marco Minniti

Per affrontare la questione migratoria, occorre innanzitutto “cancellare la parola emergenza dalla politica dell’immigrazione”.
Lo ha detto a Bruxelles il ministro degli Interni Marco Minniti. “Non si affronta una grande questione strutturale come questa a politiche dell’emergenza”, ha aggiunto nel suo intervento a una conferenza sulla inclusione finanziaria dei migranti al Parlamento europeo.

Una commissione del Ministero dell’Interno “per il monitoraggio delle elezioni siciliane”. A chiederla al ministro Marco Minniti è il Governatore siciliano Rosario Crocetta. “Caro Ministro – si legge nella lettera – Io non so se L’Osce, sia o no competente al monitoraggio delle elezioni regionali siciliane, ma certamente dopo la presentazione delle liste in Sicilia e i gravi fatti che hanno riguardato l’arresto di alcuni candidati, l’opinione pubblica siciliana si domanda se oggettivamente sia possibile fare qualcosa per impedire che le prossime elezioni siano caratterizzate da un massiccio voto di scambio”. “Da circa dieci anni non accadeva, in Sicilia, oltre all’imponente inquinamento di alcune liste, che soggetti indagati e persino condannati per mafia partecipassero apertamente all’agone elettorale – dice -Occorre fare qualcosa per impedire che le le elezioni del 2017 sanciscano la legittimazione politica della Mafia. D’altra parte, anche la stessa Commissione nazionale Antimafia ha accertato la candidatura di impresentabili nelle liste, che è poca cosa rispetto a diversi condannati per mafia che intervengono, in divieto di legge, a comporre le liste e a sostenere candidati”. “Mentre sto valutando se la Regione siciliana abbia competenza a chiedere, in forza dell’autonomia speciale, l’intervento dell’Osce, Ti chiedo di istituire una commissione speciale composta da prefetti per il monitoraggio delle prossime elezioni siciliane. Cordiali Saluti, conclude la lettera di Crocetta.

“La cooperazione tra governo nazionale e sindaci e’ un elemento cruciale per quanto riguarda sicurezza e immigrazione “. Lo ha detto il ministro degli interni Marco Minniti intervenendo alla nona edizione della Scuola per la democrazia, il corso di alta formazione politica rivolto a giovani amministratori locali al di sotto dei 35 anni, organizzato dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta e dall’associazione Italiadecide di Luciano Violante in collaborazione con AnciGiovani. “Attraverso il rapporto sicurezza e immigrazione- ha aggiunto- si puo’ leggere un nuovo modello di stato democratico. La democrazia non puo’ inseguire questi fenomeni ma deve governarli”.

“Nei primi otto mesi di quest’anno la guardia costiera libica ha salvato piu’ di 16 mila persone”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, parlando di immigrazione durante un intervento sulla sicurezza e la solidarietà ad Aci Castello, in provincia di Catania, a sostegno del candidato del centrosinistra a presidente della Regione siciliana, Fabrizio Micari. E riguardo ai flussi migratori Minniti ha dichiarato: “Abbiamo, tra virgolette, un segnale di governo dei flussi. Non era scontato che questo avvenisse, non e’ scontato che questo permanga. Noi siamo di fronte a una stabilizzazione del dato, ma questo e’ molto importante perche’ potere gestire e governare una politica dell’accoglienza e’ un punto cruciale per ogni singolo Paese perche’ per governare i flussi significa cancellare la parola emergenza”. Ha continuato il ministro: “Non so se porteremo a compimento questo disegno. Ce la stiamo mettendo tutta”.

“Il tema della sicurezza delle periferie è una priorità per il Viminale e su questo stiamo già operando: abbiamo predisposto l’operazione ‘Periferie sicure’ che ha riguardato numerose città in Italia. Sono state utilizzate 12 mila unità di polizia e sono state controllate 55 mila persone: 327 sono state arrestate mentre sono state applicate 123 misure di prevenzione. Lo ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.
“Sempre nell’ambito del piano sono stati effettuati controlli su 10 mila veicoli, di cui 57 poi sequestrati. Inoltre sono stati sequestrati 700 chili di hascisc, 90 di marijuana, 9 di cocaina e 2 di eroina”, ha aggiunto Minniti. Nel corso dell’operazione ‘Città sicure’ “sono state utilizzate 3.600 unità di polizia e sono stati attivati 1300 posti di controllo: i risultati sono 13 mila persone identificate, di cui 50 arrestate per reati contro il patrimonio o legati agli stupefacenti. Inoltre – ha concluso il ministro – sono state controllate 56 mila auto che hanno portato a 138 denunce”.

“Marco Minniti, il burocrate nell’ombra diventato il ‘Signor Anti-migranti’ in Italia”, titola cosi’ Le Monde nella sezione Internazionale del suo sito, in un articolo che fa il punto sulla gestione del fenomeno migratorio da parte del ministro dell’Interno italiano. In un ritratto non molto generoso, il quotidiano francese cerca di mettere in luce i perche’ dell’ “ascesa spettacolare” di Minniti, “puro prodotto del Partito Comunista”, che nel giro di poche settimane “in modo sorprendente si e’ trasformato da vecchio leone della politica a uomo nuovo”. La testata lo presenta letteralmente come un “ufo nel paesaggio politico italiano (..) discreto per non dire segreto”, poiche’ poco presente in televisione e “invisibile” sui Social. Evidenziando poi la diffidenza del ministro nei confronti dei giornalisti, “Le Monde” precisa che Minniti “non ha mai dato seguito alle nostre richieste di interviste”. Il quotidiano riferisce della vicenda della poltrona vuota, quella di Minniti, al Consiglio dei ministri dello scorso 7 agosto, e delle “chiamate senza risposta” del ministro, che sembrava essere scomparso dalla scena politica, facendo sospettare le sue possibili dimissioni.

“Non ho mai cambiato partito: sono entrato giovanissimo in un partito, il Pci, magari ho contribuito nella mia vita a cambiare o migliorare qualche partito, ma non ho mai cambiato partito e non lo cambiero’ mai”. Marco Minniti, ministro dell’Interno, ha risposto cosi’ a chi gli chiedeva un commento sulla scissione di Mdp e di Massimo D’Alema, al quale e’ stato in passato molto vicino, in particolare. “La prima cosa che mi dicevano quando ero giovane dentro il partito – ha raccontato Minniti – e’ che non bisognava mai dire ‘meglio pochi ma buoni’, perche’ l’obiettivo di una grande forza politica e’ governare un paese”.

Non e’ nuovo il medico Gino Strada a esternazioni di cattivo gusto e a dissertazioni sulla politica, sulla globalizzazione, sulle armi, sulla pace, sulla guerra e sul sesso degli angeli. Definire il ministro degli Interni Minniti, Marco Minniti, ‘uno sbirro’ non solo la dice tutta sulla concezione che ha delle forze dell’Ordine, delle istituzioni e della politica, ma lo connota ancora una volta come uno che parla a vanvera, accusando e attaccando in modo pregiudiziale e ideologico, in assenza di argomentazioni. Non meno responsabili di lui sono tutti quelli che in tv (Fabio Fazio e company) hanno contribuito alla santificazione di Gino Strada e di Emergency, la sua associazione umanitaria fondata nel 1994. Marco Minniti e’ un ministro che si trova ad affrontare, con pochi mezzi e in sostanziale solitudine, un fenomeno epocale qual e’ quello dei migranti. Una vera e propria Emergency.

“L’Italia ha affrontato una situazione difficile: da inizio anno c’è stato un più 70% di incendi, con una media di oltre 1000 interventi al giorno”, lo ha detto ieri il ministro dell’Interno Marco Minniti che ha presieduto il Comitato nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di Ferragosto. Minniti ha ringraziato la protezione civile e tutte le forze dell’ordine per il lavoro svolto a difesa del territorio, e ha ricordato che “alle Regioni spetta per legge la responsabilità primaria in questo campo e vogliamo farlo sempre più”. Ha osservato il responsabile del Viminale: “Gli incendi sono dovuti in parte da imperizia, in parte da negligenze comportamentali, come l’incendio nel Gran Sasso, in altri casi c’è un vero e proprio disegno criminale di singoli, in alcuni casi anche di volontari”. Ed ha aggiunto: “Abbiamo messo in campo oggi un elemento di maggiore controllo del territorio con la protezione civile e l’Arma dei carabinieri che faranno uso di nuove tecnologie”.

“Le Ong che non hanno voluto firmare il protocollo con l’Italia devono essere escluse dal sistema di soccorso, altrimenti aggiungiamo la farsa alle tragedie. La linea del Ministro Minniti e’ quella corretta e negli altri componenti del governo dovrebbe esserci il rammarico di non averla seguita gia’ durante il governo Renzi, piuttosto che il dubbio se procedervi ora”. Lo scrive su Facebook Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica.