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La notizia della nomination di ‘Fuocoammare’ agli Oscar “mi ha dato un brivido che e’ stato meraviglioso”. Lo ha detto il regista del docu-film sugli sbarchi dei migranti a Lampedusa, Gianfranco Rosi, intervenendo in una conferenza stampa a Roma, nella sede di Rai Cinema. Rosi ha aggiunto di dedicare la nomination a Lampedusa, sottolineando che la pellicola “e’ arrivata dove doveva arrivare”. “Provo una grandissima emozione – ha detto a caldo il regista – e’ stato un anno stupendo, da Berlino (dove il documentario ha vinto l’Orso d’oro, ndr), in 64 Paesi, ora il messaggio del film esiste”. Rosi ha anche spiegato che per lui la meta era la candidatura agli Oscar e che oggi “e’ quindi una grande festa”.

Usa. Donald Trump accetta la nomination a candidato repubblicano per la corsa alla Casa Bianca e promette: “Sarò la voce di chi non ne ha, con me il Paese tornerà sicuro. La differenza più importante tra le nostre proposte e quelle dei nostri avversari è che noi mettiamo al primo posto l’America. L’americanismo, e non il globalismo, sarà il nostro credo”. Così Donald Trump nel suo intervento di accettazione dell’investitura del partito repubblicano per la corsa alla Casa Bianca, dal palco della convention di Cleveland. Secondo il tycoon newyorkese, “finché saremo guidati da politici che non mettono l’America al primo posto, potete star certi che gli altri paesi non ci tratteranno con rispetto. Tutto questo cambierà nel 2017. Il popolo americano verrà di nuovo prima di tutto il resto”. Ricordando che la povertà sta aumentando, i redditi delle famiglie sono sempre più in calo e il deficit commerciale è ai minimi storici, Trump ha spiegato di voler rappresentare le persone ai margini della società, le “vittime di un sistema truccato”. “Ho visitato i lavoratori licenziati dalle loro industrie, e le comunità distrutte dai nostri terribili e ingiusti trattati di commercio. Questi sono gli uomini e le donne dimenticati del nostro Paese. Gente che lavora duro, che non ha voce”, ha spiegato il magnate newyorkese che ha poi promesso di mettere fine a tutti quei trattati di commercio che hanno indebolito i lavoratori americani.