che ti fa ripartire da zero ogni volta per poter avviare il recupero e la ricostruzione”. Secondo Furlan occorre dunque capire “come si esce da una gestione emergenziale e come invece si puo’ riuscire a programmare una serie di interventi di messa in sicurezza e di prevenzione”.

“Ora bisogna ripristinare i voucher per le famiglie e per le Onlus senza chiamarli voucher”. E’ la considerazione portata sul palco del XII Congresso Cisl Lombardia dalla segretaria generale del sindacato Annamaria Furlan. Secondo la sindacalista il governo si ora in difficoltà su questo tema, dovendo “evitare l’alzata degli scudi pronti e minacciosi di quella parte della politica che vuole creare instabilità”.”Sono in affanno”, ha sottolineato la sindacalista riferendosi a chi è chiamato ora a elaborare un nuovo strumento, “non si capisce la proposta”. Secondo Furlan, intanto, non potendo contare sui voucher “ci si preclude dalla possibilità di far emergere dal nero un po’ di cose”.

“Nonostante gli sforzi del Governo e delle altre istituzioni, la questione meridionale e’ ancora la “questione nazionale”. Ed il sacrificio dei contadini di Portella della Ginestra e dei loro familiari e’ ancora vivo e rimane da esempio per chi si batte per la giustizia sociale, contro le diseguaglianze, i soprusi, le mafie”. Lo sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, dalle colonne de “L’Unita’” alla vigilia del Primo Maggio che Cgil, Cisl, Uil celebranno quest’anno in Sicilia a Portella della Ginestra. “Per tornare a guardare con ottimismo al proprio futuro, l’Italia deve mettere il lavoro al primo posto. Il lavoro e’ il valore unificante e fondativo del nostro paese, cio’ che garantisce la dignita’ della persona, i suoi bisogni, le sue prerogative. Sono gli stessi principi fondamentali per cui i contadini meridionali lottavano settanta anni fa contro lo sfruttamento incivile nei campi, l’arroganza dei datori di lavoro di quel tempo, le connivenze della mafia”, aggiunge la leader della Cisl. “Da allora tante cose sono cambiate nella societa’ italiana. Conquiste importanti sono arrivate sul piano dei diritti e delle garanzie occupazionali grazie alle lotte del movimento sindacale. Ma in Italia ci sono piu’ di tre milioni di disoccupati, il lavoro dei giovani e la sua sicurezza sono ancora da conquistare in molte zone del nostro paese dove le piaghe del caporalato e dello sfruttamento della manodopera non sono state mai estirpate. Il lavoro e’ cio’ che rende libere le persone dal ricatto della malavita, quello che rende davvero la persona completa, le permette di esprimersi, di contribuire al bene comune. Senza lavoro non c’e’ sviluppo, progresso, liberta’”.

“Per esprimere un giudizio sul Def è ancora presto, poiché non abbiamo ancora ricevuto i testi e quindi il condizionale è assolutamente d’obbligo”. Queste le parole di Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, intervistata stamattina dal Giornale Radio Rai. “Crediamo che sia una buona notizia non aver fatto una manovra depressiva. Non c’è l’aumento dell’Iva, non ci sono tagli alla crescita e questo è assolutamente un fatto importante”, aggiunge Furlan. “E’ stata confermata una politica di detassazione della contrattazione di secondo livello e – prosegue la leader sindacale – per gli accordi aziendali quelli che favoriscono la partecipazione organizzativa dei lavoratori e altro elemento significativo è la conferma delle risorse per la ricostruzione delle aree terremotate e per il sostegno alle imprese delle stesse zone, così come sono importanti gli interventi previsti per la lotta alla povertà e per favorire l’inclusione sociale”. “Ci pare però di non avere ancora visto sufficiente determinazione per mettere le mani ad una vera riforma fiscale e di riduzione delle imposte per aumentare i salari dei lavoratori e le pensioni. Questo è un aspetto fondamentale per il Paese e crediamo sia, anche con i dati che sono emersi in questi ultimi tempi, una situazione che esige una risposta immediata dal Governo”, conclude Furlan.