liberi e uguali

Con il Pd “Sull’antifascismo, che e’ un principio costituzionale, siamo uguali. Ma ci dividiamo perche’ il Pd ha iniziato una politica non piu’ di sinistra su tanti atti parlamentari, per esempio il jobs act, la buona scuola e la riforma costituzionale o la legge elettorale”. Così il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, a Unomattina. “Aspettavamo qualche segnale di sinistra – ha aggiunto – che non c’e’ stato, quindi vogliamo ricostruire la sinistra per ricostruire il Paese”.

“Mi sono reso conto che tantissimi elettori di quel centrosinistra che ha saputo unire i riformisti se ne sono andati. L’unita’ del centrosinistra e’ un progetto e cammina sulle gambe, sul cuore e sulla testa delle persone, bisogna dare una casa, un riferimento a chi non si e’ ritrovato piu’ e non per rancori personali”. Cosi’ Vasco Errani, candidato al Senato per Liberi e Uguali, ha commentato il suo impegno con la nuova formazione nata alla sinistra del Pd. “Da riformista e uomo di sinistra di governo non potrei essere altrove – ha detto – vorrei tenere accesa un’idea, un punto di vista, una diversa idea di politica”.

Non possono di certo passare inosservate le parole intelligenti e disarmanti di Massimo D’Alema che, se non suonano come una resa, di certo rappresentano l’ammissione del fallimento di un’area politico-culturale, dello smarrimento della sua linea e della sua mission. Si, perché é stato proprio l’arrogante e intelligente lider Maximo D’Alema a dire che “Papa Francesco al momento è il miglior leader della sinistra anche perché la sinistra fatica”. E non é un caso che lo abbia detto nel corso della presentazione del libro ‘Cattolici senza partito?’ di Giorgio Merlo. D’Alema, oggi dirigente di Liberi e Uguali, parla del uovo progetto messo in piedi assieme al presidente del Senato Pietro Grasso ‘non vogliamo essere un club esclusivo di ex comunisti, ma un progetto aperto che deve accogliere anche i principi cattolici”. Nel vuoto e nelle divisioni della sinistra, Papa Francesco, con la sua difesa degli ultimi, con la sua critica al turbocapitalismo che crea disuguaglianze, con la sua lotta per il riconoscimento dei diritti sociali e civili, viene a colmare un vuoto politico lasciato dalla sinistra storica ma anche da quella più moderna e secolare. D’Alema ammette la sconfitta e lancia un appello a quel mondo cattolico sensibile ad alcuni temi. Un leader della sinistra di certo non inconsapevole, Bergoglio, che continua a svolgere un ruolo importante nella denuncia dei mali sistemici di oggi. Non si può non sottolineare il coraggio e l’onestà di D’Alema che ha molti difetti ma che sa chiamare le cose con il loro nome e assumersi la responsabilità di ciò che dice, di ciò che ha fatto e, soprattutto, di ciò che non ha fatto.

“I ministri dell’interno Minniti e della difesa Pinotti ci somministrano l’ultimo atto di una sequela di provvedimenti contra migrantes che confermano una linea politica precisa sui diritti umani: la loro mercificazione e relativizzazione. Sulla missione in Niger dicono che e’ di mero supporto e addestramento dei militari nigerini e allora perche’ inviamo ben 130 mezzi terrestri? Per militarizzare il confine con la Libia e bloccare le rotte dei migranti”. Lo afferma il deputato di Possibile, Andrea Maestri, esponente di Liberi e Uguali. “Ma al di la’ delle illusioni elettorali – aggiunge Maestri – i migranti troveranno altre strade per fuggire da guerre, persecuzioni e miseria, di cui l’Occidente ricco porta enormi responsabilita’. Saranno strade piu’ insicure e respingimenti verso paesi insicuri come il Sudan di Al Bashir. Dopo il Mediterraneo, cimitero d’acqua, avremo il deserto come nuovo cimitero di sabbia. E perche’ tutto questo? Per aumentare l’influenza strategica italiana in Africa, assecondare i desiderata dei partners moderati europei, usare il contenimento dei flussi migratori a costo di violare, direttamente o indirettamente, i fondamentali diritti umani in chiave elettorale”. “Sullo sfondo – conclude il deputato di Possibile – rimangono i campi di prigionia che l’Italia ha contribuito a riempire di esseri umani finanziando il lavoro sporco in mare della guardia costiera libica, gli accordi con gli presunti ex trafficanti, la guerra alle Ong. Minniti e Pinotti occupano la scena ma non fanno ne’ ridere ne’ piangere: rappresentano quella che Hannah Arendt chiamerebbe la banalita’ del male”

“Dentro Liberi e Uguali c’è un dibattito molto franco ed è evidente che la coincidenza elettorale con le elezioni politiche produca uno stress”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo a Zapping su Rai RadioUno e ha continuato: “Ma io confido nel fatto che credano nella bontà del lavoro di questi anni e soprattutto sulla necessità ora di una svolta possibile”. Zingaretti ha trattato il tema dei ocnti pubblici e della sanità. “Ora si può dare il colpo d’ala – ha aggiunto – Se la sinistra ci crede questo è il modo di realizzarla e io confido in un confronto sereno”.

‘Un favore alla destra’. ‘La ridotta minoritaria’. ‘La Sinistra irresponsabile’. ‘Un rischio per la tenuta del sistema’. Sono solo alcune delle definizioni che vengono usate in queste ore, su Liberi e Uguali e sul percorso che abbiamo iniziato ieri. Vuol dire che unendo le forze di sinistra, stiamo facendo una cosa non accomodante, non rassicurante per coloro che rassicuravano il Paese negli anni delle politiche disastrose. Stiamo indicando una alternativa, stiamo facendo la cosa giusta”. Lo afferma Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana ed esponente della lista Liberi e Uguali.

La nascita di Liberi e Uguali rischia di “rendere piu’ difficile al centrosinistra la competizione con il populismo e la destra”. Lo ha detto Piero Fassino, presidente del Cespi (Centro Studi di Politica Internazionale) e di recente incaricato dal segretario Pd, Matteo Renzi, di tenere i rapporti con le varie anime del centrosinistra, a margine di una conferenza sui migranti nella sede di Bruxelles del Parlamento Europeo.
Se “l’obiettivo della nuova formazione politica nata ieri”, Liberi e Uguali, “e’ quello di puntare al 10%, io dico che con il 10% non si vincono le elezioni. Per vincerle ci vuole un consenso piu’ ampio. E presentarsi da soli ha come unico effetto quello di rendere piu’ difficile al centrosinistra la competizione con il populismo e la destra”, ha detto. Il Pd, ha aggiunto, continua a “lavorare sull’unita’, tanto e’ vero che stiamo costruendo una coalizione di centrosinistra, insieme a Pisapia, a forze del centro democratico, abbiamo aperto un confronto con Emma Bonino e la sua lista ‘Piu’ Europa’, con i socialisti, con i Verdi”.
L’obiettivo e’ che “il centrosinistra si presenti largo, inclusivo e sia in grado di raccogliere una fiducia ampia. Riteniamo che questa coalizione sia l’unica che puo’ davvero evitare che l’Italia possa cadere preda della destra o del populismo”.