giornata memoria

“In Senato per ricordare gli italiani vittime del terrorismo nazionale e internazionale. La giornata della memoria per le vittime del terrorismo fu istituita per ricordare l’uccisione di Peppino Impastato e Aldo Moro. Ricordiamo, insieme alle loro famiglie, tutte le vittime delle stragi che hanno scosso il nostro Paese. Oggi, pero’, il pensiero va anche ai nostri concittadini e a tutti gli europei uccisi nel mondo dal terrorismo internazionale e nei tragici attentati che hanno colpito il cuore e l’anima dell’Europa nell’ultimo anno. L’Europa e’ ferita ma va avanti”. Cosi’ la sottosegretaria alla presidenza del consiglio Maria Elena Boschi, su Facebook.

“Siamo qui perche’ amiamo la vita. Abbiamo un debito con chi e’ stato assassinato. Ma non basta piu’ il semplice ricordo ma dobbiamo farli rivivere nel nostro impegno”. Cosi’ don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha esordito nel suo discorso che ha concluso la cerimonia della XXII giornata dell’impegno e della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie di Locri. Un lungo discorso il suo, in cui ha toccato tutti i temi a lui piu’ cari. Giustizia cittadinanza, politica. Ma anche la Chiesa, l’educazione i giovani e il futuro. E soprattutto Calabria. “Siamo qui per sostenere la Calabria, la vostra e, permettetemi di dirlo, anche la nostra. Oggi siamo tutti calabresi e siamo tutti sbirri. Amiamo la vita e siamo qui per sostenere quella Calabria che non accetta di essere identificata con la ‘ndrangheta, con la massoneria e con la corruzione. E’ questa la Calabria che io amo, che noi amiamo. Quella di persone come don Italo Calabro'”. E rivolgendosi alle decine di sindaci presenti, cita Corrado Alvaro. “Fate onore alla politica , perche’ la politica e’ etica, e’ servizio del bene comune. Ci sono molti che non lo capiscono questo. E non c’e’ bisogno di aspettare che arrivino i magistrati, fate voi delle selezioni. Usate la testa”. “L’educazione e’ il primo investimento. In questi giorni, nelle scuole, ho incontrato tanti insegnanti che hanno la vocazione per questo mestiere e che voglio bene ai ragazzi. Ragazzi che vanno educati non come imposizione ma insieme per offrire loro la possibilita’ di orientarsi, per permettere loro di scoprire la loro attitudine e La loro passione. Ma tutto questo si deve tradurre in progetti e i giovani hanno bisogno di risposte adesso perche’, oggi, fanno fatica a vedere un futuro”. E rivolgendosi ai sindaci: lavorate per favorire una cultura dell’educazione, dov’e’ tutte le componenti si mettano in gioco. E qui voglio anche ricordare la passione di Italo Falcomata’ che ho avuto la possibilita’ di conoscere tanti anni fa. Penso ai tanti ragazzi che non sono qui perche’ non avevo la possibile di poter permettersi il pullman ma ci seguono anche da lontano”. “Vi auguro la consapevolezza e di poter stare dalla parte del bene. Perche’ le mafie e la corruzione non trovano posto in una societa’ giusta e responsabile. Come ho gia’ detto domenica, il male principale e’ la peste della corruzione. Difficile da distinguere tra criminalita’ organizzata, politica ed economica e’ difficile. Per questo bisogna porre rimedio a quei ritardi normativi che riguardano leggi importanti come i beni confiscati, l’agenzia. Questi beni dobbiamo portarli via. E non bisogna arretrare sulla legge sugli appalti, sul completamento della normativa anti corruzione. Senza dimenticare i testimoni di giustizia e il gioco d’azzardo. E soprattutto queste legge bisogna applicarle, come quella sul caporalato”. “Anche nel chiesa ci sono tante ombre e tanta fatica. Ma la grande meraviglia sono coloro che si impegnano e rappresentano la chiesa di cui abbiamo bisogno”. E riferendosi all’episodio dell’oltraggio alla sede del Vescovado dice: “Le scritte senza un nome sono una mancanza di coraggio. Gli sbirri sono al servizio dello Stato e quindi di tutti noi. Provvedono alla nostra sicurezza e quindi dobbiamo essere loro grati”.