Marco Biagi

“Era il 19 marzo 2002 quando il Professor Biagi tornava, come d’abitudine, in bicicletta a casa nella sua Bologna. Quella sera ad attenderlo c’era un commando di terroristi delle Nuove Brigate Rosse che lo uccise. Fu cosi’ bruscamente messa la parola fine all’esistenza di un uomo che era ancora giovane e nel pieno della sua vita e, anche, all’impegno di un brillante studioso, stimato ben oltre i confini nazionali”. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, al convegno ‘Un welfare della persona per completare il processo riformatore di Marco Biagi a 15 anni dalla sua scomparsa’. Ha continuato Grasso: “Sono stati anni di dolore per i familiari, i colleghi, gli amici, gli studenti; di processi che si sono protratti fino al terzo grado di giudizio e che hanno individuato e condannato i responsabili di quell’efferato omicidio; sono stati anche anni nei quali gli studi, le idee e le proposte del professore hanno continuato a influenzare il dibattito sul welfare e sul mercato del lavoro”.

“L’assenza di un sussidio universale in Italia non ha significato l’assenza di una politica per la poverta’. La via italiana, influenzata dalla cultura cristiana, e’ consistita negli interventi di prossimita’ realizzati dall’associazionismo, civile o religioso, in collaborazione con le municipalita’. Anche la prestazione monetaria promessa dal Governo con il ddl all’esame del Senato si collega con programmi personalizzati di inclusione, disegnati in prossimita’. Anzi, a mio avviso, la erogazione dell’assegno “romano” dovrebbe essere condizionata al consenso del Comune onde evitare che alimenti un eventuale stato di dipendenza da alcool o droghe”. Lo scrive Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato, nel blog dell’Associazione amici di Marco Biagi (www.amicimarcobiagi.com). “La legge, opportunamente corretta – prosegue -, puo’ quindi essere approvata rapidamente con un contenuto dispositivo se corredata da adeguata copertura. Il ddl non e’ “fermo” in Commissione in quanto, dalla trasmissione della Camera, ne e’ stato preparato l’esame con le usuali audizioni. Ora non avrebbe senso alcuno un decreto legge mentre il disegno di legge in seconda lettura potrebbe essere tempestivamente approvato”.