Pignatone

“Mafia capitale non è mafia. Potrebbe esserci la corruzione. Vedremo come i fatti saranno configurati nella sentenza. Chi ha detto che c’era la mafia ha perso questa partita”. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Forza Italia), in un’intervista rilasciata a “Radio Radicale”. “Abbiamo assistito – prosegue Gasparri – alla criminalizzazione dell’intera città. Bisognerebbe chiedere tutto alla Procura che aveva visto archiviati centinaia di imputati per mafia. Ci sono fatti – ha aggiunto il senatore – puniti in maniera molto severa. Forse sembra che l’intensità delle condanne servisse a compensare la cancellazione della qualifica di associazione mafiosa. Sembra quasi che la Procura, dopo aver dato torto a Pignatone su questo fatto, abbia compensato con queste condanne, che vedremo se saranno confermate nei successivi gradi di giudizio. Io non entro nel merito. Leggeremo poi le sentenze. Questa è solo una lettura politica”. Gasparri ha aggiunto: “Pignatone deve fare qualche riflessione. Sono molte le sconfitte che sta ottenendo. Pignatone è più celebrato che profetico nelle sue valutazioni”. L’esponente di Forza Italia ha concluso: “I giornali non possono più titolare ‘mafia capitale’, ma ‘corruzione capitale’. Non voglio banalizzare nulla: sono usciti libri, hanno realizzato delle fiction. Si è creato un marchio della città. Io sono romano. E mi dispiace. Non minimizzo la corruzione. Ma la mafia è un’altra cosa”.

“Li’ si gioca la credibilita’ della magistratura ma soprattutto l’autonomia di indagine del pubblico ministero, dobbiamo smetterla di pensare che l’attivita’ del pubblico ministero e’ servente a questa o a quella parte politica. Perche’ questo non accada, cioe’ perche’ l’azione della magistratura non sia strumentale ad altri fini, bisogna tutelare la segretezza delle indagini nella prima fase ed e’ fondamentale che su questo tema ci sia l’impegno di tutti, e soprattutto, che in caso di violazioni ci siano delle sanzioni”. Lo afferma Luca Palamara, ex presidente dell’Anm e membro togato del Consiglio Superiore della Magistratura, intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24, commentando la battuta del procuratore Pignatone in tema di intercettazioni: “Basta fuga di notizie”.