Giorgio Napolitano

“Considero altamente auspicabile – e la considero tale nel solco delle considerazioni sempre espresse dal Presidente Mattarella – l’approvazione in Parlamento con il piu’ largo consenso di una legge elettorale che naturalmente tenga nel massimo conto la sentenza della Corte costituzionale”. Cosi’ il presidente emertio Giorgio Napolitano in una nota. “Sul testo complessivo di cui oggi comincia la discussione alla Camera- aggiunge-, mi esprimero’ eventualmente quando giungera’ all’esame del Senato. Ma sento di dover fare gia’ ora un rilievo che ritengo importante e che auspico possa essere oggetto di attenzione nella serrata discussione che si apre alla Camera. Nel comma 7 dell’art. 1 la proposta riproduce la clausola preesistente, che prevedeva la dichiarazione del nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica da parte dei partiti contestualmente al deposito del simbolo elettorale e del programma di ciascuno di essi. Ritengo che il sopravvivere di questa clausola ripresenti il grande equivoco gia’ manifestatosi, nel senso che l’elettore sia chiamato a votare per eleggere non solo il Parlamento, ma il capo dell’esecutivo. Qualcosa cioe’ di incompatibile con i nostri equilibri costituzionali, e che quindi va, a mio avviso, definitivamente eliminato. Neppure nel sistema francese si produce alcun equivoco del genere, in quanto non vengono confuse nello stesso voto l’elezione del Presidente con poteri di governo e l’elezione dell’Assemblea nazionale. Confido che si possa giungere alla modifica da me sollecitata prima che il testo giunga all’esame del Senato”.

“Sono certo che Valeria Fedeli non me ne vorrà se io insisto con una licenza che mi sono preso da molto tempo: quella di reagire alla trasformazione della lingua italiana con l’orribile appellativo di ministra o l’abominevole appellativo di sindaca. La chiamerò signora presidente come chiamavo Nilde Iotti. Penso che alla mia età qualche licenza mi sia concessa”. A dire la sua senza mezze misure su una questione delicata come quella del linguaggio di genere è il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolto alla presidente della Camera Laura Boldrini e a Valeria Fedeli, titolare del ministero dell’Istruzione, alla consegna del Premio De Sanctis per la saggistica ricevuto per il suo ‘Europa politica e passione’. La sala scoppia in un applauso, mentre a reagire è proprio Boldrini, notoriamente sostenitrice della declinazione al femminile dei termini per le cariche istituzionali e professionali. “Questo è un tradimento, allora mi ridai la targa”, dice con un sorriso Boldrini, che lo ha appena premiato. Ma lui insiste: “Continuerò a chiamarti ancora presidente come chiamavo Nilde Iotti e spero che alla mia età qualche licenza rispetto alle mode mi sia concessa”. Lo scambio di battute finisce tra gli applausi e qualche risata, ma al termine della cerimonia Boldrini, pur sorridendo, precisa: “Il presidente Giorgio Napolitano ha le sue idee che rispetto ma io penso che i nomi vadano declinati. La società cambia e deve cambiare anche il linguaggio – sottolinea -. Nessuno mette in dubbio che si possa dire contadina, allora non vedo perché non si debba anche usare lo stesso metro quando si sale la scala sociale”.

Matteo Renzi in versione umile, ricorda la genesi del governo che presiede, minimizzando sulle sue capacità. “Posso dire con franchezza che non sono stato scelto perche’ ero la prima scelta. Io ero l’ultima spiaggia”. Lo dice Matteo Renzi a Piombino, ricordando i giorni in cui fu interpellato per la guida del governo. “Io me lo immagino il presidente della repubblica e gli altri- dice Renzi- che avranno fatto un ragionamento come per dire: ‘giu’ giu’, proviamo anche questo’. Tale era la crisi che avranno detto cosi’…”.

E’ stato assegnato al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, per il volume ‘Europa, politica e passione’ (Feltrinelli) il premio Cabalbio per la sezione saggistica politica. Tra gli altri vincitori. Lucio Caracciolo, Benedetta Craveri, Giulia Maria Crespi, Guido Fabiani, Giovanni Floris, Lorenza Foschini, Franco Marcoaldi. Un riconoscimento speciale della giuria, sezione internazionale, per Frank-Walter Steinmeier, ministro degli Esteri della Germania, e per il collega italiano Paolo Gentiloni, per il “contributo dato allo sviluppo dell’amicizia italo-tedesca e alla politica europea”. La cerimonia di premiazione si svolgera’ tra il 26 e il 27 agosto a Capalbio.