Germania

Alcune persone sono rimaste ferite per un’esplosione avvenuta oggi nella zona portuale di Ludwigshafen, utilizzata dall’azienda Basf nel sudovest della Germania. A renderlo noto è una portavoce del colosso chimico, secondo quanto riferisce la tv regionale pubblica Swr. Non si hanno notizie precise sul numero dei feriti, forse 4, secondo quanto riferito dal quotidiano Stuttgarter Nachrichten; secondo il sito della città, ci sarebbero anche alcuni dispersi. Sul luogo sono intervenuti i soccorsi. La Basf riferisce che l’esplosione è stata determinata da lavori a tubature che vengono utilizzate per il trasbordo di liquidi infiammabili e gas dalle navi agli stabilimenti di produzione. L’azienda ha comunicato la sospensione delle attività industriali dell’area per motivi di sicurezza. I cittadini sono stati invitati a restare in casa, a chiudere porte e finestre e a spegnere eventuali impianti di aria condizionata e ventilazione. L’allarme si è esteso anche alla città di Mannheim, che si trova sull’altra sponda del fiume Reno.

Il premio Nobel 2001 per l’Economia, Joseph Stiglitz non é uno che le manda a dire. Viene apprezzato proprio per la semplicità del suo pensiero. Le sue critiche all’Unione europea e in particolare all’euro come moneta unica non sono nuove ma lo scenario che si é venuto a creare negli ultimi mesi, dalla Brexit in poi, e la sfiducia crescente nei confronti di Bruxelles, sembrano alimentare le sue motivazioni. ‘L’austerità – spiega l’economista – ha ucciso la crescita nella Ue. Se Renzi dovesse perdere il referendum, partirebbe il processo irreversibile della fuga dall’euro da parte dell’Italia e non solo. Oggi la realtà é che i governi sono troppo deboli e che il vero potere é concentrato nelle mani della Germania e della Bce. Non si possono fare riforme con la pistola alla testa di popoli indeboliti dalla crisi. Non é una sorpresa per me vedere che Hollande é debole, che Renzi perde consensi e che in Spagna non si fa nemmeno un governo. E’ stato un errore lanciare la moneta unica senza avere le infrastrutture politiche ed economiche adeguate e capaci di gestirla’

Altra batosta elettorale per Angela Merkel e per il suo partito e va ricordato che le sue sconfitte hanno un valore in chiave europea perché scalfiscono il suo potere nell’Unione. I risultati definitivi delle elezioni regionali a Berlino, forniti dall’ufficio elettorale, confermano forti perdite per Spd e Cdu, l’ascesa di Afd, il sorpasso della Linke sui Verdi, il rientro dei liberali dell’Fdp nel Senato. L’Spd resta primo partito con il 21,6% (-6,7 rispetto al 2011) seguito dalla Cdu con il 17,6 (-5,7). Per i due partiti è il peggior risultato dal dopoguerra a Berlino. Seguono Linke con il 15,6 (+3,9), i Verdi con 15,2 (-2,4), Afd con il 14,2 (assenti 5 anni fa) e l’Fdp con 6,7 (+4,9). La partecipazione al voto è stata del 66,9%, in crescita del 6,7% rispetto al 2011. L’assegnazione dei seggi è la seguente: Spd 38 (-9), Cdu 31 (-8), Linke 27 (+8), Verdi 27 (-2), Afd 25 (+25), Fdp 12 (+12). Bocciata la maggioranza uscente Spd-Cdu che ha ottenuto 69 seggi (-17) sugli 81 di maggioranza assoluta necessari. Secondo le dichiarazioni dei protagonisti politici a Berlino, l’opzione al momento più probabile è quella di una coalizione di sinistra a tre fra Spd, Linke e verdi anche se le trattative politiche si annunciano non facili.

L’Europa del Sud dice no alle politiche dell’austerity che tantol’hanno penalizzata. Per Renzi ‘occorre una Europa sociale, basta solo regole.’ Si consolida la consapevolezza che sia necessaria, dopo la Brexit, una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire l’istituzione europea come un nuovo modo di concepire i rapporti tra gli stati. Ma la Germania non ci sta e Berlino attacca i leader anti austerity. Per il premier Renzi “La dichiarazione di Atene è importante perché offre una visione diversa di Europa da quella vista fino a oggi”. Il ministro delle finanze tedesco, Wolfang Schaeuble abbandona ogni approccio diplomatico sulla vicenda “Credevo fosse una riunione di leader di partito e non commenterò su questo. Quando i leader socialisti si incontrano, per lo più non viene fuori nulla di molto intelligente”, commentando a margine dell’Eurogruppo e dell’Ecofin la riunione di Atene organizzata da Tsipras. Nulla di buono in prospettiva sulle possibilità di un accordo. Rimangono sul campo due idee diverse di Europa. Renzi ha sottolineato la necessità, in questa fase, che l’Europa sia un’Europa “sociale, della bellezza, degli ideali”. “Gli americani usano al riguardo un’espressione che è ‘soft power’: potere gentile, il potere di svolgere un ruolo rilevante nel formare l’identità culturale”, sottolinea il presidente del Consiglio. “Se qualcuno si rivolgesse con lo sguardo al Mediterraneo vedrebbe uno straordinario pezzo di Europa ma la stragrande maggioranza dei commentatori oggi ritiene che sia solo il passato dell’Europa. Non è così”. “La scommessa di questo incontro è tentare di rinnovare un’idea di Mediterraneo come luogo dove l’Europa tira fuori la parte migliore di sé”, spiega. “Occorre ridare valore all’ideale di bellezza”, a partire da quella “dell’eroe greco che mi piace pensare sia l’uomo europeo di domani quello che unisce il bello e il buono”, il concetto di “kalos kai agathos, dove il bello non è estetica ma etica”. La diffidenza dell’Europa del Nord rimane invariata. Come la crisi politica della Ue.

Sonora batosta elettorale per Angela Merkel in Germania: i dati definitivi di Meclemburgo confermano sorpasso: la Cdu ferma al 19% e i populisti al 21%; vince la Spd col 31%. Anche i risultati definitivi diffusi dall’agenzia Dpa confermano che nelle elezioni regionali in Meclemburgo il partito Cdu della cancelliera Angela Merkel, col 19,0% dei voti, e’ stato superato dai populisti di destra anti-migranti dell’Alternativa per la Germania (Afd) che hanno ottenuto il 20,8%. A vincere e’ stato il partito socialdemocratico col 30,6% dei voti. Si tratta di un dato elettorale che non mancherà di provocare effetti politici in chiave europea, dove la leadership della cancelliera comincia ad essere messa in discussione non solo da parte dei paesi membri che non hanno condiviso la politica dell’austerity ma anche dagli avversari politici interni della Merkel

L’Unione europea cerca idee e slancio. E lo fa con un meeting fra i suoi tre paesi piu’ rappresentativi: Germania, Francia, Italia. Dopo la traumatica uscita della Gran Bretagna i tre Paesi “forti” dell’Unione europea si consultano in un vertice estivo con l’obiettivo di mettere a punto le manovre per far uscire l’Unione dalla profonda crisi di fiducia che spazza il continente da nord a sud. E cercano ispirazione a Ventotene dove forse possono ritrovare l’energia dei Padri fondatori dell’Unione per uno scatto di reni ormai indispensabile. L’agenda è già di per se ricca e si articola su tre capitoli già abbozzati nel vertice di Berlino del 27 giugno: lavoro e giovani, attraverso una moltiplicazione di fondi e progetti accompagnati da interventi per abbattere la disoccupazione; sicurezza e soprattutto un’accelerazione sull’antico progetto di una Difesa europea; e naturalmente crescita ed investimenti, con il tagliando del piano Juncker. Ma è chiaro che Matteo Renzi, Francois Hollande ed Angela Merkel dovranno partire da molto più indietro, cercando di accantonare, almeno nell’isola Pontina, gli interessi nazionali per riagganciare i cittadini dei 27 Paesi europei al progetto di Altiero Spinelli.

Calcio, il Brasile è medaglia d’oro, battuta la Germania 6 a5 ai rigori. Decide un penalty di Neymar. Tempi regolamentari e supplementari erano finiti 1-1 con i gol di Neymar su punizione e pari di Meyer. Rete di Neymar al 27′ pt, con una splendida punizione dal limite, e anche Usain Bolt si alza in piedi ed esulta assieme alla torcida impazzita del Maracanà che assiste alla finale olimpica del calcio tra Brasile e Germania. Poi il 9 volte olimpionico si è messo a scattare foto col telefonino. Nel frattempo Neymar dopo aver segnato ha omaggiato il giamaicano facendo il gesto dell’arciere

I ministri dell’Interno regionali dell’Unione cristiano-democratica e sociale (Cdu-Csu, il partito della cancelliera Angela Merkel) vogliono imporre un divieto del burqa e altri veli islamici che coprono il volto delle donne in alcuni settori della vita pubblica in Germania. Come riferisce l’agenza Dpa, lo ha detto in tv il ministro federale Thomas de Maizière dopo che ieri Merkel aveva definito il burqa un “ostacolo all’integrazione” delle donne islamiche. “Siamo d’accordo nel voler prescrivere l’obbligo di mostrare il volto dove è necessario per la convivenza nella nostra società: al volante, davanti alle autorità, all’Ufficio di stato civile, in scuole e università, nel servizio pubblico, di fronte a un tribunale”, ha detto il ministro sul secondo canale pubblico Zdf. “Rifiutiamo all’unanimità il burqa, non è adatto al nostro paese aperto al mondo”, ha detto ancora de Maizière che assieme ai colleghi regionali vuole presentare in giornata una lista di richieste per aumentare la sicurezza in Germania.

Nicola Rizzoli arbitrerà il match Germania-Francia, seconda semifinale di Euro 2016 in programma il prossimo giovedì 7 luglio alle ore 21 allo stadio Velodrome di Marsiglia. Lo annuncia l’Uefa sul proprio sito internet. Il fischietto italiano sarà coadiuvato dai guardalinee Elenito Di Liberatore e Mauro Tonolini, dagli addizionali Daniele Orsato e Antonio Damato e dal quarto uomo Damir Skomina, sloveno. Jonas Eriksson arbitrerà, invece, Portogallo-Galles, prima semifinale di Euro 2016, in programma mercoledì 6 luglio alle 21 (Stade de Lyon). Il fischietto svedese sarà coadiuvato dai guardalinee Mathias Klasenius e Daniel Warnmark, dagli addizionali Stefan Johannesson e Markus Strombergsson. Quarto uomo il polacco Szymon Marciniak.

Quella contro la Germania sara’ l’ultima partita dell’Italia agli Europei: ee e’ certo il quotidiano tedesco “Bild”, secondo cui Bordeaux sara’ “il capolinea” degli azzurri di Antonio Conte. Il giornale elenca sette motivi per cui – a suo avviso – l’Italia terminera’ sara’ eliminata dalla Germania nella partita di sabato. Nell’ordine: Re Boateng; i giocatori del Bayern hanno eliminato la Juventus di Antonio Conte ai quarti di Champions League 2012/13; Khedira gioca nella Juve e conosce bene i segreti dell’Italia; le scelte finora fortunate di Loew (Kimmich, Gomez, Draxler); perche’ persino Buffon ha fatto i complimenti a Neuer: “Non c’e’ dubbio, lui e’ piu’ forte di me, e’ giovane e impressionante”; l’Italia avra’ troppa fiducia dopo la vittoria contro la Spagna; perche’ e’ tornato il vero Gomez.