Marra

Virginia Raggi rischia di finire a processo per la nomina in Campidoglio di Salvatore Romeo e per quella del fratello di Raffaele Marra, Renato. La sindaca ha ricevuto oggi l’avviso di chiusura indagine a suo carico per entrambi i fascicoli: secondo la procura di Roma da parte della prima cittadina ci fu abuso d’ufficio nella nomina del capo della sua segreteria politica, Salvatore Romeo. Mentre per quanto riguarda la nomina del vigile urbano Renato Marra a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio, Raggi è accusata di falso in atto pubblico per aver dichiarato che aveva deciso lei da sola ogni dettaglio di tale nomina, senza consultare l’allora capo del personale del Campidoglio Raffaele Marra, fratello di Renato.

“Mi fa piacere che il processo arrivi a rito abbreviato perche’ non riguarda M5S, ma Marra e Scarpellini e spero che quel signore faccia i nomi di chi ha finanziato” in tutti questi anni. Lo ha detto Luigi Di Maio alla trasmissione Agora’ su Rai 3 parlando del caso di Roma. Il vicepresidente della Camera ha ricordato che – pur considerando la scelta di Marra un errore riconosciuto del passato – era stato chiesto di rimuoverlo dall’incarico. “Marra e Romeo – ha continuato il deputato pentastellato – erano dipendenti di Roma capitale e lavoravano anche con Marino e Alemanno. Gli errori si faranno sempre, come gli altri. Bisogna capire se questi sono in malafede o buonafede. Questo e’ in buonafede senno’ avremmo chiesto la rimozione della sindaca”.

“Gli offrii di entrare al Gabinetto del ministero dell’Agricoltura come assistente e quando poi arrivai in Campidoglio mi chiese di tornare a lavorare vicino a me. Gli affidai il Dipartimento delle Politiche abitative, ma era diventata una persona ingestibile e pretendeva di entrare nel Gabinetto. Dopo un anno della nostra amministrazione, se ne ando’ prima in Rai e poi alla Regione Lazio con la Polverini”. L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno in un’intervista a Presadiretta nell’inchiesta “Il sacco di Roma” in onda oggi su Rai3 alle 21,15 parla di Raffaele Marra, l’ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi arrestato a meta’ dicembre con l’accusa di concorso in corruzione. Alemanno ammette di aver avuto contatti con Marra anche quando questi era nella squadra della sindaca Raggi: “Quando vedevo che veniva utilizzato per creare un collegamento tra la destra e l’amministrazione Raggi, io l’ho chiamato e gli ho detto ‘se vuoi faccio una dichiarazione in cui dico che tu non c’entri niente con noi’, come poi ho fatto”.

“Questa era una crisi annunciata. Tutta l’opposizione grillina, così come tutta la loro campagna elettorale, è stata incentrata su affermazioni astratte, non considerando che un conto è fare opposizione, un altro è prendersi la responsabilità di governo”. Così l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno a proposito della precoce crisi che investe la giunta di Virginia Raggi”. Alemanno si dice sorpreso dalle “profonde divisioni del Movimento 5 Stelle, con correnti e veleni tipici dei vecchi partiti. Tutto questo, unito all’inesperienza, può andare a far sbattere la Raggi molto prima del previsto. Quello che emerge chiaramente è che il Movimento 5 Stelle è totalmente privo di classe dirigente ed è costretto a ‘prendere’ un po’ ovunque. Una vera armata Brancaleone”. Con Raffaele Marra, Alemanno afferma di non avere “più rapporti dal 2010, salvo qualche telefonata di auguri per le feste. Ma non posso accettare l’idea che un funzionario pubblico sia marchiato a vita solo perché ha collaborato per un periodo con me”. Quanto al Pd, l’ex primo cittadino dice che gli piacerebbe che “facesse un serio esame di coscienza e si assumesse le proprie responsabilità nell’aver lasciato dopo tre anni di Marino una città allo sbando. Penso anche che i romani, guardando alle ultime tre amministrazioni, a quella Alemanno, a quella di Marino e a questa della Raggi, comincino a fare dei paragoni e a riabilitare tutto il lavoro che in cinque anni di governo abbiamo fatto”.