Governo Gentiloni

“Rivendichiamo la libertà di contestare radicalmente la politica economica annunciata da questo Governo, perché, ripetendo gli errori degli anni passati, per dimensione quantitativa, individuazione delle risorse da reperire e scelta di allocazione delle stesse risorse, si rivela incapace di affrontare e risolvere i reali problemi economici e sociali del Paese; tanto gravi quanto inascoltati da una maggioranza in grado solo di ricorrere alla antica ricetta del ‘tassa e spendi’ per proporci l’ennesima ricetta fatta di patrimoniali più o meno occulte, inasprimento del peso burocratico-fiscale e spesa elettorale in disavanzo”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “È questo aspetto di fondo – aggiunge – che sfugge alla posizione del vice ministro Morando, sorpreso per l’oltraggio di una opposizione che non vota a favore della proposta del Governo: dimostrazione del fatto che evidentemente è abituato a un bell’altro esercizio di democrazia. Ma siamo convinti che con l’imminente consultazione elettorale, gli elettori, ben più avveduti di tanto eruditi maestri, garantiranno un meritato riposo dalla fatica di ripetere queste strazianti lezioni di comportamento”. “Resta il rammarico, questo sì – continua Brunetta -, per una pagina triste di confronto democratico: è legittima la contrapposizione, e che il Governo si assedi dentro la mera logica dei numeri (risicati) sui quali ancora fonda la propria sopravvivenza. Ma non si può certo accettare che un esponente del Governo – e di questo Governo che di piroette e cambi di maggioranza in corsa sembra maestro – pretenda di imbonire un’aula parlamentare alla quale non è consentita alcuna replica su come debba esercitare il proprio diritto democratico all’opposizione”. “Ci rendiamo conto che è esercizio faticoso per il vice ministro Morando, ma la democrazia, quella vera e non quella recitata in qualche elegante salotto di benpensanti agghindati, non potrà mai dirsi compiuta fintanto che un Governo pretenda di dettare all’opposizione le proprie regole di comportamento”, conclude l’esponente azzurro.

“Se qualcuno pensa, dopo la sciatteria politica di aver cancellato i voucher con un tratto di penna” per paura di un referendum popolare, “adesso pensano di infilare dalla finestra cio’ che e’ uscito dalla porta”, reintroducendoli nella manovra di aggiustamento dei conti, “ci riterremo con le mani libere e non sentiremo nessuna responsabilita’ nei confronti del governo Gentiloni”. Lo dice Francesco Laforgia, capogruppo Mdp alla camera, nel suo intervento a ‘Fondamenta’ a Milano.

Sarebbe “singolare” se il Partito democratico lavorasse non per ma contro l’attuale governo: cosi’ alla DIRE il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, sulle prospettive per l’esecutivo di Paolo Gentiloni dopo l’elezione di Matteo Renzi a segretario del Pd. “Credo – sottolinea Della Vedova – che e’ nell’interesse del Paese e delle forze politiche che sostengono Gentiloni, a partire dal Pd, che il governo faccia bella figura e continui a lavorare, per altro sulla scia riformatrice dei tre anni precedenti, portando a casa il piu’ possible provvedimenti e riforme”. Secondo il sottosegretario, per conoscere le intenzioni di Renzi bisognerebbe “chiedere a lui”. Possibile, pero’, un giudizio di fondo: “Troverei singolare che la principale forza politica lavorasse non perche’ il governo faccia bella figura ma perche’ finisca”.

“Non siamo innamorati della continuità,avevamo chiesto una maggiore convergenza, ma dalle forze politiche c’e’ stata indisponibilità. La presa d’atto di questa situazione ha spinto le forze che compongono la maggioranza a formare questo governo”. Così ieri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nella replica in Senato al dibattito sulla fiducia. Il via libera è arrivato con 169 voti a favore e 99 contrari. M5S, Sinistra Italiana, Forza Italia e Cor hanno votato no alla fiducia. Al voto non hanno partecipato i verdiniani di Ala e la Lega. “Questo governo è nato in poco tempo per dare all’Italia istituzioni stabili e certezza in un contesto come quello attuale”, ha detto il premier, che ha elencato a Palazzo Madama le priorità dell’esecutivo: lavoro, Mezzogiorno, ricostruzione post-terremoto e questioni internazionali.

Quanto dura il governo Gentiloni? “Questo governo deve garantirsi che il Parlamento abbia fatto le leggi elettorali, risolvere il problema delle banche, vedere cosa ci dice l’Unione europea sulle banche e in questo stesso tempo, saranno mesi, correggere delle politiche. Sto parlando di cose che possono correggere l’incertezza e lo scontento che c’e’ tra la gente. Dico una questione su tutte: l’umiliazione del lavoro. Bisogna interessarsi di queste cose”, risponde Pier Luigi Bersani a margine di un seminario. “Non e’ questione di un mese di piu’ o di meno. E spero che questi mesi, pochi o tanti che siano, consentano al mio partito, alla mia gente di riprendere i contatti con la gente che ha dei problemi”, aggiunge.