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L’agenzia internazionale Fitch rende noto che ha abbassato il rating dell’Italia da ‘BBB+’ a ‘BBB’. L’outlook e’ ‘stabile’. L’agenzia afferma che i rischi di un “governo debole o instabile sono aumentati” e prevede una crescita del Pil per l’Italia dello 0,9% nel 2017 e dell’1% nel 2018.
Fitch sottolinea il “fallimento” sul fronte della riduzione dell’elevatissimo livello del debito pubblico che “espone maggiormente il Paese a potenziali shock sfavorevoli”. Nella nota l’agenzia spiega che “Le debolezze delle banche” italiane aumentano i rischi al ribasso per l’economia e le finanze pubbliche e che l’outlook per il settore bancario è “negativo”.

Moody’s ha modificato l’outlook sulle banche italiane da stabile a negativo. Lo rende noto l’agenzia di rating, legando il giudizio “alle maggiori necessità di capitale e all’indebolimento della fiducia”. In particolare, “Il riconoscimento delle perdite deprimerà la redditività del settore bancario italiano ed eroderà la dotazione di capitale nei prossimi 12-18 mesi”. A pesare è anche la perdita di fiducia dopo la vittoria del no al referendum costituzionale.

L’agenzia internazionale Moody’s ha abbassato l’outlook sul rating dell’Italia da stabile a negativo, confermando il giudizio Baa2 dopo l’esito del referendum costituzionale con la vittoria del No e l’apertura della crisi di Governo che ha aperto un periodo di incertezza nel Paese. L’agenzia di rating ha indicato i “lenti ed esitanti progressi” riguardo alle riforme economiche e fiscali in Italia. Per Moody’s le prospettive in campo economico sono “ulteriormente peggiorate” con la vittoria del No al referendum di domenica 4 dicembre. Gli esperti osservano prospettive di crescita “deboli nel medio termine”.