Grillo

“Il trascorrere dei giorni evidenzia sempre piu’ la discrepanza fra strillare e fare ammuina dai banchi dell’opposizione e l’inadeguatezza del Movimento 5Stelle quando viene chiamato a governare. Quanto sta avvenendo a Roma e’ sotto gli occhi di tutti: non solo la questione rifiuti, ma anche la spregiudicatezza con cui ci si ricicla e si mandano i familiari ad occupare poltrone d’ogni genere. Se negli ultimi 36 mesi, quale che fosse il tuo precedente partito, hai sparato contro tutto o tutti, il grillino ti apre le porte e magari ti fa accoccolare su qualche poltrona. Se a destra non si riuscira’ ad elaborare un’offerta politica in grado di aggregare a se’ il popolo, uscendo dalla logica dei veti e dei rancori, senza scimmiottare il lepenismo all’amatriciana, Grillo e i suoi figuranti continueranno a vincere, nonostante i loro disastri”. Lo scrive, sull’odierno editoriale pubblicato su Il Giornale d’Italia, Roberto Buonasorte, responsabile organizzativo nazionale de La Destra.

“Oggi il centrodestra italiano deve scegliere: o sta col Ppe e la Merkel, oppure sta con Le Pen. Confalonieri l’ha fatto notare e ha ragione. Questi sapientoni di Forza Italia che sanno solo distruggere mi sembrano per meta’ incompetenti e per meta’ dilettanti allo sbaraglio. Perche’ oggi la grande questione non e’ tra sinistra e destra, ma tra il populismo nelle varie sembianze, da Le Pen a Grillo, e le forze responsabili”. Cosi’ il leader centrista Pier Ferdinando Casini in un’intervista alla Stampa. “Confalonieri esprime il buonsenso di chi deve far tornare i conti e, quando sente certe idiozie alla Salvini tipo uscire dall’euro, dice a Fi: ma vi rendete conto che, continuando a scuotere l’albero dell’anti-renzismo, alla fine ne raccogliera’ i frutti solo Grillo? Una prospettiva che Confalonieri non puo’ accettare, ma nemmeno Berlusconi. Difatti ha ripetuto piu’ volte che M5S per lui rappresenta il pericolo piu’ serio”. “Qualora il centrodestra assumesse i connotati di forza seria e responsabile, decisa a fare argine contro i populismi, verrebbero meno le motivazioni di tante divisioni. Se invece l’obiettivo fosse la demolizione di Renzi nella speranza di sostituirlo, beh, allora auguri”, dice Casini, convinto che “una volta cacciato Renzi, il pallino del gioco non tornera’ a destra. Se lo prendera’ M5S. Per cui – conclude – posso capire certi risentimenti del mondo berlusconiano nei confronti del premier, ma impostarci su una politica a me sembra follia”.

Così l’autorevole FT sul Movimento ‘Il fascino pericoloso del M5s in Italia” È’ un “Movimento populista, non e’ concorrente credibile per governare. Cosi’ titola in un editoriale il ‘Financial Times’, secondo cui “il movimento populista non e’ un concorrente credibile per governare il Paese”. Il risultato delle elezioni amministrative che hanno visto la vittoria del M5S a Roma e Torino sono “un colpo” al premier Matteo Renzi “in un momento delicato della sua premiership”, che ora “deve trovare uno slancio fresco dopo queste sconfitte se vuole consolidare il suo potere e spingere avanti con le riforme economiche che sono necessarie”, avverte il quotidiano finanziario. Nonostante alcuni elementi positivi portati dal M5S, come il fatto che siano due donne i due nuovi sindaci di Roma e Torino in un contesto politico ed economico “dominato da uomini di mezza eta’ e anziani” e la “forte posizione” contro la corruzione che in Italia “resta endemica”, “il partito fondato da Grillo e’ ancora molto lontano dall’essere un concorrente credibile a livello nazionale, non da ultimo per le sue politiche economiche incoerenti”. Le grosse contraddizioni della politica economica del M5S sono, sottolinea il Ft, l’essere a favore di un reddito di cittadinanza “ma senza spiegare come pagarlo”, volere un referendum sull’appartenenza dell’Italia all’eurozona “altamente destabilizzante per l’Italia e l’Europa”, e sostenere politiche fiscali concentrate “sull’abbassare le tasse e aumentare la spesa” che il Paese “non puo’ permettersi” visto il suo debito pubblico. Ora il M5S “sara’ testato” e dovra’ dimostrare di saper governare due delle piu’ grandi citta’ italiane, ma nonostante questo, conclude il Ft, il partito di Grillo “non e’ nemmeno lontanamente in grado di governare l’Italia”.

Con l’italicum, se il M5s vincesse al ballottaggio, “noi avremmo Grillo”. E’ l’estremo argomento che Eugenio Scalfari usa per convincere Matteo Renzi a cambiare la legge elettorale, prevedendo il premio di maggioranza a chi prende almeno il 50 per cento al primo turno. “Se tu non cambi la legge elettorale, io voto no al referendum”, minaccia Scalfari. Renzi non si fa convincere. E arriva a ‘difendere’ il leader M5s pur di salvare il principio della stabilita’ di governo: “Se vince Grillo e’ perche’ prende un voto in piu’. E’ per colpa nostra. E comunque Grillo non vince se siamo bravi, perche’ siamo piu’ credibili. L’idea di avere una legge elettorale che blocchi, secondo me non funziona”, dice Renzi. Il premier aggiunge rivolto alla platea: “Votano Grillo? Si prendono Grillo. E a Roma, se votano Raggi si prendono Raggi”. Il premier ha anche detto che sarebbe favorevole al termine dei due mandati imposti per legge