istituto nazionale di geofisica e vulcanologia

Continua a tremare la terra nel Centro Italia. Dopo il terremoto delle 19.10 di ierisono state circa 60 le scosse localizzate dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv. Tra il sisma di magnitudo Richter 5.4 e quella di magnitudo 5.9 di ieri sera – riferisce l’Ingv – si sono verificati 5 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 3.0. Successivamente al terremoto di magnitudo 5.9 e fino alle 23 italiane, sono stati 18 i terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 3.0. L’ultima forte scossa di magnitudo 4.4 è stata registrata alle 3.50. Continuano a registrarsi scosse: massima allerta della Protezione Civile e collegamenti tra gli organismi del Ministero dell’Interno e i vigili del fuoco per organizzare interventi tempestivi sul territorio

Il sisma che si è verificato alle 3.36 con epicentro ad Accumoli è stato caratterizzato da una magnitudo pari a 6.0 della Scala Richter, con una magnitudo momento coincidente, pari a 6.0 anch’essa, mentre quello che colpì L’Aquila nel 2009 ebbe una magnitudo Richter inferiore a 6 con una magnitudo momento stimata tra 6.2 e 6.3. Per questo il sisma del reatino “è stato più piccolo di quello dell’Aquila di circa la metà”, anche se ulteriori stime arriveranno presto. Lo ha spiegato Alessandro Amato, sismologo dell’Ingv, nel corso della conferenza stampa organizzata dall’Istituto di geofisica e vulcanologia. Per quanto riguarda la tipologia del sisma “è analogo a quello dell’Aquila del 2009 e a quello di Colfiorito del 1997”, ha specificato Amato. “Questo terremoto si può considerare il gemello di quello avvenuto nella stessa zona nel 1639 che è l’antenato di quello attuale”, ha aggiunto Daniela Pantosti, sismologa dell’unità di crisi Ingv.