Papa Francesco

“A volte qualcuno mi chiede: ‘Ma Lei, Padre, parla sempre dei poveri e della misericordia’. Sì – dico – ma non è una malattia. E’ semplicemente il modo con cui Dio si è rivelato”. Lo ha detto Papa Francesco in un video messaggio rivolto ai partecipanti al concerto di beneficenza ‘Avrai’  tenutosi nell’Aula Paolo VI. “Infatti il Natale – ha detto il Pontefice – ormai alle porte ci ricorda il modo con cui Dio è entrato nel mondo: nasce da Maria Vergine come tutti i bambini, viene avvolto in fasce, preso in braccio, allattato. Non solo: lui, la sua mamma e Giuseppe hanno dovuto fare i conti con il fatto che per loro non c’era posto nell’albergo”. Il concerto si è svolto in occasione del Bicentenario della Gendarmeria Vaticana, ospite l’artista Claudio Baglioni. Il ricavato della serata è destinato a sostenere due importanti progetti: l’ospedale pediatrico a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, e le vittime del terremoto in Centro Italia.

Questa sera su Canale 5 alle 21,10 sarà trasmessa la seconda puntata della serie tv sulla vita di Papa Francesco. La media d’ascolto della prima puntata della fiction dal titolo ‘Francesco, il Papa della gente’, diretta da Daniele Lucchetti e trasmessa ieri sera, e’ stata di 4,5 milioni di spettatori con uno share del 18,45%. Lo comunica una nota di Mediaset. ‘Francesco il Papa della gente’ è un evento in 2 puntate, che racconta il percorso che ha portato Jorge Bergoglio, figlio di immigrati italiani a Buenos Aires, a diventare il Papa più amato e rivoluzionario del nostro tempo. La miniserie è totalmente finanziata dal gruppo Mediaset e prodotta da Taodue. La produzione ha investito due anni in ricerche storiche, religiose e interviste a testimoni e persone comuni che hanno conosciuto Bergoglio prima che diventasse Papa, al fine di garantire non soltanto le verità storiche ma anche un ritratto di oggi del capo della Chiesa Cattolica. Il risultato è un progetto internazionale, dal cast ai luoghi, che coniuga la spettacolarità e il taglio avvincente della serie con il viaggio umano e spirituale di Bergoglio sullo sfondo di un paese come l’Argentina, che ha vissuto momenti storici controversi.

Il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, autore del libro “I due Papi”, nella puntata de “Il Giubileo di Francesco”, realizzata da Rai Vaticano, a cura di Massimo Milone e in onda, sabato 26 novembre su Rai1 alle 11 racconta l’esperienza vissuta quest’anno nella Chiesa e nel mondo. Un Giubileo straordinario vissuto dalla Chiesa per la prima volta con due Papi, il regnante e l’emerito. “È una fase molto speciale nella storia della Chiesa. Francesco e Benedetto sono due uomini di Dio che si dedicano pienamente alla missione del successore di Pietro. Una grande ricchezza per la Chiesa”, spiega il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, nell’intervista di Aldo Maria Valli. Il cardinale mette a confronto le vicende personali di Bergoglio e Ratzinger e i loro differenti stili. “Le loro biografie – dice – pur diverse sono unite dal servizio alla fede. Esercitano entrambi un ufficio che non si sono dati da se stessi ma viene da Cristo e possiamo ringraziare Dio per questi due grandi personaggi donati alla storia recente della Chiesa”. La puntata andrà in replica domenica 27 novembre alle 12,30 su Rai Storia

“Perche’ nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facolta’ di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario”. Così scrive Papa Francesco nella lettera apostolica Misericordia et Misera firmata dopo la messa conclusiva dell’Anno Santo. “Vorrei ribadire con tutte le mie forze – continua il Pontefice – che l’aborto e’ un grave peccato, perche’ pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre”. Con la decisione di Papa Francesco di estendere la facoltà – eccezionalmente introdotta con il Giubileo della misericordia – di tutti i sacerdoti di assolvere quanti hanno compiuto il “peccato grave” dell’aborto, si aggiornerà anche il diritto canonico. A spiegarlo è stato il responsabile dell’anno santo, mons. Rino Fisichella. Con l’assoluzione, ha detto l’arcivescovo, “viene meno la scomunica laetae sententiae” in cui incorre chi “procura” aborto. Il provvedimento riguarda, oltre la donna pentita di avere abortito, “medici, infermieri, chi sostiene l’aborto”, che si pentano. “Il peccato riguarda tutti, e dunque anche il perdono è onnicomprensivo, riguarda tutti gli attori”.

Papa Francesco è andato a fare visita al Papa emerito Benedetto XVI, al termine del Concistoro che ha celebrato questa mattina a San Pietro, in compagnia dei 16 nuovi cardinali ha cui ha imposto la berretta cardinalizia. Lasciata la basilica vaticana, Jorge Mario Bergoglio e i porporati, come si vede dalle immagini diffuse nel primo pomeriggio dal Centro televisivo vaticano (Ctv) si sono recati al monastero Mater Ecclesiae, dentro il Vaticano, dove vive Joseph Ratzinger da quando ha rinunciato al pontificato, a bordo di un pulmino. Il Papa e il suo predecessore si sono abbracciati, poi Benedetto XVI ha salutato uno per uno i nuovi cardinali, e infine, dopo un momento di preghiera nella cappella del monastero, accanto al Pontefice regnante, Benedetto XVI ha benedetto i cardinali.

All’indomani dell’incontro con i rappresentanti del Movimento popolare Papa Francesco, in una intervista su Repubblica ad Eugenio Scalfari, ribadisce la sua esortazione ai cattolici a un nuovo impegno in politica “non nel cosiddetto politichese, le beghe per il potere, l’egoismo, la demagogia, il danaro, ma la politica alta, creativa, le grandi visioni. Quello che nell’opera sua scrisse Aristotele”. Quello che noi vogliamo è la lotta contro le diseguaglianze, questo è il male maggiore che esiste nel mondo. E’ il danaro che le crea ed è contro quei provvedimenti che tendono a livellare il benessere e favorire quindi l’eguaglianza”. Trump presidente? “Io non do giudizi sulle persone e sugli uomini politici, voglio solo capire quali sono le sofferenze che il loro modo di procedere causa ai poveri e agli esclusi”: La mia preoccupazione principale?  “Quella dei profughi e degli immigrati. Dobbiamo abbattere i muri che dividono: tentare di accrescere il benessere e renderlo piu’ diffuso, ma per raggiungere questo risultato dobbiamo abbattere quei muri e costruire ponti che consentono di far diminuire le diseguaglianze e accrescono la liberta’ e i diritti. Maggiori diritti e maggiore liberta’”.

Papa Francesco incoraggia ancora una volta l’azione delle donne, augurandosi che aumenti la loro presenza nella società. L’occasione è il telegramma inviato a mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari, per la seconda Conferenza Donne Medio Oriente e Mediterraneo “Donne operatrici di pace per una cultura dell’incontro e del dialogo” organizzata dall’Umofc-Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche e dal Fiac-Forum internazionale di Azione cattolica, in collaborazione con l’Azione cattolica della diocesi di Bari e la Delegazione regionale della Puglia. In occasione della Conferenza promossa “nel contesto del Giubileo Straordinario della Misericordia che tutti invita al generoso esercizio delle opere di misericordia corporali e spirituali”, si legge nel messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il Papa “rivolge il suo beneaugurante pensiero e saluta cordialmente tutte le donne presenti, particolarmente quelle provenienti dal Medio Oriente e dai paesi segnati da conflitti sociali, dalla poverta’ e dalle discriminazioni”. Francesco auspica “che si allarghino gli spazi della presenza delle donne e si intensifichi la loro opera nel ricercare occasioni di incontro, di conoscenza e di dialogo e il comune impegno per la edificazione di un futuro di prosperita’ e di pace produca abbondanti frutti di crescita umana e sociale e contribuisca alla riconciliazione tra gli uomini e alla rinnovata concordia tra le nazioni”.

“Sono lieto di annunciare – ha detto il Papa – che sabato 19 novembre, alla vigilia della chiusura del giubileo, terrò un concistoro per la nomina di 13 nuovi cardinali, da 11 nazioni”. “Il 20 celebrerò la messa con loro”. Tra i cardinali anche mons. “Zenari, che resta nunzio nella martoriata Siria”. Tra i nuovi cardinali ultraottantenni invece c’è anche l’italiano Renato Corti. Tre europei, tre dell’America Latina, tre statunitensi, due africani, un asiatico e uno dall’Oceania: questa la ripartizione geografica dei cardinali elettori annunciati questa mattina a sorpresa dal Papa. “La lista è lunga, – aveva spiegato il Papa a proposito della scelta di nuovi cardinali, sul volo che lo riportava a Roma da Baku, domenica scorsa – ma ci sono soltanto 13 posti. E si deve pensare di fare un equilibrio. A me piace – aveva sottolineato, ricalcando le parole con cui stamane ha annunciato il prossimo concistoro – che si veda, nel Collegio cardinalizio, l’universalità della Chiesa: non soltanto il centro – per dire – ‘europeo; ma dappertutto. I cinque continenti, se si può”.

‘La vita é vita. Non ho mai abbandonato i gay. Accogliete gay e trans: Gesù lo farebbe’. Cosi Papa Francesco che nei giorni scorsi ha attaccato la teoria gender, precisando pero’ ‘ una cosa é una persona che ha questa tendenza, o anche che cambia sesso. Un’altra é fare insegnamenti nelle scuole su questa linea’. Un Pontefice, Francesco, che non é nuovo a posizioni di questo genere, spesso strumentalizzate, ma che sono nel solco della misericordia e della carità cristiana. Nessuna forzatura, nessuna violazione dogmatica. Alla base il rispetto della persona e della vita, della diversità e della dignità umana. ‘Bisogna accogliere e accompagnare – prosegue Bergoglio, avvicinarli al Signore e non abbandonarli mai’

Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, guidato dal presidente Enzo Iacopino insieme al prefetto della Segreteria vaticana per la Comunicazione, monsignor Dario Edoardo Vigano’. Bergoglio ha dato tre consigli a chi fa informazione, che si possono riassumere così: “amare la verita’”, “vivere con professionalita’” e “rispettare la dignita’ umana”. Ha detto il Pontefice: il giornalismo non diventi “arma di distruzione” di popoli e persone e non alimenti le paure verso gli immigrati. In piu’ ha raccomandato: “mai sottomettersi a interessi di parte, sia economici che politici”. Iacopino ha sottolineato le condizioni di “schiavitu'” di tanti che esercitano la professione per pochi euro. Nella sala Clementina erano presenti molti direttori di testate nazionali. Oggi, ha detto il Papa, nel flusso ininterrotto di fatti sulle 24 ore, “non e’ sempre facile arrivare alla verita’”. “Nella vita non e’ tutto bianco o nero”, e “anche nel giornalismo bisogna saper discernere tra le sfumature di grigio degli avvenimenti”. Ma “e’ questo il lavoro – potremmo dire la missione – difficile e necessaria al tempo stesso di un giornalista: arrivare il piu’ vicino possibile alla verita’ dei fatti e non dire o scrivere mai una cosa che si sa, in coscienza, non essere vera”. E sulla professionalità ha sottolineato “di non sottomettere la propria professione alle logiche degli interessi di parte, siano essi economici o politici”. “Far crescere la dimensione sociale dell’uomo, favorire la costruzione di una vera cittadinanza”, e “avere a cuore uno degli architravi della struttura di una societa’ democratica”.