Giarrusso

“Abbiamo partorito il topolino: restringere l’ambito di sequestro degli elenchi a due regioni quando il raggio d’azione delle mafie e’ nazionale, con soggetti operanti stabilmente a Roma, e’ una limitazione che rendera’ monca l’indagine”. A dirlo e’ il senatore Mario Michele Giarrusso (M5s), commentando la decisione assunta oggi dall’Antimafia di chiedere alla Finanza il sequestro degli elenchi degli iscritti alla massoneria in Calabria e in Sicilia. “Si e’ evitato di prendere gli elenchi della Toscana – prosegue ironicamente Giarrusso – non sia mai si trovasse qualche nome molto conosciuto. E’ questa una scelta incomprensibile alla luce delle evidenze investigative in cui si trova traccia di rapporti tra massoneria e mafie che ha riguardato da tempo, per esempio, il traffico dei rifiuti in Toscana. La verita’ e’ che chiedendo il sequestro di tutti i nomi, si sarebbe aperto un vaso pandora che qualcuno vuole tenere chiuso, non sia mai possa esplodere”.

Il turpiloquio di alcuni politici sia un motivo piu’ che sufficiente per non votare ne’ loro né il partito cui appartengono. Non si tratta di una battaglia che deve essere condotta sul fronte delle appartenenze politiche ma in nome del rispetto dei fondamentali della civiltà democratica e della dignita’ della persona. Dare della ‘bambola gonfiabile’ al presidente della Camera é inaccettabile, anche e soprattutto per chi, come il sottoscritto, non stima né apprezza l’azione di Laura Boldrini. Le parole di Matteo Salvini sono da condannare in modo assoluto. Lo stesso si può dire per il linguaggio offensivo del senatore del M5S Michele Giarrusso che ha invitato al suicidio il collega giornalista Davide Camarrone colpevole di avere legittimamente criticato Luigi Di Maio per la sua infelice uscita sulla lobby dei malati di cancro. Si é già raggiunta la deriva linguistica propria del populismo e della sua demagogia. Non importa chi pronunci queste parole cariche di odio e di insulti: venga emarginato dalla decenza politica. Non c’é tempo da perdere. Ne va della pace sociale, della libera espressione del proprio pensiero, e del rispetto tra le persone. Serve una conventio ad excludendum tra tutti i partiti, a danno dei facinorosi del linguaggio politico.