Mons Galantino

Mettere in contrapposizione poveri e migranti “e’ fuori posto, vuol dire continuare ad alimentare una guerra tra poveri e le guerre tra poveri in genere servono soltanto ai furbi”. Lo dice Mons. Nunzio Galantino, segretario generale Cei, a margine della tavola rotonda “Da mani pulite a Cantone: il valore delle regole”, organizzata da Gianluca Maria Esposito professore di diritto amministrativo e direttore della scuola anticorruzione e appalti dell’universita’ di Salerno. La Chiesa ribadisce ufficialmente la sua posizione contro chi, politicamente, si scaglia contro il migranti additando il pericolo della sicurezza e contrapponendoli ai poveri del nostro Paese.

“Le circostanze nelle quali oggi il cattolico si trova a fare politica sono molto più complesse del passato. Ma questo non giustifica il continuare a camminare – pur militando legittimamente in compagini diverse – a ranghi sparsi senza il desiderio concreto di ritrovarsi per definire azioni comuni ispirate alla Dottrina sociale della Chiesa”. Lo scrive nella sua rubrica settimanale sul Sole24Ore il segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), mons. Nunzio Galantino. “I cattolici che sono in politica si conoscono tutti tra loro. Si conoscono per nome, cognome e storia politica. Possibile che si faccia tanta fatica a ritrovarsi insieme per non morire asfissiati e circondati da pacifica irrilevanza in un clima culturale che sembra inesorabilmente votato alla marginalizzazione dei valori evangelici e alla dittatura del pensiero unico?”. La Chiesa “anche grazie all’impegno politico di uomini e donne ben strutturati spiritualmente e culturalmente, è chiamata a darsi un’Agenda di azioni innovative integrandosi con prassi pastorali già ampiamente sperimentate in giro per l’Italia nel segno dell’umanesimo cristiano”.

“Ha ragione Monsignor Nunzio Galantino: spesso i partiti inseguono Grillo sul terreno dell’antipolitica, ottenendo l’effetto di moltiplicarne l’attendibilita’. Serve invece rigenerare la politica con programmi e persone nuove”. Cosi’ Gianfranco Rotondi, segretario di Rivoluzione Cristiana, che annuncia una svolta in rosa del suo partito, che avra’ responsabili provinciali e regionali tutti di sesso femminile “come le donne cattoliche dei comitati civici del ’48”.