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“I prossimi 24 giorni valgono 10 anni”. Lo ha detto a Lecce Luigi Di Maio, intervenendo ad una manifestazione in vista delle politiche del 4 marzo. “Una cosa e’ certa – ha continuato Di Maio –
che Salvini e Berlusconi insieme non valgono il 51 per cento. Ci dicono che lasceremo il Paese nel caos se dovessimo vincere, ma vi assicuro che non sara’ cosi’. Presenteremo la nostra quadra di Governo prima delle elezioni perche’ vogliamo mostrare il grande capitale umano di cui possiamo disporre”.

“Renzi è stato straordinario nel resuscitare politicamente Berlusconi. Penso che ormai neanche più il leader di Forza Italia credeva di doversi ricandidare, poi è arrivato questo genio della politica che si chiama Matteo Renzi che è stato capace di far tornare in pista Berlusconi, con il rischio che il centrodestra arrivi a sfiorare la maggioranza assoluta”. Questo il commento ironico del sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel corso di un’intervista a Mattina 9, in onda sull’emittente Canale 9 – 7 Gold.“Il dato che emerge già oggi – ha concluso il Sindaco – è che il Rosatellum non funziona e che il 4 marzo non avremo una maggioranza stabile”. (immagine trasmissione televisiva Ballarò, nella foto Luigi De Magistris)

“In merito a quanto apparso questa mattina su Il Messaggero che mette il mio nome tra i candidati della Lega, ripeto quello che ho gia’ pubblicamente dichiarato piu’ volte. Non saro’ candidato alle prossime elezioni politiche del 4 marzo”. Lo dichiara l’ex sindaco di Roma ed esponente del Movimento nazionale per la sovranita’, Gianni Alemanno.

Piero Fassino, ex sindaco di Torino, ai microfoni di ‘6 su Radio 1′ ha parlato delle consultazioni avviate per l’unità del centrosinistra, secondo il mandato affidatogli in vista delle prossime elezioni politiche. Riguardo all’incontro con Prodi ha detto: “Apprezza e condivide lo sforzo che sto facendo, mi ha incoraggiato ad andare avanti e abbiamo ovviamente ragionato su come dare sostanza e consolidare questo tentativo”. Entro il fine settimana Fassino incontrerà Giuliano Pisapia. Sul candidato premier Fassino spiega: “La legge elettorale non prevede di annunciare il Presidente del Consiglio prima del voto. Ogni partito andra’ al voto con i propri leader e il Pd ci va con Matteo Renzi, dopo di che, sulla base dell’esito del voto, si decidera’ la formazione del governo e anche il Presidente del Consiglio”.

“Le prossime elezioni si vincono impedendo ai partiti dell’inciucio di fare il 51%. Sappiamo bene a cosa ambiscono, avere il 51% garantirsi altri cinque anni di impunita’”. Lo afferma il candidato premier M5S Luigi Di Maio nel corso di un convegno su Mps e dicendosi “fiducioso” per le Politiche dopo il voto in Sicilia. “Alle Politiche bastera’ mettere una x sul simbolo”, osserva con riferimento agli impresentabili in Sicilia.

“Con il 35% di ieri in Sicilia abbiamo ottenuto un risultato incredibile nelle peggiori condizioni politiche: voti di scambio, astensionismo, ‘figli di’ con 20.000 preferenze e oblio mediatico su delle elezioni importantissime. Nonostante ciò abbiamo praticamente raddoppiato i voti rispetto a 5 anni fa. Vi rendete conto di cosa vuol dire?”. Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e candidato premier.
“Alle politiche – continua – non sarà così difficile. I cittadini dovranno barrare il simbolo sulla scheda e basta. I signorotti dei voti non potranno usare mezzucci come il trascinamento, i nomi sulla scheda scritti in un certo modo per segnarla e renderla riconoscibile a chi controlla il voto, liste piene di rastrellatori di voti e altre schifezze. E se in queste condizioni abbiamo raddoppiato in Sicilia…È per questo che sono fiducioso che possiamo arrivare al 40%. E gli rompiamo il giochetto. E andiamo al governo del Paese”.

“Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno il dovere di essere uniti e concordare una comune strategia da qui alle elezioni politiche alle quali, se ci faranno votare, mancano ormai solo pochi mesi”. Lo dice LDaniela Santanche’, deputata di Forza Italia. “Concordo con Salvini – aggiunge – quando afferma che e’ necessario concordare candidature unitarie anche per le prossime sfide amministrative: penso in particolare al Friuli-Venezia Giulia, dove abbiamo l’importante occasione di mandare a casa il Pd della vice-segretaria nazionale Debora Serracchiani, e al voto in Lazio e Lombardia, due territori importantissimi dove abbiamo la possibilita’ di misurarci e vincere. Abbiamo gia’ governato con successo l’Italia negli anni passati, io sono convinta che mettendo da parte ogni forma di personalismo possiamo rinforzare la coalizione e tornare alla guida del Paese”.

“Il Megafono c’e’ e continuera’ ad esserci, non solo alle elezioni regionali, ma anche alle nazionali con la lista al Senato, negli enti locali, con i candidati nelle liste del Pd alla Camera, con un rapporto privilegiato col partito in cui mi onoro di militare – il Pd – e con la lealta’ che abbiamo nei confronti del segretario Matteo Renzi”. Cosi’ in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Il Megafono – aggiunge – non e’ solo una lista, ma un’associazione che insieme al Pd opera per il rinnovamento della politica in Sicilia in sintonia con il segretario Raciti. Siamo nati nel 2012 come associazione civica di movimenti, di territori, di sindaci di espressioni della societa’ civile e, pertanto, pronti ad accogliere nelle nostre liste, altri che vengono da esperienze diverse, ma uniti dal progetto Micari presidente. L’idea di trovare un simbolo diverso dal Megafono, non e’ condivisibile a tre giorni dalla presentazione delle liste, con i nostri candidati gia’ in campagna elettorale nei territori con manifesti e fac-simili stampati. In tutte le province siciliane ci saranno schierate le liste del Megafono, per vincere come nel 2012 la battaglia per lo sviluppo della Sicilia. Per quel che mi riguarda, saro’ capolista a Palermo, Catania e Messina – conclude Crocetta – come ho concordato con Matteo Renzi”.

“Una coalizione di centro-destra e’ tale perche’ c’e’ una realta’ piu’ di destra e c’e’ una forte realta’ di centro. La partita politica si vince sempre al centro e questo ruolo deve giocarlo Forza Italia”, dice il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, interpellato sugli equilibri nel centrodestra in vista del voto, a margine del convegno nazionale dei Cavalieri del Lavoro “Detto questo serve lavorare per rafforzare questa coalizione e mi auguro che ci possa poi essere una buona legge elettorale che dia rappresentativita’ a tutti gli italiani”, aggiunge “Sono un militante di Forza Italia, votero’ Forza Italia, la mia posizione e’ chiara, credo che serva l’unita’ del centrodestra con alcune forze come la Lega e Fratelli d’Italia che si rivolgono all’elettorato, e Forza Italia che deve assumersi il ruolo di raccogliere consensi nella grande maggioranza silenziosa”, dagli “italiani che si vegliano alle cinque di mattina per andare a lavorare”, alle “mamme”, ai “ragazzi che non hanno un lavoro”. La risposta della politica deve essere “dare una speranza per il futuro”. Pronto ad un ruolo da candidato premier? Tajani ribadisce di escluderlo. “Sono pronto a fare il presidente del Parlamento europeo, che e’ una cosa gia’ abbastanza faticosa. Devo lavorare molto per far crescere il ruolo dell’unica istituzione democratica dell’Unione Europea. Il mio impegno e’ tutto orientato al Parlamento europeo”, dice.

“Se Alfano martedì ci dirà che l’alleanza in Sicilia col Pd sarà valida anche alle politiche non ci resterà che separare i nostri destini”. Lo ha dichiarato il senatore di Alternativa Popolare Roberto Formigoni intervistato da Intelligonews. “Sono in Alternativa Popolare in posizione fortemente critica sull’alleanza fatta in Sicilia con il Pd – ha detto Formigoni – e sono altresì fortemente critico sul fatto che questa alleanza dia tutta la sensazione di essere valida anche alle elezioni politiche. Alfano ha convocato una direzione per martedì prossimo e in quella sede dovranno essere chiariti tanti aspetti. L’alleanza col Pd in Sicilia ha dimezzato il partito sull’Isola, visto che se ne sono andati tre senatori siciliani su sei, quattro consiglieri regionali su sei oltre ad un mucchio di altra gente. Martedì dovrà essere il giorno dell’assoluta verità. Se sarà chiaro che Alfano ha siglato con il Pd anche un accordo alle politiche – è l’ultimatum di Formigoni divideremo inevitabilmente le nostre strade”. Porte chiuse ad ogni possibile intesa sullo Ius Soli. Anche su questo l’ex governatore lombardo è categorico: “Lo Ius Soli così com’è è invotabile. Invitiamo il Governo a non porre la fiducia perché in quel caso saremmo costretti a votare anche contro la fiducia. La maggioranza del gruppo dei senatori di Ap è su questa linea. Dato che c’è questa nostra posizione netta e ci sono valanghe di emendamenti presentati al Senato – conclude Formigoni – buon senso richiederebbe che il tema sia rinviato alla prossima legislatura”.