Pannella

“Marco Pannella e’ stata una forte individualita’ politica, l’inventore e il leader di un partito e di un movimento militante, nato per stare in una continua mobilitazione combattente, un partito sui generis”. Questo il ricordo di Giorgio Napolitano ad un anno dalla morte di Marco Pannella, una testimonianza “di verita’ e non edulcorata per l’occasione”, oggi a Montecitorio. “Tra noi- ricorda Napolitano- ci furono scontri e incontri, reciproche contestazioni e riconoscimento sul piano politico, morale e affettivo. Il suo fu un partito collettivamente vivacissimo e operosissimo, attrattivo di energie giovani. A Pannella, ancora oggi, Napolitano riconosce il merito di aver aperto “l’accesso all’attivita’ politica a soggetti estranei al normale percorso politico, seppe far arrivare nelle istituzioni soggetti di sofferte vicende ed ingiustizie”. In nome dei ricordi non edulcorati, Napolitano menziona ancora oggi il proprio “dissenso alla radicalita’ dei mezzi con cui venivano affidate le proposte dei Radicali, specialmente il dilagante ricorso referendario che rischiava di banalizzare e svuotare il senso dello stesso, o l’ostruzionismo parlamentare”. L’incontro “decisivo”, secondo Napolitano, arrivo’ con Emma Bonino “che seppe integrare una leadership che altrimenti sarebbe stata solitaria. Lei fu un tramite affettuoso nel rapporto tra me e Marco anche nei suoi ultimi giorni di vita- termina l’ex presidente- e di cio’ voglio ancora ringraziarla”.

Maurizio Caprara, sul Corriere della Sera, per tenere viva la memoria e l’insegnamento del leader dei radicali morto il 19 maggio a 86 anni, lancia l’idea: “Un modo adeguato di ricordarlo sarebbe fondare una scuola, o una rete formativa, per giovani che desiderino entare in politica o nelle Istituzioni. Non si abbia fretta di dedicargli vie o piazze. Meglio dare il suo nome a qualcos’altro e di vivo. Di utile per gli anni che preferiva migliori anche se non li avrebbe vissuti”.