marco Minniti

Marco Minniti viene unanimemente riconosciuto – ad eccezione delle frange estreme dei partiti di destra che devono strumentalizzare la materia – un ottimo ministro dell’Interno. Minniti spicca nel panorama politico perché parla di cose che conosce da vicino. In un contesto come quello attuale, con una emergenza migranti che riusciamo a malapena a gestire per mancanza di risorse umane e finanziarie, Minniti tiene la barra dritta, ben consapevole dei problemi che deve affrontare. In lui nessun fanatismo e nessuna presunzione di infallibilità. E’ un uomo di buon senso, che sa ascoltare e decidere. Il Ministero che presiede deve fare i conti anche con le attività di prevenzione contro il terrorismo islamico e fronteggiare l’escalation di violenza sociale che da più parti emerge nel territorio. Minniti ha da sempre studiato la materia, da appassionato qual é di tutto ciò che riguarda la Difesa e la Sicurezza. In un momento come quello che viviamo, di incertezza politica e di sbandamento istituzionale, Marco Minniti all’Interno é una buona notizia.

“Grazie al prezioso lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Cosenza, diretta dal dr. Mario Spagnuolo e dall’Arma dei Carabinieri, è stata individuata e bloccata un’organizzazione che sfruttava i migranti ospitatati in due centri di accoglienza per impiegarli in lavori in nero come braccianti e pastori in diverse aziende agricole del luogo”. Lo comunica in una nota il Viminale, aggiungendo che “Per la prima volta è stato contestato ai responsabili il nuovo reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”.
Ha sottolineato il ministro dell’Interno Marco Minniti: “E’ nostro interesse garantire la massima trasparenza nella gestione dei centri per i migranti e per questo ho disposto l’insediamento al Viminale di un Osservatorio permanente per il monitoraggio delle strutture di accoglienza su tutto il territorio nazionale che, avvalendosi di personale altamente specializzato e formato per lo specifico obiettivo, riferirà al ministro dell’Interno degli esiti e delle verifiche effettuate”.
Un piano di ispezioni partirà nei prossimi giorni presso tutte le strutture, con un programma di 2.130 controlli ai centri di accoglienza, compresi quelli attivati in via d’urgenza.
“Ai primi di marzo – ha spiegato il ministro – è stato predisposto il contratto tipo, concordato con l’Anac, che regola ogni appalto per la fornitura di beni e servizi, relativo alla gestione e al funzionamento dei centri per l’accoglienza dei migranti, che rappresenta uno strumento innovativo per assicurare l’uniformità delle procedure e la tutela dell’imparzialità e della trasparenza in aderenza ai principi dell’economicità e della concorrenza”. Minniti ha aggiunto che “con riferimento a tali principi, tutte le procedure di affidamento della gestione dei servizi di accoglienza e dei lavori di realizzazione delle strutture recettive, dovranno essere pubblicate sui siti istituzionali delle prefetture”.

“La forza di una democrazia non è quella di impedire, ma di garantire a tutti la libertà di poter esprimere le proprie opinioni”. Lo afferma in ministro dell’Interno, Marco Minniti in una intervista al settimanale Tempi dal titolo ‘Come sono diventato Minniti’, in cui parla della sua esperienza al Viminale. “Sono stati -spiega- tre mesi di corsa, ma parlo solo se ho qualcosa da dire”. “La parola serve per spiegare quello che hai già fatto, non quello che vuoi fare”. Per certi aspetti a qualcuno ricorda Francesco Cossiga di cui racconta: “È stato un amico, come si può essere amici tra chi ha una certa distanza di età. C’è un episodio che lui stesso raccontò quando andai a casa sua a chiedergli di votare il sostegno al governo Prodi. Non ci crederete, ma il colloquio si svolse in bagno”. Dell’ex segretario-premier Matteo Renzi, che ha una storia politica lontana anni luce per studi e tradizione da quella di Minniti, l’inquilino del Viminale dice “è un riformista in grado di incarnare quel progetto”. Scorrendo le vicende odierne passa in rassegna la fuga di Pier Luigi Bersani, Massimo D’Alema, e di tutti i compagni che hanno lasciato il Pd. Ha sofferto l’uomo della ragion di Stato? “Sì – Perché quelli sono stati gli amici di una vita. Dico amici e non compagni perché ritengo che amico sia un tantino più importante di compagno. Però vorrei dire una cosa: chi si è impegnato a fondare il Pd sapeva benissimo che la parola unità è la sua ragione fondativa”. E conclude: “Se c’è qualcosa che non convince io mi alzo e me ne vado”.

“Anche questa assemblea e’ solidale con il Regno Unito e vicina alle vittime che hanno perso la vita a Londra: siamo vicini al popolo inglese”. Lo ha detto a Firenze il ministro dell’Interno Marco Minniti, aggiungendo che siamo davanti ad una “minaccia che e’ sempre piu’ imprevedibile: abbiamo il lupo solitario che si auto innesca e non e’ collegato ad una centrale di comando”. Il ministro ha aggiunto che h”serve l’intelligence e serve il controllo del territorio che non si puo’ fare da Roma perche’ non e’ possibile un unico modello di sicurezza: bisogna parlare con i sindaci e insieme costruire un modello di sicurezza efficiente”. Secondo Minniti serve “il decreto sulla sicurezza il cui senso e’ avere un’alleanza strategica per cambiare lo Stato”.

“Proporrò che si arrivi ad una significativa riduzione di tempo per definire lo status di rifugiato, due anni di tempo producono uno stress nella capacità di accoglienza difficilmente gestibile. Servono modifiche legislative e un aumento di risorse per le commissioni che valutano ma i tempi vanno drasticamente abbattuti”. Lo annuncia il ministro dell’Interno, Marco Minniti, nel suo intervento all’assemblea degli amministratori del Pd a Rimini.

La “proposta” del governo sui migranti “non accetta l’idea che ogni immigrato e’ un terrorista. E’ esattamente l’opposto”. Lo dice il ministro dell’interno Marco Minniti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Contesto l’affermazione dell’Italia come ‘porta girevole del terrorismo’. Il nostro e’ un sistema che funziona, ma che puo’ certamente essere migliorato”. Lo dice Marco Minniti, ministro dell’Interno, in conferenza a Palazzo Chigi. “Ricordo ‘Sliding doors’- prosegue il ministro- uno straordinario film che parlava delle casualita’ della vita. Quelle sono le porte girevoli che mi piacciono, quelle delle imprevedibilita’ della vita”.
“La severità nei confronti dell’irregolarità consente di essere più forti sul terreno dell’integrazione. Non è solo un problema di ordine pubblico ma intacca gli equilibri delle nostre democrazie”. Così il ministro presentando il lavoro della Commissione di studio sul fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista.