palinsesti Rai

‘Ma dove vado? Un passo indietro? Un passo di lato? Ma dove vado? Il movimento ce l’ho dentro. E’ impossibile uscire da una cosa che hai creato, e’ come quando sei dentro al jazz. E’ cosa tua”. Beppe Grillo sembra porre fine cosi’ alle voci che vorrebbero accreditare un disimpegno dalla prima linea da parte del cofondatore del M5S. Anche davanti a personalita’ che stanno crescendo nel Movimento come Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. ‘La cosa che si denota e’ che questi ragazzi vicino a me sono diventati grandi leader, opinion leader e trascinatori di massa… Mettono quasi paura… Anche dal punto di vista psichiatrico”, ha scherzato. Una quasi ‘incoronazione’ alla quale manca pero’ la corona che Grillo si tiene stretta pur porgendola alla platea quando spiega che le battaglie politiche dipendono dalla gente: “Italiani, noi abbiamo cominciato, ora la palla e’ vostra. Questo e’ il vostro momento di dire No. Oggi il No e’ la forma piu’ bella e gloriosa di fare politica”. E non c’e’ nulla di impossibile, assicura: “sette-otto anni fa, io e un manager dell’Olivetti che oggi avrebbe dovuto stare qua ma che non c’e’ piu’ – ha detto ricordando cosi’ Gianroberto Casaleggio -, abbiamo capito che la parola ‘impossibile’ non esiste”. Non impossibile, estende il concetto, come fare fronte alla “stratificazione di merda galattica” che il MoVimento ha trovato nella Capitale: “A Roma abbiamo trovato una stratificazione di merda galattica di tutte le qualita’…. Ma la Raggi e gli assessori sono determinati, e ce la faremo. Ora il centro e’ pulito, abbiamo trovato anche 24 milioni di euro per aggiustare gli autobus rotti, e ci siamo accorti che sabotavano anche il riciclo dei rifiuti”. Sabotaggi anche mediatici cui devono far fronte i cinquestelle. Uno di questi e’ – denuncia in questo caso Di Battista – quello della Rai targata Tg1: “Quando ho capito che Renzi avrebbe occupato i media sui referendum perche’ disperato e frustrato per l’eventuale esito del referendum costituzionale – ha arringato la piazza l’ideatore del tour ‘coast to coast’ – ho capito che non potevo stare a casa ad agosto e dovevo muovermi. Ecco perche’ oggi il Tg1 va boicottato”. Dopo critiche, anche dure a Benigni, Napolitano, Renzi, Verdini e Boschi, Di Battista ha denunciato come questo governo stia distruggendo lo stato sociale: “mai – ha detto – Berlusconi lo ha fatto come questi che lo fanno col pugno chiuso e chiamandosi compagni tra di loro…”. “L’unico argomento che possono citare – ha detto a sua volta Di Maio sempre riferendosi al governo – sono le riforme, ma lo fanno mentre fanno macelleria sociale. Ci sono nove milioni di poveri in Italia e 380 imprese che muoiono ogni giorno eppure parlano solo di riforme…”.

“Voto no ai palinsesti Rai perché offre l’immagine di un’Azienda ‘monocorde’, che esclude la differenza e il confronto, cancellando la satira e la controinformazione”. Questa in sintesi la posizione espressa all’Adnkronos da Carlo Freccero nella giornata in cui il consiglio è chiamato a esprimersi sui palinsesti della prossima stagione che proprio domani a Milano saranno presentati agli investitori pubblicitari. “Gli appunti che voglio fare qui ai nuovi palinsesti, non riguardano le singole reti – spiega il consigliere di Viale Mazzini – quanto l’immagine globale di Rai che scaturisce dalla loro somma. E l’immagine che percepisco io è un’immagine insufficiente proprio riguardo all’informazione. Gli eventi recenti, come la Brexit, sono testimonianza del bisogno di intervenire di volta in volta con servizi giornalistici tempestivi e di avere a disposizione contenitori flessibili che permettano di commentare gli eventi in diretta”. “I palinsesti Rai che ho potuto visionare – sottolinea Freccero – conservano un solo contenitore d’informazione in prima serata: Semprini su Rai3. Non sappiamo neanche se questa nuova forma di talk si presterà a questo scopo. Attualmente l’unico programma di commento politico trasferibile, in caso di eventi in prima serata, è il ‘Porta a Porta’ di Vespa. Ma non possiamo affidare la politica a un’unica voce. E arriviamo così al secondo punto critico rispetto all’informazione. L’abbandono della lottizzazione delle reti ha sicuramente aspetti positivi, almeno perché sembra sottrarre la tv all’ingerenza dei partiti. Ma può essere letta anche in chiave critica come affermazione del pensiero unico. I conduttori di trasmissioni politiche e d’informazione sono tutti inquadrabili nella linea ‘ultra renziana’ de La Repubblica di Calabresi e de Il Foglio di Cerasa. Insomma, una molteplicità di conduttori non significa necessariamente confronto tra opinioni diverse, se queste opinioni sono riconducibili ad una visione unica delle cose ed a una valutazione unanime degli eventi”. “Preso atto altresì che le decisioni dei direttori di Rete vanno rispettate – prosegue il consigliere – io proporrei di intervenire sull’armonizzazione dei palinsesti per restituire visibilità a quel poco d’informazione dissidente che, nonostante tutto, sopravvive in Rai. Mi riferisco a Gabanelli e Iacona, relegati in nicchie di programmazione che ne annullano di fatto la visibilità. E che rappresentano veri e propri errori grammaticali dell’armonizzazione, perché non valorizzano programmi che comunque, oltre ad essere dissenzienti rispetto alla linea editoriale prevalente, presentano comunque costi di produzione che ne richiedono la migliore valorizzazione”. Aggiunge Freccero: “Concludendo – siamo di fronte ad una Rai monocorde. Le poche voci divergenti sono di fatto occultate nelle pieghe di un palinsesto di un pensiero unico televisivo tanto patinato da rivelarsi superficiale”.